Estate 2014 : i consigli di Ravasio

giovinetta con telefono

giovinetta con telefono

Ritorna dopo mesi e mesi di silenzio il nostro guru dell’arte di vivere, il faro che illumina con i suoi consigli le scialbe e noiosissime vite di noi poveri tremebondi, sempre indecisi sul da farsi in questa o quella situazione. Il Prof. Ravasio Belinoni Frustalupi (che salutiamo) oggi ci parlerà di mode e tendenze di questa estate 2014.

Gentili topolini lettori di questo vetusto blog (a proposito, Auguri per il decennale) grazie all’insistenza del vecchio tenutario di questo mucchio di parole buttate lì alla rinfusa da anni, sono tornato per fornirVi alcuni consigli per meglio assaporare questi ultimi scampoli di estate.

R.B. Frustalupi

R.B. Frustalupi

La crisi economica italiana ed internazionale si fa purtroppo sentire soprattutto nel comparto vacanze. Addio alle lunghe settimane di villeggiatura dei nostri nonni, addio alle lunghe passeggiate in viale Ceccarini ciucciando un gustoso gelato Eldorado™. Ormai le vacanze sono mordi e fuggi ed anche il gentiluomo cacciatore estivo deve necessariamente adattarsi ai nuovi modelli di business ed ai tempi giuocoforza più ristretti per ghermire le prelibate “prede”, siano esse straniere o locali.

La parola d’ordine è velocità (ma anche risolutezza)  ! Se un tempo la giovinetta in vacanza, nelle sue serate, si dedicava prevalentemente a farsi bella, indossare il tacco 12 d’ordinanza ed attendere gioiosa danzando che il gonzo di turno si facesse avanti con il proprio tremebondo corteggiamento, oggi i tempi sono cambiati.

Naturalmente la colpa è dei Soscial Neuò !! (social network – ndr)

La giovinetta di oggidì passa il suo tempo, sia che si trovi al Nikki Beach di Saint Tropez, che al Billionaire (dell’amico Flavio) a MonteCarlo, a spippolare col cellulare e a scattare foto che poi puntualmente pubblicherà sui Soscial Neuò. Essendo mediamente tecnolesa tale pratica impegna i suoi neuroni al punto che non si accorgerebbe nemmeno di avere seduta al proprio fianco nientemeno che Gabriel Karko o Raul Biova (o come cavolo si chiamano). Le foto delle socialgiovinette ritraggono momenti di vita di gruppo di grande spessore, quindi è normale che ella ci tenga così tanto a diffondere le proprie opere.

  • Amico panzuto fintoricco che con la sciabola fa saltare il tappo di uno champagne prestigioso
  • Amica fintafiga che si atteggia come Emily Ratajkowski
  • Selfie di gruppo preso dall’alto mentre in background c’è un tipo che vomita
  • Foto sul divanetto presa dal basso (scattata da un passante volenteroso) che rivela in alcuni casi una mutanda bianca, oppure la sua totale assenza
  • Fotomodello figo che guarda il vuoto (con commento Apperò!)
  • Amico fintoricco che indica compiaciuto le numerose bottiglie vuote messe a testa in giù nel Seau à Champagne evidenziando un Daytona piuttosto dubbio.
  • Coppia di amiche intente in un bacio saffico con sullo sfondo un maleducato che mima atti di onanismo.

Capirete benissimo che tra scatti, pubblicazione, replica ai commenti e accettazione delle copiose nuove richieste di amicizia Facebook, alla povera giovinetta estiva rimane pochissimo tempo per dedicarsi alle relazioni umane. (mi riferisco al campione di umanità che si è geotaggato nel medesimo  locale) Infatti quando non avrà più nulla di significativo da dire, pubblicherà una foto mossa e sfocata che commenterà con la proverbiale frase : ” E la serata continuaaaaa!!!!! :) :) :) :) “.

Per il gentiluomo in caccia di prede QUELLO è il momento di agire !

Grazie allo schema che riporto, vi sarete autocostruiti, nel segreto delle mura della vostra modesta dimora, un Jammer telefonico. Cos’è un Jammer telefonico ? (andate su wikipedia, fanulloni!)

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Codesto apparecchio è in grado di inibire le comunicazioni cellulari nel raggio di 50 metri. E risulterà preziosissimo per i nostri scopi. Una volta realizzato e testato potrete occultarlo opportunamente in un pacchetto di sigarette (se non fumate, sarebbe il caso di iniziare).

Schermata 2014-08-22 alle 12.56.15

Entrerete sinuosi ed insospettabili nell’area operativa della giovinetta che volete concupire, ed azionerete il vostro prodigioso attrezzino. Nel giro di pochi secondi il suo cellulare sarà disconnesso dal mondo e dai Soscial Neuò. Ve ne accorgerete perchè il suo volto diventerà improvvisamente terreo, ed inizierà a chiedersi : “E se hanno commentato la foto del culo che ho messo stamattina su Instagram?, come faccio a saperlo?” e ancora : “Se quella zoccola di xxxx ha messo un like al mio moroso io non lo scoprirò mai !!“. Ella inizierò ad alzare il suo iPhone al cielo nella speranza di agganciare una nuova wifi o di raggiungere un livello 3G adeguato per la riconnessione al suo mondo.

E’ a questo punto che le direte : “Ciao, scusa ma ho notato che hai dei cospicui problemi di ricezione, forse ti posso aiutare..” (dovrete avere la stessa espressione di James Bond mentre dichiara le proprie generalità). Lei farfuglierà cose tipo: “mannaggia mannaggia! non so, devo aver toccato qualcosa che non dovevo toccare (risatina) non ci capisco niente..“. Voi penserete : “si, però le foto del culo le sai pubblicare eh..” ma direte sereni : “non ti preoccupare” fingendo di pispolare non si sa quale magica icona sul touch screen, ma in realtà disattivando con l’altra mano il vostro fedele Jammer.. “Ecco: prova adesso“.

La giuoia tornerà a dipingersi sul volto della giovinetta ed ella vi gratificherà con un sorriso smagliante. A quel punto la palla è in mano a Voi. Se saprete gestire la situazione con risolutezza fascyno e sympatia la preda sarà pronta a cadere nelle vostre lussuriose grinfie. Se ella dovesse reiterare l’uso dei social e si assentasse dal mondo perchè immersa nei magici Soscial Neuò non avrete che da riattivare il Jammer e ripetere l’operazione precedentemente descritta.

Io vi ho fornito solo gli strumenti, ora sta a voi farne buon uso..

Evviva le catture estive nonostante la crisi ! Abbasso i Soscial Neuò  !!

in fede

Ravasio Belinonin Frustalupi

 

 

 

 

 

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PocaCola blog compie oggi dieci anni. (chi lo avrebbe detto eh ?)

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Nell’Agosto del 2004 nasceva PocaCola blog. Auguri a questo anziano mausoleo dell’inutile, che tuttavia resiste a dispetto di mode, tendenze social e a dispetto della #gentecattiva che vorrebbe i blog morti. Dieci anni nel mondo della comunicazione corrispondo a un’era geologica. Praticamente in questo momento state leggendo un fossile..

(grazie a tutti i lettori che in questo decennio mi hanno accompagnato e seguito)

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Beppe Grillo e le notizie improbabili

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Non sono un grande frequentatore del blog di Beppe Grillo.

Tuttavia lo leggo, come molti, per avere una visione più chiara dell’operato del primo partito d’Italia. Apprezzo l’entusiasmo del Movimento Pentastellato, ma troppo spesso non ne condivido i metodi. Non intendo affrontare l’aspetto meramente politico del fenomeno Cinquestelle, c’è chi lo fa con autorevolezza e conoscenza, ma vorrei soffermarmi sugli aspetti “etici” e sulle modalità operative della comunicazione grillina.

Il blog beppegrillo.it è l’importante, primario strumento di comunicazione tra i vertici M5* e i suoi sostenitori. Si tratta di un organo di partito a tutti gli effetti, attraverso il quale il nostro Beppe comunica al mondo il proprio messaggio politico. Stesso discorso per gli altri media sociali, come la pagina Facebook ufficiale del movimento e il profilo Twitter.

Esistono tecniche per catturare click (quindi guadagni) che sul web sono state usate per anni e che ormai funzionano solo con pochi lettori “tecnolesi” (o babbani). Si tratta del Clickbait, ovvero: esca da click. Consiste nel confezionare una notizia, spesso associata a un’immagine, e corredarla di una descrizione volutamente incompleta, ma al tempo stesso falsamente clamorosa. Ecco un esempio preso dalla pagina ufficiale Fb di Beppe Grillo :

 

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A parte la comicità di quel “Non ci posso credere” che fa tanto Aldo, Giovanni e Giacomo, associare “guardate” a quella che dovrebbe essere una notizia, è già di per sé piuttosto fuorviante, visto che in teoria dovrei se mai leggerla. E qui si innescano una serie di meccanismi che vanno intenzionalmente a solleticare il lettore babbano e la sua atavica pruriginosa curiosità. Inoltre, se leggiamo l’url a cui rimanda la notizia troviamo un incalzante : “http://bep.pe/Serracchiani_Assurda“. Questa è una ulteriore tecnica di propaganda spicciola che conta sulla memoria di Google per associare tra loro le parole Serracchiani + Assurda. Naturalmente questo clickbait porta a un articolo sul blog di Grillo in cui si parla della Serracchiani che non ha accettato le dimissioni dell’assessore regionale alla Cultura, Gianni Torrenti, indagato dalla Procura di Trieste per “Presunte irregolarità amministrative”. 

I grillini più accesi ed appassionati a questo punto potrebbero obiettare : “La cosa importante è la notizia ! La gente deve sapere ! Basta con le testate dei partiti che ci fanno leggere solo quello che vogliono loro! chissenefrega del metodo, l’importante è che la gente sappia quello che succede nella politica italiana!” (il tutto scritto rigorosamente in maiuscolo, usando la k al posto della “ch” e chiudendo con un bel KOLLUSI!!! d’ordinanza).

Invece, a mio modestissimo parere, queste pratiche (clickbait, mezze verità, notizie con titoli fuorvianti) sono il primo grosso autogol che imputo al movimento cinquestelle. Non fanno che lamentarsi della faziosità delle testate ufficiali, e loro che sono gli autoeletti portatori di verità son i primi ad usare gli stessi trucchetti di Repubblica ? (ho citato la prima testata che mi è venuta in mente, ma come sapete ce ne sono tante).

Altro tema interessante è la colonna destra del blog di Beppe Grillo. In quell’area, oltre a cospicui banner pubblicitari a pagamento, si trovano una serie di link a notizie che orbitano intorno al mondo Cinquestelle, che fanno direttamente o indirettamente propaganda per il partito o che dileggiano gli avversari politici. Generalmente le testate linkate sono TzeTze (notizie prese dalla rete) e La Fucina (social news). Immagino che si tratti di siti gestiti direttamente o meno dal gruppo Casaleggio e associati, visto che qualsiasi notizia di carattere politico è sempre data in pieno stile 5* con tanto di propaganda per il partito nemmeno tanto celata.

Anche qui il trucchetto del clickbait la fa da padrone, senza nessun ritegno aggiungo. Sulla bontà delle notizie e sulla loro credibilità vorrei stendere un velo pietoso, se non fosse che continuo a ridere ogni volta che ne leggo una.. Ecco alcuni esempi :

beppe grillo clickbait

Notizia clamorosa sulle cose che non ci hanno mai detto sul pesce. Il babbione clicca e Grillo guadagna. Peccato che la stessa immagine sia stata presa da un sito straniero e non abbia nulla a che vedere con le mutazioni genetiche dei pesci..

beppe grillo clickbait

La colonna destra del blog di Beppe è ricca di notizie clamorose (che stranamente nessun altro diffonde o linka) come questa :

beppe grillo clickbait

Caspita ! Trevor ha curato il cancro con la.... Chi non cliccherebbe per scoprire come ha fatto ?

beppe grillo clickbait Ma con la cannabis !!! Scemi noi che non ci abbiamo mai pensato..

I link in uscita verso i due prestigiosi siti di informazione non ci fanno mancare nemmeno uno sguardo sulle ultime tendenze delle più autorevoli fashion bloggers :

beppe grillo clickbait

Questa blogger non usa shampoo per due anni e…. al suo posto usa uova e bicarbonato ! (pazzesco!) Ora la riconoscono per strada perchè è l’unica fashion blogger inseguita perennemente da uno sciame di mosche. Interessante notare come nella foto, goffamente editata e tesa a simulare un “prima e dopo” (2 anni) la nostra simpatica blogger indossi il medesimo vestito. Il mistero è presto svelato grazie a una ricerca reversa dell’immagine. La foto è presa da Pinterest e la tipa è allo specchio.

beppe grillo clickbait

Se nei link della sidebar del blog più famoso d’Italia ci si fa delle grasse risate, nei contenuti “politici” dello stesso il clima è più austero, ma non per questo eticamente corretto. Il fine è sempre lo stesso, diffamare, ingenerare sospetto, fornire al lettore la sola chiave di lettura possibile, ovvero : quella di Beppe Grillo.

beppe grillo clickbait propaganda

Definire un articolo di chicchessia “DELIRANTE” e bollarlo come “CONTRO” un esponente del movimento, consente al lettore/simpatizzante di sapere già con quale spirito dovrà affrontare la lettura in una sorta di imprinting. Il nome del giornalista non è citato, ma quello di Dibba è scritto per esteso (sempre per le finalità di ranking su Google alle quali accennavo prima). Io preferisco parlare di “opinioni” di un giornalista o di un privato cittadino.. Ma, si sa, il regime di Beppe utilizza tecniche che sanno di muffa, e il nome del nemico no si deve mai dire ad alta voce. Tecniche usate in passato abbondantemente da uno strano tipo pelato che ha un pessimo ricordo di piazzale Loreto.

La comunicazione grillina tratta i suoi lettori come dei bebè che non sono in grado di ragionare con la loro testa, e probabilmente a molti di loro sta benissimo così, e  nella maggior parte dei casi è una propaganda urlata, fatta di maldestri fotomontaggi (testa di Renzi messa ormai anche sul corpo di Hello Kitty) tesi a ridicolizzare l’avversario o a insultarlo direttamente. Quello che molti sostenitori non considerano è che la comunicazione web di Grillo è sostanzialmente una macchina per fare soldi, tant’è che per racimolare il maggior numero di click possibile utilizza i più canonici e banali trucchetti, che sono al limite della truffa. Ma come, dico io, il “popolo della rete” si beve ancora queste fesserie ? C’è gente che davvero “CLICCA QUI” ogni becera notizia diffusa con i metodi che ho citato ? “Non erano loro quelli bravi ? Quelli che nella rete ci sguazzano come squali ? Se in tutta onestà il Movimento 5* si sente diverso, superiore e soprattutto lontano da ideologie e metodi della “casta” e dei giornali di regime, perchè utilizza in modo così estremizzato e buffo gli stessi identici giochetti ?

Scorro le pagine del blog, che per molti è la nuova bibbia, e vedo con insistenza l’immagine di Grillo che scrive con un laptop (quella che ho usato in testa a questo post). Ben pettinato, sorridente, luci soffuse ed espressione bonaria come si addice a un guru. Poi, più in basso scorgo un fotomontaggio di Renzi ritratto in una smorfia ed innestato con photoshop su non si capisce bene cosa..Schermata 2014-08-20 alle 23.56.03

 

Tutto fa propaganda, tutto fa brodo, delegittimare l’avversario prima visivamente che politicamente, ridicolizzarlo. Il mondo 5* è diviso in amici e nemici, buoni e cattivi. Per una mente binaria scegliere diventa facilissimo, si sceglie quello che grida di più o per lo meno quello che non vorremmo mai avere come nemico. Guardo ancora una volta i fotomontaggi presenti sul sito ufficiale del primo partito d’Italia e penso che questo gioco dell’usare le foto peggiori dell’avversario politico lo ha fatto Emilio Fede per vent’anni con Romano Prodi sulla berlusconiana Rete4, lo ha fatto in modo sfacciato, fino a diventare la parodia di sé stesso…

Caspita,Beppe, e tu saresti quello nuovo ?

 

*update 26 Agosto 2014

“Addio click-baiting: Facebook modifica il suo algoritmo
Facebook ha annunciato che d’ora in poi i post contenenti link “acchiappa-click” saranno penalizzati dalla piattaforma, a favore di una miglior esperienza per gli utenti.”

Facebook annuncia di avere modificato il proprio algoritmo per escludere i post che contengono “clickbait”. (qui l’articolo completo di Wired Italia)

 

 

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Robin Williams, Vai e insegna agli angeli un po’ di ironia.

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Quando muore un personaggio famoso del mondo dello spettacolo, il web riesce a tirar fuori il meglio e il peggio dalle persone. Il meccanismo è sempre lo stesso : partono i primi, quelli sul pezzo, ed iniziano a postare citazioni, stralci di video del compianto attore, alcuni arrivano a usare come foto profilo l’immagine del “de cuius” altri ad improvvisare “coccodrilli” troppo spesso raffazzonati, che si traducono frequentemente in momenti di involontaria comicità social.

Dopo questa prima ondata, arriva la seconda.

Generalmente è animata dai “revisionisti storici” che scrivono cose del tipo : “Disturba  qualcuno se dico che l’attore xxyyy secondo me non era poi così bravo ?” oppure : “non me ne frega niente se è morto, pensiamo ai morti nella striscia di Gaza“.

La terza ondata è composta da coloro che si indispettiscono per l’effetto R.I.P. e per il fatto che, a loro detta, tutti questi entusiasti fans dello scomparso fino a quel momento non se l’erano filato di striscio. A seguire ci sono quelli che si indispettiscono per quelli che si sono indispettiti, e per il fatto che dopo 2 secondi netti dalla morte, la pagina Wikipedia dello scomparso fosse già aggiornata con l’ora e la data del decesso. Ma questo fenomeno è cosa nota e, se pur interessante, non merita ulteriori parole.

Ho amato profondamente Robin Williams attore. Come tanti ho sempre percepito in lui, fin dai lontani tempi di Mork & Mindy, un talento unico e strampalato, quella voglia di mettersi in gioco e di giocare continuamente, ma riuscendo sempre a mostrare anche il proprio lato debolissimo, infantile e un po’ cazzone. Comico originale con uno stile personalissimo e attore di grande spessore, come solo i “comici” sanno essere. Le sue dipendenze, i suoi errori, i suoi fantasmi erano tutti lì davanti nei suoi spettacoli ed erano in qualche modo la benzina della sua arte. Solo un uomo che conosce la sofferenza vera è capace di fare ridere veramente.

Il 12 Agosto 2014 il vecchio Robin Williams ci ha lasciati, con dinamiche che (mentre scrivo) non sono del tutto chiare. Le fonti più attendibili fanno riferimento al suicidio, ma eventuale conferma arriverà a breve. Apprendo la notizia dalle testate online, e sono sinceramente addolorato. Rapido flashback dei suoi film che mi hanno emozionato, poi penso : “sono certo che ci sarà qualche minchione che farà confusione tra Robin Williams e Robbie Williams (arcinoto cantante pop inglese) e scriverà un appassionato coccodrillo.”

E’ così che decido di prendere una foto di Robbie Williams (il cantante) e di pubblicarla sul mio profilo Facebook con il commento :

R.I.P. “Vai e insegna agli angeli un po’ di ironia”

 

R.I.P. Robin - Robbie - Williams

La frase “vai e insegna agli angeli..” è quasi un tormentone dei R.i.p. status sui social. E’ una delle più usate ed inflazionate, tanto da diventare una ironica citazione, poichè nel tempo ha completamente perso tutto il suo  pathos. Il fatto che io abbia messo la foto di Robbie Williams (invece di quella del povero Robin) è un ulteriore indizio che si tratti di una provocazione, anche perchè nel giro di poche ore il mondo conosciuto era tappezzato della notizia. Io sarò pure un po’ distratto, ma pensare che davvero mi possa essere sbagliato in modo così clamoroso lo trovo eccessivo..

Insomma, con mia grandissima sorpresa un abbondante 50% degli amici commentatori non ha affatto colto la palese ironia della mia pubblicazione, anzi, in alcuni casi l’hanno presa come un’offesa nei confronti dell’originale Williams.

Qui non si tratta di scherzare sulla morte, cosa che peraltro ritengo assolutamente consigliabile per esorcizzarla, perchè scherzo non c’era, come non c’era offesa per la memoria del bravissimo Robin Williams. Avevo intenzionalmente spostato l’oggetto del mio interesse sulle fenomenologie social, ironizzando su di esse. Questo al netto del mio onesto dispiacere per la notizia reale. Sono convinto che il vecchio Robin avrebbe apprezzato la boutade, anche perchè lui per primo in passato su Twitter ha fatto cose analoghe. Il punto sono certi integralismi legati all’uso della rete (e di Facebook in particolare, anche perchè, per inciso, il medesimo post su twitter non se l’è filato nessuno) e la soggettività con cui troppo spesso usiamo questi strumenti di comunicazione.

Un caro amico, dopo il cinquantesimo commento “ma guarda che non è lui che è morto!!”, in privato mi ha scritto : “che cazzo di fatica essere ironici su facebook, eh? rido tantissimo immaginando la tua faccia…” E, da vecchio lupo della rete qual’è, ha centrato perfettamente la questione.  Probabilmente è più interessante pubblicare foto di gattini che provare ad usare uno strumento delicato e soggettivo come l’ironia. Come ho avuto modo di scrivere nei commenti alla pubblicazione : “Se non si vede l’atto d’amore nel mio post é solo volontaria miopia.”

 

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Happy in Monaco (inspired by Pharrel Williams)

Poteva mancare la “nostra” versione di Happy ?
La risposta è : si, poteva mancare benissimo.
Tuttavia l’abbiamo fatta lo stesso.. Desolato per tutti coloro che non ne possono più di questa canzone e di tutte le declinazioni video realizzate finora.

A tutti gli altri : Buona visione. Con la speranza che apprezzino l’approccio goliardico.
Un enorme grazie a tutti gli amici che con sano entusiasmo hanno preso parte alle riprese

#happyinmonaco

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