La piattaforma Splinder ha chiuso i battenti. Il primo servizio gratuito in Italia che ha consentito a chiunque di aprire gratuitamente un Blog e di iniziare a pubblicare sul web in modo autonomo, ci dice addio. Con più di 400.000 blog attivati Splinder può essere considerato un pezzo di storia della comunicazione moderna, e senza dubbio uno degli strumenti che in modo massiccio ha contribuito alla nascita di un fenomeno, quello dei blog, che (cattiva salute a parte) non accenna a spegnersi.
Non intendo però parlare di Splinder in quanto servizio che non ci sarà più, né versare lacrime sui blog in esso contenuti, perchè la maggior parte di loro hanno migrato su altre piattaforme più moderne e funzionali, senza perdere una sola parola di quello che hanno scritto in questi anni.
Ogni nuova avventura nel mondo della comunicazione, e a maggior ragione nel veloce mondo del web, ha sempre una iniziale fase pionieristica convulsa e concitata. Si tratta di un periodo in cui alcuni “visionari” (termine che dopo la morte di Steve Jobs ha assunto un valore estremamente positivo..) intravedono le reali possibilità di un mezzo, i possibili sbocchi, ma anche gli indiscutibili limiti, e decidono di utilizzarlo in modo creativo ed originale, dando vita a un fenomeno. Piccolo o grande che sia.
E’ il momento magico in cui succedono le cose migliori. Non c’è ancora consapevolezza completa, ma solo una ipotesi e una strada appena abbozzata.
I blog di Splinder, quelli storici, quelli vecchi e ruspanti, hanno il fascino delle opere incompiute e dei colori forti di certi pittori Naïf. Sono affascinanti perché lontani da qualsiasi logica (arrivata solo in seguito) di audience, numero di visitatori o impressions e quindi senza filtro. E i commenti ai loro post rispecchiavano la medesima situazione, tra ironia, parolacce, troll e flames dalle mille repliche. La magia del pionierismo romantico della scrittura online e della immediata ed inaspettata visibilità nazionale ci ha regalato nel tempo, decine e decine di penne (pardon: tastiere) efficaci, divertenti o evocative, che oggi hanno uno spazio all’interno delle librerie italiane, online o cartacee.
Fu un momento speciale perché chi aveva la “passione dello scrivere” scoprì che, bypassando qualsiasi editore, ogni attesa, e soprattutto gratuitamente, era in grado di pubblicare e rendere leggibile potenzialmente a tutto il mondo le proprie cose. Inoltre il lettore (anche chiamato fino a qualche anno fa, in modo piuttosto buffo : “internauta”) poteva immediatamente commentare lo scritto, dando un proprio parere, criticando o semplicemente complimentandosi. E questa è una cosa che, effettivamente, i libri di carta non potevano proprio fare..
Chiamatemi pure romantico, ma la chiusura di Splinder per me rappresenta questo : la definitiva fine di un periodo di incredibile onesta creatività, e la simbolica fine dell’età dell’innocenza.
Tutto il resto è Facebook e Twitter.
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Mi piace addormentarmi con la tv accesa, è rassicurante come una nenia ed impedisce ai pensieri orrendi di affiorare, è il mio anti stress preferito. Anche quando rientro a notte fonda e riuscirei a dormire pure in piedi, cerco il telecomando, poi : menù – impostazioni – timer off – 60 min.
Già, ma che programma scegliere per potersi abbandonare al sonno facendosi cullare dal tubo catodico ? Certo, dipende dall’orario, ma le opzioni in genere sono abbastanza variegate. Il segreto è non scegliere qualcosa di troppo interessante, che potrebbe risvegliare la mia attenzione, compromettendo l’agognato riposo, e naturalmente nulla di troppo noioso che susciterebbe irritazione e voglia di cambiar canale.
Televendite Mediaset ? – No, troppo gridate e ricche di sbalzi di volume che rendono difficile il vero relax.
Porta a porta di BrunoVespa – con i suoi leggendari plastici ? Sconsigliato perché il suono della campana che annuncia un ospite è come una martellata sul cranio.
Fuori orario (Rai 3) – Un lungometraggio giapponese non aiuta la ricerca del relax, inoltre a volte passano anche qualcosa di interessante.
Consorzio Nettuno (corsi universitari) – Sconsigliato per il generalizzato orrido aspetto dei docenti. Se hai la sfortuna di imprimere sulla retina l’immagine di uno di loro prima di prendere sonno, la tua notte sarà popolata da clamorosi incubi.
Hot line sexy (ragazze calde in linea) – I canali dedicati alle sexy chat telefoniche sono quanto di più inadatto al nostro scopo. Non si tratta nè di erotismo, nè di porno, ma a volte è sufficiente a farti accendere la lampadina dell’ingrifamento ed allora (se sei solo nel tuo lettino come un gatto malato) sono davvero cavoli amari.
Striscia la Notizia (replica notturna) – Da evitare come la peste ! Sbalzi di volume, inserti pubblicitari, televendite, ma soprattutto : la voce del Gabibbo e la irresistibile voglia di prenderlo a mazzate al terzo “besugo” strillato con voce rauca.
I Bellissimi di Rete 4 (o altro film in terza serata) – Bingo ! Siamo vicini alla perfezione. Film d’altri tempi, lineari, lenti, che ti ricordi bene perché hai già visto mille altre volte ed infondono quel senso di sicurezza così struggente. Gli insonni più coriacei hanno avuto eccellenti risultati dopo solo 15 minuti di “Fuga da Alcatraz” o dell’ennesima replica di “Due super piedi quasi piatti”.
Ecco che Rete 4, lontana dai palinsesti diurni, lontanissima dal Tg satirico di Emilio Fede, da Forum, da “Tempesta d’amore”, riesce ad assolvere al ruolo di “Tv di servizio” nel senso più pratico ed immediato possibile : aiutando naturalmente, soavemente la gente ad addormentarsi..
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Schettino : «Non volevo fuggire, sono caduto nella scialuppa»
Posted on 18. Jan, 2012 by Rick.
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La figura del comandante di una nave nel nostro immaginario è molto diversa da quella che ci rimanda Francesco Schettino. Anni di Love Boat, di Titanic e di letteratura gloriosa marinaresca hanno comunicato che abnegazione, valore, coraggio e professionalità sono caratteristiche fondamentali e necessarie per ricoprire un ruolo di così grande responsabilità.
Invece ci ritroviamo a fare i conti con un uomo che in seguito ai propri errori non ha avuto nemmeno la faccia di accettare le proprie responsabilità e che, come un bambino che l’ha fatta grossa, nega l’evidenza più mastodontica e palese aumentando esponenzialmente il numero di vittime innocenti, fuggendo poi dalla propria nave e mettendosi al sicuro, mentre a bordo incolpevoli civili pagavano con la vita la sua bravata.
Il gioco emotivo del bene e del male (De Falco / Schettino) è già stato messo in atto da giornali e comunicazione web, ma in questa storia ci sono pochi eroi e troppi vigliacchi.
Schettino rappresenta perfettamente un bersaglio da crocifiggere, ma è esattamente così che funziona, ed è esattamente così che poteva andare. Siamo di fronte all’ennesimo uomo che ricopre una carica superiore alle sue reali capacità, e all’ennesima casta che può impunemente infrangere le regole, sicura di esserne al di sopra. L’ennesimo uomo con i galloni che può abusare del proprio potere e schernire i subalterni, salvo poi, nel momento in cui carattere e preparazione devono necessariamente venire fuori, farfugliare come Fantozzi e scappare come un topo.
Il suo opposto, il Capitano De Falco, ha (come vuole la sceneggiatura di questo tragico reality) tutte le carte in regola per apparire come il supereroe buono, a partire dal nome che richiama un volatile acuto, veloce e senza paura, per proseguire con il suo aspetto elegante e con la sua voce stentorea e risoluta. E a noi italiani piace molto così..
Il dimesso Schettino porta un cognome meno altisonante con desinenza in “ino”, si tinge i capelli per nascondere il sale & pepe, ha l’aspetto di un ex bagnino e lo sguardo del “provolone di mare”, ma soprattutto non ha la minima idea di cosa significhi fare il comandante, a parte forse pavoneggiarsi con le passeggere e sorseggiare spumante nelle cene ufficiali.
Cito con piacere l’amico Gianmatteo (Trentamarlboro), che in queste ore concitate di social-crocifissione, ha scritto una delle cose più sensate che io abbia letto.
l’istintiva compassione per i codardi, per gli italiani piccoli piccoli, ce l’abbiamo nel dna: siamo cresciuti a colpi di don abbondio, di oreste jacovacci, di fantozzi e giudicare un codardo, un italiano piccolo piccolo, ci riesce più difficile che giudicare chiunque altro. punto. ecco perché, tra gli immancabili commenti forcaioli, si fanno spazio anche numerosi attestati d’indulgenza (mezzi sorrisi, mezze pacche sulle spalle). ed ecco perché, provando noia per i primi, inorridisco per i secondi: il comandante schettino, così tristemente lontano da qualunque possibile riscatto, non c’entra nulla con don abbondio, con oreste jacovacci, con fantozzi. il comandante schettino è un pirata della strada, un volgarissimo pirata della strada, e la nostra compassione, sentimento di cui generalmente non trabocchiamo, dovremmo forse riservarla a destinatari più meritevoli.
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Ravasio risponde a una lettrice : Fidanzamento & obtorto collo
Posted on 16. Jan, 2012 by Ravasio.
La figura della Lolita che Lei prende a modello è stata nel tempo ampiamente sopravalutata e si rifà a schemi culturali, sociali e sechisy che attengono agli anni 50/60. I gusti maschili sono cambiati nel frattempo, inoltre le lolite tutte finta innocenza, treccine & synuosità hanno lasciato il posto a giovinette ormai simil-donne, che sempre più decisamente tendono a riferimenti aestetici & sessuali over 30 e over 40.
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Di Blog e di Social network
Posted on 10. Jan, 2012 by Rick.
Non ci sono molti misteri in merito alla evoluzione (o involuzione) dei blog avvenuta negli ultimi due anni.
Il blog, ovvero, uno dei primi strumenti che hanno reso possibile condividere in modo semplice ed immediato i propri scritti su internet, ha inevitabilmente vissuto una battuta di arresto. La causa ? Naturalmente i social network (Facebook in testa) che in modo sempre più capillare si sono diffusi, sottraendo tempo ed energie a chi prima scriveva con buona regolarità sul proprio blog.
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Immancabile post di Natale
Posted on 22. Dec, 2011 by Rick.
Non faccio l’albero di Natale. Da un po’ anni. E’ un posticcio simulacro fastidioso ed una seccatura che si va ad aggiungere ad altre mille, così me la risparmio.
Questa è la mia lettera di Natale, spero che almeno alcune di queste cose siano fattibili :
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Fiorello ed il popolo di twitter
Posted on 22. Nov, 2011 by Rick.
Lo show è dichiaratamente una citazione dei grandi Varietà degli anni settanta, fatto di intrattenimento, canzoni, ospiti e giacche con i lustrini. Un approccio che ai più giovani,(nati nell’era del reality e dei format “senza scaletta” e troppo spesso senza capacità) può suonare un po’ freddo, costruito.
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Tornato il sole
Posted on 10. Nov, 2011 by Rick.
Ci sono lacrime segrete che non si devono svelare, esistono percezioni superiori che forse non potrei spiegare. Per questo ogni volta che ti perdo trattengo il fiato, come quando arriva il terremoto.
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La musica è come la vita
Posted on 10. Nov, 2011 by Rick.
La musica, come la vita, è il risultato della combinazione di unità elementari. Arte di pensare attraverso i suoni. E, come la vita, metamorfosi.
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Ravasio risponde a una lettrice : il problema delle ”Wooden made pussy”
Posted on 07. Oct, 2011 by Ravasio.
Una cortese lettrice (che preferisce l’anonimato) ci scrive la seguente missiva:
Esimio Dottor Frustalupi, ho tosto una dimanda per Lei: potrebbe gentilmente diffondersi sui metodi efficaci per ostacolare le cosiddette “fighe di legno” che insidiano uomini buoni ma poveri di spirito (e un po’ troppo eccitati)?
Grazie, E.M. (La prego di mantenerMi anonima. XD)
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Nonciclopedia & Vasco Rossi : Satira o libertà di offendere attraverso il web ?
Posted on 04. Oct, 2011 by Rick.
Ecco, io francamente sono un po’ stanco di tutti quelli che insistono nell’interpretare internet e i social media come un muro pubblico che si può insozzare con ogni genere di porcheria, e in più in modo anonimo. Trovo irritante chi pensa che dare del “bavoso tossicomane che vende cocaina davanti alle scuole ” sia uno sfolgorante diritto e una libertà meritata.
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Per mio figlio.
Posted on 01. Oct, 2011 by Rick.
Non ti abbattere, giovane leone mio, se la vita inizia a sembrarti complessa. Ogni rivoluzione fa un po’ male, e tu sei una rivoluzione quotidiana, di emozione, di scoperte, di risate belle e di lacrime.
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Silenzi da riempire.
Posted on 17. Sep, 2011 by Rick.
La folla dei passanti senza volto ti muove appena i capelli, poi sciama senza troppo clamore in background mentre l’odore di notte entra anche nelle tasche.
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La nuova privacy di Facebook e le vostre foto.
Posted on 12. Sep, 2011 by Rick.
Ora se tagghi un amico in una tua galleria (anche se la restrizione di visualizzazione é “Solo Amici”), le foto relative saranno immediatamente visibili sulla sua bacheca, ed immediatamente commentabili da TUTTI i suoi contatti.






