Il paradosso del nostro tempo
November 12, 2004
Articolo scritto da Rick in : Attualità, Generale, Spettacolo, Televisione trackback
Il paradosso del nostro tempo nella storia e’ che abbiamo edifici
sempre piu’ alti, ma moralita’ piu’ basse, autostrade sempre
piu’ larghe, ma orizzonti piu’ ristretti.
Spendiamo di piu’, ma abbiamo meno, comperiamo di piu’, ma
godiamo meno.
Abbiamo case piu’ grandi e famiglie piu’ piccole, piu’
comodita’, ma meno tempo.
Abbiamo piu’ istruzione, ma meno buon senso, piu’
conoscenza, ma meno giudizio, piu’ esperti, e ancor piu’
problemi, piu’ medicine, ma meno benessere.
Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno,
ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo
troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo
troppa TV, e preghiamo di rado.
Abbiamo moltiplicato le nostre proprieta’, ma ridotto i nostri
valori.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.
Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come
vivere.
Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.
Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad
attraversare il pianerottolo per incontrare un nuovo vicino di
casa.
Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio
interno.
Abbiamo creato cose piu’ grandi, ma non migliori.
Abbiamo pulito l’aria, ma inquinato l’anima.
Abbiamo dominato l’atomo, ma non i pregiudizi.
Scriviamo di piu’, ma impariamo meno.
Pianifichiamo di piu’, ma realizziamo meno.
Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.
Costruiamo computers piu’ grandi per contenere piu’
informazioni, per produrre piu’ copie che mai, ma
comunichiamo sempre meno.
Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta, grandi
uomini e piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni.
Questi sono i tempi di due redditi e piu’ divorzi, case piu’ belle
ma famiglie distrutte.
Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta,
della moralita’ a perdere, delle relazioni di una notte,dei corpi
sovrappeso, e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal
rallegrarti al calmarti, all’ucciderti.
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in
magazzino.
Un tempo in cui la tecnologia puo’ farti arrivare questa lettera, e
in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con
altri, o di cancellarle.
Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora, perche’ non
saranno con te per sempre.
Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal
basso in soggezione, perche’ quella piccola persona presto
crescera’, e lascera’ il tuo fianco.
Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a
fianco, perche’ e’ l’unico tesoro che puoi dare con il cuore, e
non costa nulla.
Ricordati di dire “vi amo” ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo.
Un bacio e un abbraccio possono curare ferite che vengono dal
profondo dell’anima.
Ricordati di tenerle le mani e godi di questi momenti, perche’
un giorno quella persona non sara’ piu’ li’.
Dedica tempo all’amore, dedica tempo alla conversazione, e
dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua
mente.
E RICORDA SEMPRE: la vita non si misura da quanti respiri
facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro.
George Carlin.
















Commenti»
molto azzecato e veritiero. Purtroppo cos!
Ciao,
mi è piaciuto molto l’articolo scritto da Rick “Il paradosso del nostro tempo”. Siamo un Toru Operator che pera viaggi in Africa.
Volevo chiedere il permesso di utilizzare una parte del brano da inserire come commento di un nostro video.
Naturalmente citando il nome dell’autore.
Questo il brano completo:
“Molti di noi sognavano l’Africa già da bambini. Documentari, foto, reportage, racconti di viaggi. Ogni occasione era buona per viaggiare con la fantasia e con il cuore, verso le sconfinate distese della savana, dove la vita animale regna padrona.
Quei pochi fortunati che riescono a coronare il sogno, scoprono con sorpresa che l’Africa non è quella che immaginavano: è molto di più.
Il safari in Africa non è soltanto immergersi in una natura incontaminata. E’ ritrovare il contatto con lo spirito che ci ha creati. la grande madre di tutto e di tutti, felice di riabbracciare qualche figlio disperso.
In un parco africano si sente forte il richiamo degli istinti più primordiali e più sani, finalmente liberi dai mille pensieri del nostro mondo cosiddetto avanzato, dove abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità più basse. Autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti.
Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso. Più conoscenza, ma meno giudizio. Più medicine, ma meno benessere. Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non quello interno. Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori.
Abbiamo infine dimenticato la strada del cuore.
Un safari in Africa è un’occasione unica per aprire uno spiraglio nella nostra mente, per guardare il mondo da un’ottica diversa, che nulla ha a che fare con i nostri rigidi schemi occidentali.
E’ un seme che viene piantato nel profondo dell’anima. Un seme che difficilmente potrà essere soffocato, e che anzi può essere coltivato e far diventare una pianta sempre più forte.
Ci si comincia a chiedere il senso della corsa verso la modernità, o se non valga piuttosto la pena di sedersi a riflettere, per cercare indietro nel tempo la strada per la serenità e la pace.
I parchi della Tanzania offrono gli scenari più diversi, dalle pianure sconfinate del Serengeti, agli ambienti di montagna dello Ngorongoro, l’ Empaakai Crater, Oldoynio Lengai, la montagna sacra dei Masai.
Altri parchi minori per fama, ma non per questo di minore spessore, sono il Lake Manyara, ed il Tarangire, famoso per i grandi baobab che vi si trovano.
Nei pressi del Lake Eyasi, troviamo la tribù degli Hadzabe, ferma a tempi remotissimi, ancora legati ad usi di caccia con l’arco, e raccolta di radici e miele.
I parchi della Tanzania non hanno mai deluso nessuno, lasciando più che un ricordo nel nostro io più profondo.
E’ un qualcosa che niente e nessuno potrà mai descrivere a sufficienza. Non ci sono parole per descrivere l’inizio della rinascita, dell’uomo sulla macchina. del sentimento sul calcolo. Del pensiero allo stato più puro e leggero.