La tv? E’ sul cellulare
April 27, 2006
Articolo scritto da Rick in : Attualità , Tech trackback
di Martino Cavalli
Panorama Economy
I sondaggi prevedono cinque milioni di abbonati entro il 2010 in Italia. Ma con i nuovi portatili-televisione le sorprese potrebbero essere molte.E segnare l’inizio di una nuova epoca.
Nove luglio 2006, a Berlino, finale dei Mondiali di calcio, Italia e Germania stanno per scendere in campo. Tutto come 24 anni fa, nel 1982, a Madrid. Ma c’è una differenza: allora le strade erano deserte, perché tutti se ne stavano rintanati in casa, davanti alla tivù. Questa volta invece nei bar, sugli autobus, ai giardini pubblici, tutto sembra normale. Perché? Perché i Mondiali di calcio quest’anno si possono guardare anche al telefono cellulare, grazie alla tecnologia Dvb-h.
Fantascienza? Per niente. Tra due mesi si parte. Milioni di italiani si preparano al quadriennale periodo di passione che coincide con i Mondiali e, come è già accaduto con Italia ‘90, anche Germania 2006 non sarà solo un fantastico evento sportivo: 16 anni fa l’Italia entrava infatti nell’era del telefono cellulare; questa volta invece sarà appunto il momento della televisione sul cellulare.
L’OFFERTA COMMERCIALE DEBUTTA PROPRIO NEL NOSTRO PAESE
3 Italia, infatti, brucia tutti al traguardo con la vendita dei primi apparecchi alla fine di maggio e l’avvio del servizio con l’esclusiva delle 64 partite dei Mondiali di calcio tedeschi dal 9 giugno al 9 luglio. La società controllata dal gruppo Hutchison Whampoa di Hong Kong ha anche provveduto a registrare i marchi "TVfonino", "Tivufonino" e "Videofonino" che quindi possono essere utilizzati solo per riferirsi ai prodotti di 3 Italia.
ESIGENZE SCONOSCIUTE
Però, e questo è il punto fondamentale, i nuovi telefoni cellulari televisivi (i primi ad arrivare sul mercato saranno Lg e Samsung, ma poi arriveranno tutti gli altri) non si limiteranno a ritrasmettere programmi tv ma cercheranno nuove strade. Chi guarda una tivù mobile a piccolo schermo ha delle esigenze che sono in parte ancora sconosciute, ma certamente diverse da chi se ne sta sul divano di casa sua. Innanzitutto il peak time, il momento di massimo ascolto, dovrebbe essere differente, legato agli orari degli spostamenti. E poi dovrebbero "vincere" i programmi brevi, tra i 30 secondi e i pochi minuti, con flash di informazione, avvenimenti sportivi, news finanziarie, ma anche clip musicali e altro. Anche se va detto che in Corea la durata media di visione ha spesso oltrepassato i 20 minuti.
L’industria dei contenuti è già al lavoro. Anche se non è stato pensato specificamente per la tv mobile, negli Stati Uniti, Fox già l’anno scorso ha iniziato a produrre il celeberrimo reality Simple Life: Interns (oltre 11 milioni di telespettatori a settimana) con un formato ad hoc per il cellulare, cioè 26 episodi, ribattezzati mobisodes, di 1 minuto ciascuno. Ma a fianco dei colossi, nuovi operatori di nicchia possono trovare insperati spazi di crescita. All’Miptv di Cannes, il mercato dei contenuti audiovisivi e digitali che si è svolto a inizio aprile, l’argomento era all’ordine del giorno. Infine ci saranno gli spot, un’incognita pura. Perché, secondo l’Authority italiana, "gli inserzionisti hanno una percezione a priori negativa della pubblicità su terminali mobili". Ma chissà che non si debbano ricredere.
















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