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Un pezzo di Storia
May 31, 2006

Articolo scritto da Rick in : Cronaca, Generale, Rick's World, Sito del giorno, Spettacolo, Tech, Televisione trackback

61889main_Apollo_11_Crew.jpg  Apollo 11 equipaggio<<Introduzione all’articolo

Erano le 4 del mattino e mio padre ed io eravamo in salotto a guardare un televisore in bianco e nero che trasmetteva un cartello con scritto più o meno una frase del tipo: “tra pochi minuti inizierà il collegamento in diretta con lo studio fiera 1 di Milano”.

Avevo 6 anni, ma quello che avrei visto, meglio sentito, mi avrebbe in qualche modo influenzato per tutta la vita.

Il sonno era scomparso (anche se erano le 4 del mattino) e alcuni brividi avevano preso il posto degli sbadigli, era il 21 luglio del 1969 e il caldo si faceva sentire, i brividi erano di tensione mista ad ammirazione e curiosità… Ce l’avrebbero fatta?

Tutto ad un tratto la TV si animò e apparve la faccia di Tito Stagno in uno studio televisivo gremito di pubblico….. Mancava poco al fatidico momento… Due uomini di lì a poco avrebbero fatto scendere sul suolo lunare il “LEM” battezzato dall’equipaggio di Apollo 11: “Eagle”.

apollo_04.jpgAllora non capivo bene l’importanza di questa cosa, non conoscevo e soprattutto non avrei mai capito, anche se l’avessi saputo, tutto quello che di politico ci stava dietro. La “guerra” tra l’America e la Russia fatta a suon di razzi con equipaggio a bordo che rischiavano la vita in orbita intorno alla terra. E non sapevo neanche che quello che si stava per realizzare era una promessa fatta da un presidente ucciso a Dallas il 22 novembre del 1963.

Kennedy voleva intensamente che fossero gli Stati Uniti a guidare l’esplorazione dello spazio. L’Unione Sovietica era più avanti degli Stati Uniti nella conoscenza dei viaggi spaziali e Kennedy era convinto che gli Stati Uniti avrebbero potuto colmare il divario. Disse che: “nessuna nazione che aspiri ad essere alla guida della altre può attendersi di rimanere indietro nella corsa per lo spazio”. Kennedy chiese al Congresso di finanziare il Programma Apollo per oltre 22 miliardi di dollari, con lo scopo di portare un uomo statunitense sulla Luna entro la fine della decade. “Abbiamo scelto di andare sulla Luna e di fare altre cose, non perché sono facili, ma perché sono difficili”, disse Kennedy. Sei anni dopo la sua morte questo obiettivo stava infine per essere raggiunto.

apollo 07Tito Stagno: “C’è stato un problema…. Si è accesa una spia di un computer e un allarme si è messo a suonare…. 1202….. da Houston per ora non arriva nessuna risposta…. GO! Houston ha detto di proseguire se l’allarme è solo intermittente….. Aldrin ha risposto: OK GO!………. Il comandante ha preso in mano i comandi perché si è accorto che stavano scendendo lunghi… In questo momento Neil Armstrong sta guidando o meglio pilotando il LEM per l’allunaggio.”

Pausa

Tito Stagno: “Un altro allarme…Sempre 1202… Potrebbero rinunciare e tornare verso la capsula, dove ricordiamo, li attende Collins il terzo degli astronauti che non è potuto scendere sulla luna perché il LEM porta solo due persone….. Ma…. Houston ha dato il GO!…… Ecco sono allunati, SONO ALLUNATI…”

Pochi istanti dopo, Ruggiero Orlando, che era in collegamento telefonico da Houston, si fece sentire….: “No, non sono ancora atterrati…..”
Tito Stagno: “No, ti sbagli, Sono già allunati….” Ruggiero Orlando: “Ecco ora sono sulla Luna”…..

Questo battibecco divenne famosissimo e per la cronaca, aveva ragione Ruggiero Orlando. In effetti Tito Stagno aveva scambiato un “GO” detto da Aldrin come un “siamo allunati”.

Neil Armstrong: “Houston, qui Base della Tranquillità, Aquila è sulla Luna.”
Houston: “Roger Tranquillità, vi sentiamo, qui ci sono molte facce che tendono al blù, ora respiriamo di nuovo. Grazie ragazzi è stato bellissimo.”


Ero bambino
e ricordo soprattutto la tensione espressa da mio padre, che una volta allunati, si dissolse in poche lacrime che gli inumidirono gli occhi. Poi andai a letto e da quel momento guardai la luna con occhi diversi…. Che cosa incredibile era successa, bellissima!

Per tutti gli anni che seguirono, continuai a guardare le missioni Apollo una dopo l’altra e in particolare ricordo oltre ad Apollo 11, Apollo 13 e Apollo 15.

Della 13 ricordo questo. Erano le 21:00 circa, mi trovavo seduto al tavolo della sala dove mio padre, dopo la cena, aveva messo tutti i pezzi del modellino dell’Apollo che stava costruendo. La televisione nell’altra stanza stava trasmettendo un qualche sceneggiato, ad un tratto, sentiamo la sigla del telegiornale.
Mia madre, che stava  seguendo lo sceneggiato, chiamò mio padre…. Era un’edizione straordinaria.

Mio padre seguì con attenzione tutto lo speciale del guasto di Apollo 13, pure io lo seguii, anche se obiettivamente non ci stavo capendo niente. Un’ora dopo l’edizione straordinaria era terminata e io mi stavo facendo spiegare da mio padre con l’ausilio del modellino che aveva in mano, che cos’era successo. Era davvero difficile che ce la potessero fare.

Ora, anche grazie al film interpretato da Tom Hanks per la regia di Ron Howard (Richie Cunningam di Happy Days), tutti sanno cosa sia successo in quella missione e come, grazie al lavoro di tutti i tecnici della NASA (e una buona dose di fortuna), quell’equipaggio sia tornato sano e salvo sulla Terra.

Di Apollo 15 ho degli altri ricordi. La luna non faceva quasi più notizia (per gli altri, non per me), ma in Apollo 15 c’erano tante novità. La prima era che a differenza delle missioni passate, questa volta sulla luna ci sarebbero rimasti per 2 notti e 3 giorni (prima al massimo erano stati sulla luna per 16 ore) e in più, avrebbero portato dalla terra anche il ROVER (la prima macchina lunare). Ero letteralmente affascinato in quei pochi secondi di immagini trasmesse dal nostro TG nazionale. Fantastico! Un uomo stava guidando una macchina sulla Luna!

La luna era cambiata, non era più fatta di formaggio, non era più oggetto di fantastici racconti di mostri o abitanti lunari che vivevano nel sottosuolo, era LA LUNA il primo astro in cui l’uomo aveva messo piede.

Crescendo di anno in anno, la guardavo sempre con gli stessi nuovi occhi: “siamo stati lassù, siamo stati lassù, ci pensi?” dicevo sempre d’estate quando durante le serate passate con gli amici e con le prime fidanzate, mi ritrovavo a guardarla nel cielo.

E spesso mi capitava di immaginare di essere uno degli astronauti che avevano camminato sulla luna….. Che cosa avevano provato? Quali emozioni? Quali paure? Com’era stato veramente viverla? Come la staranno guardando ora la luna? Tante domande a cui non potevo dare una risposta.

Poi un giorno e più precisamente l’8 marzo 2005, successe quello che non avrei mai immaginato. Per una serie di coincidenze di lì a poco mi sarei trovato a fare un lavoro con 4 persone che avevano cambiato la storia del mondo.

“Alberto, ti presento Gerry Griffin, mission control Apollo 11, 13, 15, Fred Haise comandante del modulo lunare di Apollo 13, David Scott comandante di missione di Apollo 15 e Neil Armstrong Comandante di missione di Apollo 11.”

Ero a bocca aperta, gli occhi sgranati, il cuore che pulsava all’impazzata…. Non sapevo neanche cosa dire, stavo guardando negli occhi degli uomini che avevano cambiato la storia dell’umanità, avevano realizzato uno dei sogni più grandi… Andare sulla Luna, ma soprattutto le persone che avevo cercato di immaginare più volte, intente, nel loro lavoro nello spazio.

Il mio compito in quel momento era di spiegare e coordinare i loro ingressi all’interno della manifestazione di cui ero il regista. (n.d.r La manifestazione era una grossissima Convention).

Finita la manifestazione, che per la cronaca è stata un successo travolgente, Foto e autografi di rito e via verso casa.

Ero già soddisfatto per aver potuto parlare e stringere la mano a queste persone, quando…… Mi squilla il cellulare: “Alberto, gli astronauti ti vorrebbero avere ospite nel loro albergo per bere un aperitivo… Ti va di venire?”….. Avete presente le inversioni di marcia che si vedono nei film d’azione? Ecco più o meno una cosa così e nel giro di una decina di minuti stavo già parcheggiando di fronte al loro albergo.

Entro nella sala dell’hotel….
“Well done Alberto (detto con il tipico accento americano), well done” un applauso al lavoro appena concluso…
Mi siedo, mi portano una birra.
Sono seduto con gli astronauti della Nasa, incominciano a frullarmi centinaia di domande, timidamente mi faccio avanti per porgere la prima.

IO: “Signor Scott, (comandante Apollo 15) sto per farle una domanda che avrà sentito centinaia di migliaia di volte nella sua vita…. Ma… Com’è la Luna?”
Un sorriso da parte di tutti i presenti…..
Scott: “… Oh, beh…. È meravigliosa, ha pianure, colline, montagne, crateri grandi e piccolissimi…. Ed è… come una grande immensa spiaggia con tanta sabbia, fine, finissima.”
IO: “Signor Armstrong, (comandante Apollo 11 e primo uomo ad aver camminato sulla Luna) Lei si è reso conto dove si trovava in quel momento, oppure le tante cose che doveva fare preprogrammate Le hanno tolto un po’ il gusto di “Viversi” la Luna?”
Armstrong mi guardava… Ma in realtà stava ricordando.
Armstrong: “… Si, è vero io e Aldrin (il suo compagno) avevamo un sacco di cose da fare, ma… Sì, sapevamo bene dove eravamo…”
IO: “Che cosa l’ha più colpita?”

Armstrong: “.. La luce del sole con il cielo nero come la pece (non essendoci atmosfera il cielo è nero anche in pieno giorno).
IO: “Signor Griffin, era molto indaffarato quando apollo 11 è allunato.. immagino che non se la sia goduta…”
Griffin: “Si invece, in Apollo 11 io facevo parte della Squadra dei direttori di volo, (erano in 4), ma in quel momento al comando della mission control c’era Gene Cranz, io mi trovavo fuori dalla sala e ho seguito la prima passeggiata lunare come tutti gli altri (cittadini). La soddisfazione era alle stelle… Ma c’erano anche delle preoccupazioni… Insomma, sarebbe stata la prima volta che un equipaggio sarebbe decollato dalla Luna. Le altre cose le avevamo provate, anche con un margine di sicurezza… se così si può dire…. Ma l’allunaggio e il decollo dalla Luna… Beh… Quelle non potevamo provarle.”
IO: “Signor Haise..”
Haise: “Fred… anzi Freedo” (la pronuncia è stata più o meno “Frido”).
IO: “Ok. Su Apollo 13 avrete sentito un bel Botto. Giusto?”
Haise: “Assolutamente no. Solo una gran vibrazione e poi tutto si è messo a ballare… O meglio, eravamo noi che venivamo sbattuti qua e là nella capsula.”
IO: “Come nel film?”
Haise: “Più o meno……. (i suoi occhi erano fissi nel vuoto, ricordava!)
IO: “Signor Scott, ma il Rover, so che era ripiegato su un lato del LEM, era difficilie rimontarlo?
Scott: “No, molto semplice, lo facevi scendere con una fune e lui, da solo, si “srotolava” (fa il gesto con le mani), poi lo sollevavamo e lo spostavamo.
IO: “Beh, era leggerissimo!”.
Scott: “Abbastanza, tieni presente che lì la gravità è un sesto di quella che abbiamo noi qua sulla terra… Ed è una di quelle cose che tutti sanno, ma nessuno riesce a capire. E’ un’esperienza….. Insomma una cosa è dire che con un minimo sforzo compi salti notevoli, un’altra è provare questa sensazione”.

Armstrong nel frattempo annuiva.

Per non monopolizzare la chiacchierata, ho lasciato che parlassero tra loro.

L’argomento girò sulla possibilità o meno di tornare sul nostro satellite, ne venne fuori che, se mai si fosse deciso di tornare, questo doveva essere grazie alla voglia, da parte dei “poteri forti”, di prestigio. In sostanza un presidente che vuole per se’ e per la propria nazione, una prova concreta di superiorità tecnologica nei confronti di tutte le altre nazioni.

Anche solo sentirli parlare tra loro era motivo di emozione.
Uomini che hanno cambiato il mondo e che hanno visto con i loro occhi la terra come la vede Dio, una sfera blù delle dimensioni di una palla da baseball erano lì davanti a me.

Era ora di andare…. Un’ultima domanda, rivolta a Neil Armstrong.

IO: “… Mi scusi, ma la Luna, che odore ha?”
Si voltano tutti, mi guardano, un collega sorride e accenna: “Ma nello spazio non c’è ari…”
Armstrong: “…. Di polvere da sparo”
……..ammutoliti
Armstrong: “Si, di polvere da sparo… E il mistero è che una volta portata a Terra, questo odore sparisce, anzi svanisce quasi subito, appena tolti i caschi nel Lem, 15 minuti e non si sente più.”
Scott: “Non siamo ancora riusciti a capire il perché… E’ un mistero…. E resterà tale fino a quando non ci torneremo….”

Mi alzai, li salutai, loro mi diedero la classica “pacca” sulla spalla e mi avviai all’uscita.
Per tutto il viaggio di ritorno non feci altro che pensare e ripensare a tutto ciò che avevano detto, alle emozioni che avevo provato, alla GRANDE AVVENTURA CHE AVEVO VISSUTO…… AVEVO CONOSCIUTO UN PEZZO DI STORIA.

LINK UTILI
a missione dell’Apollo 11 resta uno dei grandi successi dell’umanità per scoprirne
tutti i segreti ecco alcuni indirizzi utili:
La pagina ufficiale di quella missione (in inglese)
La pagina ufficiale delle missioni Apollo
Storia della missione dell’Apollo 11 dal sito della NASA (in inglese)
Il sito della NASA L’ente spaziale americano che promosse la missione (in inglese)
Quella notte sulla Luna un reportage a cura di Padova Cultura (in italiano)
Qualcuno dice che le immagini dell’allunaggio sono un falso …. (in italiano)
Apollo 17 l’ultima missione (in inglese)

Commenti»

1. beppestarnazza - July 24, 2007

Sicuramente una bella fortuna, quella di incontrare questi personaggi in carne e ossa. Personaggi che hanno fatto la storia con le loro imprese, culmine di anni di duro allenamento e studi.
Nel marasma generale odierno, il ricordo delle conquiste spaziali dovrebbe essere un messaggio cui dare maggiore risalto, invece …
Un saluto.







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