la lingua “sconsolata”

Posted on 09. Sep, 2006 by in Cazzeggi, Musica, Rick's World, Spettacolo, Televisione

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…Stoppi la palla al volo,
come ti hai imparato tanto tempo fa

quando giocavi invece di andare a scuola
quanti sgridi ti prendevi da papà
perché sognavi un giorno che avresti stato
nell’Italia convocato adesso tutti sono con te
ma ci devi dimostrare che…

Zalone Checco – Siamo una quadra fortissimi

Ok, siamo daccordo..
Un comico deve fare ridere e per riuscirci a volte gioca sull’uso delle parole e su frasi intenzionalmnte sgrammaticate.

Però ogni volta che mi rendo conto che in testa alle hit dell’estate (..e di quella delle suonerie per i cellulari) c’è il brano "siamo una squadra fortissimi" di tale Zalone Checco, un brivido mi percorre la schiena.

Penso ai cazziatoni che faccio a mio figlio nel tentativo di correggere sul nascere gli errori grammaticali che inevitabilmente fa un bimbo di tre anni, penso alla fatica fatta in italia nel dopoguerra per  alfabetizzare il maggior numero di persone possibile, grazie anche a vecchi programmi tv (dei quali esiste ancora traccia) quali "non è mai troppo tardi.." che tentavano di insegnare a leggere e scrivere grazie al nuovo potente mezzo televisivo.

Rifletto sugli errori grammaticali e di sintassi che sento tutti i giorni nelle parole dei giovanissimi.. e mi chiedo perchè per far ridere non si possa usare l’intelligenza invece dello strafalcione.

La simpatica Sconsolata, attrice comica di Zelig, basa gran parte della propria comicità sull’errore grammaticale plateale e sul personaggio della donna meridionale semi analfabeta.

Ma questo non è un passo indietro ? non è possibile che faccia ridere proprio perchè tutto sommato qualche persona che parla così magari la conosciamo davvero ? Non è possibile che lo strafalcione "esagerato" in realtà ci aiuti a percepire i nostri errori di sintassi come insignificanti e poco importanti ?

Sotto sotto questo tipo di comunicazione (anche se in chiave comica) sta involontariamente sdoganando un certo modo di parlare "approssimativo" e scorretto e questo significa, nella vita di tutti i giorni, accettare la "lapidazione" di una lingua, la nostra, che ha delle possibilità espressive e comunicative che vanno decisamente oltre Sconsy e Checco Zalone .

Datemi del bacchettone o del moralista, ma questa comicità non mi diverte.. Capisco il meccanismo che la genera e capisco quello che la fa apprezzare ma, scusatemi, come diceva qualcuno che parlava un ottimo italiano, : "io non ci sto !"

5 Responses to “la lingua “sconsolata””

  1. flora

    30. Sep, 2008

    io quanto che sto co l’amici miei la imto pure allei e mii che ci divertiamo parò…

    dai che ridere non fa mai male!! dopo tutto io qui a torino ne conosco una valanga di donne che parlano così e ridere di noi ogni tanto ci fa sentire normali..sennò siamo troppo convinti!!!
    spero che mi ho spiegata neh!

  2. Clara Morreale

    17. Dec, 2008

    Sono d’accordo. Bisogna ricominciare a tenere sul comodino il libro di grammatica italiana. Il dramma cresce quando ci si accorge che, pur essendo colti- sulla carta almeno- gli errori si commettono ugualmente! Io ovviamente ne sono un esempio.Laureata e appassionata di scrittura, ma non mollo…sto studiando…

  3. Paolo Castellucci

    12. Jan, 2009

    “Noi siamo persone, ci piace esser, sembrare, apparire colte!” In questa frase ci sono più figure retoriche assieme ma io ne conoscessi almeno una a memoria! E’ la dimostrazione che grammatica, sintassi e sottospecie, come la morfologia, sono materie difficili, irsute ed è difficile tenere a mente tutte le regole.
    Più facile “strafalcionare” anche in chiave comica, come a dimostrare l’errore con un’operazione visibilmente stonata; sbagliando in maniera mostruosa si riesce, a volte, a far notare l’errore grammaticale o sintattico; certo potrebbe instaurarsi un effetto di assuefazione all’errore e quindi bisognerebbe sempre tenere a portata di mano una grammatica di pronto uso! E bisognerebbe contemporaneamente pensare sempre, convincersi profondamente che la nostra lingua, quando ben parlata, è semplicemente meravigliosa! Beato chi davvero conosce bene l’italiano e altrettanto bene lo usa quotidianamente!

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  1. PocaCola Blog » In Italia parliamo Italiano: lo hanno deciso alla Camera - April 3, 2007

    [...] solo agli ospiti stranieri che popolano il beneamato stivale.. Parlo anche di noi italiani. Strafalcioni, errori di sintassi, congiuntivi e condizionali “fantozziani” (..venghi, venghi.. me lo dii), insomma; se è vero che l’Italiano è la nostra lingua [...]

  2. In Italia parliamo Italiano: lo hanno deciso alla Camera : NeoBlog - April 12, 2007

    [...] solo agli ospiti stranieri che popolano il beneamato stivale.. Parlo anche di noi italiani. Strafalcioni, errori di sintassi, congiuntivi e condizionali “fantozziani” (..venghi, venghi.. me lo dii), insomma; se è vero che l’Italiano è la nostra lingua [...]

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