Jennifer Lamiraqui (primo esperimento di gnocca e divulgazione)
Posted on 25. Apr, 2007 by Rick in Donne, Generale, Gnocca e divulgazione, La Dea della settimana, Spettacolo, Televisione, Volevate più gnocca ?, Wallpaper
letto 2,369 volteNon sempre è necessario usare parole diverse…
A scuola ci hanno insegnato che in un testo non bisogna ripetere una stessa parola a breve distanza. Il suggerimento, in sé e per sé, è giusto, perché la ripetizione delle stesse parole dimostra scarsa padronanza della lingua e genera noia nel lettore, che non è incentivato a proseguire nella lettura.
Pensate a quanto poco attraente sia un testo come: «Sono stato a Londra. Londra è proprio una bella città. Uno dei miei più grandi desideri è di tornare presto a Londra, perché ho visitato solo una parte minima di Londra».Tutti noi sapremmo evitare la noiosa ripetizione di Londra, usando pronomi, sostantivi che in qualche modo sostituiscano il nome della città, avverbi di luogo.
Troppo spesso, però, il giusto desiderio di evitare ripetizioni viene portato al parossismo e provoca più danniche vantaggi; come ha fatto anni fa uno scolaro delle elementari il quale, dovendo parlare dell’olio, cercò di evitare la ripetizione sostituendo olio con un ambiguissimo liquido giallo.
Ecco, dunque, una prima indicazione: c’è un limite al desiderio di variazione, ed è quello di non cadere in soluzioni più stucchevoli di quanto sarebbe la semplice ripetizione.
Ma c’è un altro limite alla ricerca di variazione a tutti i costi. Chi segue questa rubrica, sa che i termini tecnici hanno la caratteristica di non poter essere sostituiti da altre parole, anche se apparentemente hanno lo stesso significato. Questo principio della non sostituibilità del termine tecnico può essere esteso, nei singoli testi, a tutte le parole chiave.
testo integrale di Michele A. Cortellazzo (che probabilmente non si aspettava di vedersi citato al fianco di Jennifer Lamiraqui)
Jennifer Lamiraqui è la “Dea della Settimana” di PocaCola blog











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