Dark Resurrection : progettare un sogno
Posted on 06. Jun, 2007 by Rick in Attualità, Generale, Rick's World, Sito del giorno, Spettacolo, Tech, Televisione
letto 764 volteStar Wars all’italiana.
Non manca nessun ingrediente lucasiano in Dark Resurrection, ambizioso fan-film ispirato a Star Wars, girato da Angelo Licata e Davide Bigazzi con un piccolo budget e tanti amici, tra cui Sergio Muniz nel ruolo di Jedi Master Muniza…
Dark Resurrection è un film autoprodotto (realizzato quasi completamente a Ventimiglia) , ispirato a “Guerre Stellari”, che sta facendo parlare molto di sè. Il motivo è semplice: E’ la realizzazione di un sogno di due visionari appassionati.
Il fatto che si tratti di un low-budget non significa che la qualità non sia ottima.. Questo lascia grandi speranze a tutti quelli che intendono cimentarsi in un progetto analogo; infatti quello che serve è passione, buon gusto e un buon bagaglio di cognizioni tecniche. Attenzione! non ho detto che è facile, neppure che il risultato sia garantito, ma (a giudicare dai promo e dal materiale disponibile sul sito ufficiale) , Angelo Licata e Davide Bigazzi ci sono riusciti.
Grande nota di merito a Davide Bigazzi che si è occupato della progettazione/realizzazione delle sequenze ed integrazioni in computer grafica, inserendo in modo eccellente le sequenze 3d all’interno di riprese effettuate sulla costa ligure. Quando si pensa alla computer grafica applicata al cinema vengono in mente gli studi della Pixar, personcine con il camice bianco, calcolatori e automatizzazioni dei processi produttivo/creativi.. In realtà la realizzazione artistica in computer grafica ha parecchie componenti molto più prosaiche e decisamente meno tecnologiche..
Parlo dell’impegno, del sudore vero, dei tempi di attesa per vedere come risulta il rendering di un singolo fotogramma, del tentativo (a volte empirico) di migliorare la resa di una texture associata a questo o a quell’oggetto 3d. Parlo di cinematica ,di gravità, di rifrazioni, disposizione delle luci, di nebbie.. Si perchè l’artista che usa Lightwave (o software analogo) è signore di un mondo assoluto e magico che è sotto il suo totale controllo.. ma non c’è proprio nulla di “virtuale”, a parte il fatto che se devi mettere una luce non devi caricartela sulle spalle.. bastano tre o quattro click.
Certo, lo spettatore che guarda una sequenza in cui un’astronave attraversa lo schermo con gli afterburn accesi e poi esplode, trova la cosa assolutamente normale, abituato com’è al consumo continuo di produzioni Cgi e in molti casi non si chiede nemmeno cosa implica la realizzazione di una sequenza di dieci secondi. Però quel modello di astronave esiste perchè l’artista l’ha modellata, è in qualche modo una sua creatura, ed è così perchè lui l’ha plasmata.. La parabola dell’astronave non è stata realizzata premendo un bottone.. E’ frutto di tentativi, modifiche, sperimentazioni. Insomma : poche arti “minori” hanno come la computer grafica un solo “padre”.
Ogni critica mossa a una realizzazione Cgi è una critica fatta da un estraneo nei confronti del figlio prediletto.. Il padre potrebbe soffrire parecchio e, nel migliore dei casi, aversene a male. Giovedì 7 Giugno ci sarà la prima di Dark Resurrection al Teatro Ariston di Sanremo e, sono sicuro, sarà un grande successo. Ma una cosa è sicura : Angelo e Davide, i due creatori del progetto, hanno “la forza” dalla loro parte.









Davide
08. Jun, 2007
Grazie Rick, bellissimo post!