Comunicazione da discoteca (repost)
July 15, 2007
Articolo scritto da Rick in : Attualità, Cazzeggi, Donne, Fesserie, Generale, Musica, Rick's World, Televisione trackback
Paradossalmente il posto in cui da alcune generazoni si va per socializzare è anche quello in cui è più difficile comunicare : la discoteca.
Sento già alcuni esclamare :”..No, a me non piace e comunque preferisco posti di socializzazione più adeguati !”.
Certo… Capita di conoscere gente interessante anche durante una cena del Rotary o nella biblioteca del Sacro Cuore.. ma sta di fatto che è in discoteca che nascono, crescono e muoiono centinaia di relazioni ogni notte.
Quando parlo di discoteca comprendo tutti quei locali nei quali la musica è una delle componenti principali insieme a un ampio cocktail bar e a qualche centinaio di persone che hanno la tendenza a muoversi a ritmo di musica oltre che cercare di “conoscere gente”..
Uno degli aspetti che mi ha sempre affascinato della discoteca è proprio la sua “non comunicazione”, o meglio, il fatto che buona parte dei meccanismi di comunicazione utilizzabili nel quotidiano in quel posto non funzionino più.
Per una sorta di “democrazia dei decibel” è spesso necessario affidarsi per la comunicazione primaria al proprio corpo e ad una gestualità, forse primitiva, ma funzionale e universale.
Ecco allora che si notano i particolari più strani che nella vita di tutti i giorni non si vedrebbero forse, ecco che guardando una ragazza si apprezza un certo modo di camminare e di muovere le spalle, osservando due amici che parlano appoggiati al bancone si noti il loro diverso modo di gesticolare o che osservando un amico / amica si notino in lui/lei tratti del viso atteggiamenti che in altre occasioni non sono così evidenti.
E’ un mondo parallelo all’interno del quale ognuno recita la proiezione che vorrebbe dare di sè (senza quasi mai riuscirci), tuttavia questo effimero sforzo comune ha qualcosa di molto positivo e cioè il fatto che chiunque di noi all’interno di una discoteca può essere facilmente criticabile o apprezzabile nel giro di pochi secondi sulla base non della conoscenza ma di pochissimi segnali esteriori superficiali.
A pensarci bene è un modo di mettersi in gioco piuttosto rischioso per la propria autostima perchè basato su valori estetici e comportamentali isolati e generalmente legati a quella particolare occasione. Infatti di solito chi non ha un buon rapporto con il proprio corpo e chi vive di intellettualismi, non ama frequentare la discoteca perchè sa perfettamente che il proprio “valore aggiunto” per il quale generalmente è apprezzato, in quella situazione non potrebbe essere neanche notato.
La discoteca è un catalizzatore di eventi e il posto degli “estremi”, dove la ragazza carina sembrerà una gran gnocca, lo sfigato sembrerà ancora più sfigato e la persona normale ancora più normale.. Così non è naturalmente, perchè i rapporti umani sono fatti di conoscenza e reciproca scoperta ma, se proprio hai voglia di staccare la spina, gustare un pò di effimeri piaceri e sei stanco di parlare (o di sentir parlare).. cosa c’è di meglio di una bella serata nel totale casino di una discoteca ?
















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