Capirex, nuovi guai con il Fisco
August 11, 2007
Articolo scritto da Rick in : Attualità, Cronaca, Fesserie, Generale, Politica, Rick's World, Spettacolo, Sport, Televisione trackback
Loris Capirossi ci ricasca, o meglio, per il Fisco italiano il pilota di Imola non è residente a Montecarlo come affermerebbe, e quindi i conti non tornerebbero ancora. Questa volta si parla di 1,3 milioni di euro risalenti al 2002, che vanno ad aggiungersi agli 8 milioni di euro del periodo 1995-2000. Per questi ultimi Capirex ha già perso la causa davanti alla Commissione Tributaria. Il nodo è il suo trasferimento di residenza all’estero, che il campione di motociclismo ha fissato nel Principato di Monaco. La normativa prevede infatti che, anche nel caso in cui il contribuente, pur avendo trasferito all’estero la propria residenza anagrafica, abbia mantenuto in Italia il proprio domicilio, cioè la sede dei propri interessi economici, i suoi guadagni vanno assoggettati a tassazione nel nostro Paese. via tgcom
Adesso non voglio fare quello che prende le difese dei ricconi potenziali evasori.. Però mi pongo una semplice domanda :
Se uno è residente a MonteCarlo non può più andare nella propria città natale ? Esistono dei parametri ben definiti per dichiarare che uno NON è residente in un posto.. è necessario cioè documentare la sua presenza in Italia per un periodo CONTINUATIVO di tot. mesi (non mi ricordo quanti di preciso ma se volete vado a cercare). Ok, è chiaro che tutte queste residenze dei piloti hanno una valenza fiscale ma, proprio per la natura stessa del tema, le sfumature, i “bug” del fisco e le normative internazionali sono fondamentali.
Esistono professionisti della tv che presentano programmi di primissimo piano che hanno la residenza a Monaco ma nessun veto limita la loro presenza nè sul territorio italiano nè in televisione.. Semplicemente perchè tale attività non è continuativa e rientra nei parametri di cui parlavo prima. Poi è chiaro che un italiano che vive all’estero magari a trovare i parenti ogni tanto ci va.. ma cazzo, non è mica in galera !.
Smettiamola di fare i qualunquisti dichiarando “le tasse le devono pagare tutti, perchè io le pago !” , chi dice così parla perchè non può fare altrimenti e/o non ha dei guadagni tali da giustificare una ottimizzazione fiscale a tutto campo.
Se parliamo di Capirossi poi.. : Lo incontri alla mattina in Avenue d’Ostende in bicicletta che si allena, te lo trovi davanti alle casse della Fnac del Metropole in coda per pagare un cd, la sera magari ce l’hai di fianco al tavolo in una nota piccola pizzeria italiana in compagnia della bella moglie.. Insomma, non so Rossi.. ma Capirex a Monaco ci vive eccome !
articolo correlato : Vado controcorrente
















Commenti»
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C’è un’altra cosa da dire… Capirossi dovrebbe aver preso la cittadinanza monegasca, ma continua a correre con licenza italiana. Valentino invece è ancora cittadino italiano credo, ma comunque, anche se non lo sopporto e mai tiferò per lui, se non sbaglio vivendo in Inghilterra… deve attenersi alla legge inglese!
Beh dai vuol dire che dopo questo scandalo Rossi diventerà inglese! lol Sir Valentino Rossi…
Vita dorata dei campioni (a statuto speciale) Noleggiano aerei privati per tratte europee, salgono sugli elicotteri come sul bus, girano in pigiama nella first class di voli intercontinentali STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU’ LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
MILANO — La luce, accesa in ogni stanza anche di giorno, soprattutto quando nessuno è in casa. Il frigo, vuoto ma sparato al massimo. L’acqua, aperta nella doccia e nei lavandini per metà settimana, prima che un palo — la mamma, un amico, il portinaio —, lo stesso che ritira ogni tre giorni la posta, si preoccupi di chiuderla. Le tapparelle, sempre sollevate. E qualche rigogliosa pianta verde, magari finta, sul balcone. La vita speciale dei ragazzini normali ha abitudini antieconomiche e rituali da sbadati di professione, richieste di complicità travestite da amicizia («L’intervista la puoi ambientare a Montecarlo anche se la facciamo al telefono…? Mi faresti un favore: sai com’è, è per il fisco…»), zainetti pieni di videogiochi e privilegi perché se a 18 anni sei già un campione di motociclismo, hai il conto in banca di un amministratore delegato e ti hanno fatto credere di essere così veloce da poter vivere al di sopra delle regole, pagare le tasse diventa una scocciatura non prevista.
E a trent’anni, invece di prenderti la responsabilità di esserti circondato delle persone sbagliate, fai dell’ironia: «Oggi mi danno dell’evasore. Domani sarò astronauta su Marte…». Rossi, Capirossi, e gli altri ex bambini a statuto speciale. Noleggiano aerei privati per tratte europee, salgono sugli elicotteri come sull’autobus, si aggirano in pigiama nella first class dei voli intercontinentali e magari lasciano indietro, una o due classi più giù, l’amico fidato o il fisioterapista. E quando hanno voglia di vedere un po’ di tennis dal vivo si accomodano nel royal box di Wimbledon, e poi se ne vanno attraverso cunicoli scavati solo per loro. Per Valentino Rossi hanno blindato l’All England Club e lo spogliatoio in radica nel quale ha stretto la mano a Roger Federer. Per Marco Melandri, uno che a 15 anni dava buca ai professori per «andare negli Stati Uniti per una settimana di pubbliche relazioni», ogni estate riservano l’immenso privé di Mirabilandia, il parco dei divertimenti dove il pilota Honda festeggia abitualmente il compleanno.
Al Pacha di Ibiza conoscono i barman per nome, fanno i modelli per gli stilisti e i deejay in discoteca per le ragazze da conquistare, non che cuccare sia mai stato un problema per loro, ma ogni tanto è bello anche andare dietro al proprio hobby. Si concedono fidanzate vistose, auto veloci, yacht potenti, case da cinquantenni affermati in paradisi fiscali che poi devono giustificare con bollette gonfiate dal doping dello spreco a tutti i costi. Oppure se la scelgono dall’altra parte del mondo, come Max Biaggi a Malibù, affacciata su un oceano che milioni di coetanei hanno visto soltanto nei telefilm americani. Si sporcano le mani col grasso del motore, rischiano in pista la domenica e poi si sentono in dovere di vivere come rockstar low cost. Non è più la dolce vita di George Best con la zazzera da quinto Beatle o di Vitas Gerulaitis che andava a ballare in accappatoio bianco.
È un lusso meno ostentato ma ugualmente goduto, ancorato alle radici popolari dalle quali la maggior parte dei ragazzini del Motomondiale proviene. Valentino è ricco sfondato (la leggenda vuole che abbia il braccino corto), però durante i weekend di gara dorme nel motorhome, non nell’albergo a cinque stelle come i piloti di Formula Uno. Casey Stoner, leader del Mondiale, è un playboy al contrario: lascia la mano della moglie Adriana solo per smanettare col gas. Marco Melandri abita in una fattoria in mezzo alla campagna inglese, vicino al circuito di Donington. Loris Capirossi è tutto casa e paddock, a maggior ragione dopo la nascita del piccolo Riccardo. E pure Rossi, in fondo, è un trentenne perfettamente omologato: a Tavullia, ufficialmente, vive con mamma Stefania.
Poi si dimenticano l’acqua aperta e la luce accesa. Succede, che diamine. Sono ragazzi.
Gaia Piccardi
11 agosto 2007
scusa ma sei il commercialista di rossi e capirossi?
ti consiglio allora di informarti meglio.
dove hai trovato questa info su “presenza in Italia per un periodo
CONTINUATIVO di tot. mesi”.
Guarda che basta stare il italia per + di 183 gg in 1 anno (NON
CONTINUATIVI) oppure mantenerci il centro dei propri affari, cosi come hanno fatto Rossi e Capirossi per
essere fiscalmente perseguibile in Italia.
Comunque spero che Rossi e Capirossi vedano le tue disperate
difese e ti diano un regalino (tanto di soldi ne hanno)
scusa ma sei il commercialista di rossi e capirossi?
ti consiglio allora di informarti meglio.
dove hai trovato questa info su “presenza in Italia per un periodo
CONTINUATIVO di tot. mesi”.
Guarda che basta stare il italia per + di 183 gg in 1 anno (NON
CONTINUATIVI) oppure mantenerci il centro dei propri affari, cosi come hanno fatto Rossi e Capirossi per
essere fiscalmente perseguibile in Italia.
Comunque spero che Rossi e Capirossi vedano le tue disperate
difese e ti diano un regalino (tanto di soldi ne hanno)
Vita dorata dei campioni (a statuto speciale) Noleggiano aerei privati per tratte europee, salgono sugli elicotteri come sul bus, girano in pigiama nella first class di voli intercontinentali STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU’ LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
MILANO — La luce, accesa in ogni stanza anche di giorno, soprattutto quando nessuno è in casa. Il frigo, vuoto ma sparato al massimo. L’acqua, aperta nella doccia e nei lavandini per metà settimana, prima che un palo — la mamma, un amico, il portinaio —, lo stesso che ritira ogni tre giorni la posta, si preoccupi di chiuderla. Le tapparelle, sempre sollevate. E qualche rigogliosa pianta verde, magari finta, sul balcone. La vita speciale dei ragazzini normali ha abitudini antieconomiche e rituali da sbadati di professione, richieste di complicità travestite da amicizia («L’intervista la puoi ambientare a Montecarlo anche se la facciamo al telefono…? Mi faresti un favore: sai com’è, è per il fisco…»), zainetti pieni di videogiochi e privilegi perché se a 18 anni sei già un campione di motociclismo, hai il conto in banca di un amministratore delegato e ti hanno fatto credere di essere così veloce da poter vivere al di sopra delle regole, pagare le tasse diventa una scocciatura non prevista.
E a trent’anni, invece di prenderti la responsabilità di esserti circondato delle persone sbagliate, fai dell’ironia: «Oggi mi danno dell’evasore. Domani sarò astronauta su Marte…». Rossi, Capirossi, e gli altri ex bambini a statuto speciale. Noleggiano aerei privati per tratte europee, salgono sugli elicotteri come sull’autobus, si aggirano in pigiama nella first class dei voli intercontinentali e magari lasciano indietro, una o due classi più giù, l’amico fidato o il fisioterapista. E quando hanno voglia di vedere un po’ di tennis dal vivo si accomodano nel royal box di Wimbledon, e poi se ne vanno attraverso cunicoli scavati solo per loro. Per Valentino Rossi hanno blindato l’All England Club e lo spogliatoio in radica nel quale ha stretto la mano a Roger Federer. Per Marco Melandri, uno che a 15 anni dava buca ai professori per «andare negli Stati Uniti per una settimana di pubbliche relazioni», ogni estate riservano l’immenso privé di Mirabilandia, il parco dei divertimenti dove il pilota Honda festeggia abitualmente il compleanno.
Al Pacha di Ibiza conoscono i barman per nome, fanno i modelli per gli stilisti e i deejay in discoteca per le ragazze da conquistare, non che cuccare sia mai stato un problema per loro, ma ogni tanto è bello anche andare dietro al proprio hobby. Si concedono fidanzate vistose, auto veloci, yacht potenti, case da cinquantenni affermati in paradisi fiscali che poi devono giustificare con bollette gonfiate dal doping dello spreco a tutti i costi. Oppure se la scelgono dall’altra parte del mondo, come Max Biaggi a Malibù, affacciata su un oceano che milioni di coetanei hanno visto soltanto nei telefilm americani. Si sporcano le mani col grasso del motore, rischiano in pista la domenica e poi si sentono in dovere di vivere come rockstar low cost. Non è più la dolce vita di George Best con la zazzera da quinto Beatle o di Vitas Gerulaitis che andava a ballare in accappatoio bianco.
È un lusso meno ostentato ma ugualmente goduto, ancorato alle radici popolari dalle quali la maggior parte dei ragazzini del Motomondiale proviene. Valentino è ricco sfondato (la leggenda vuole che abbia il braccino corto), però durante i weekend di gara dorme nel motorhome, non nell’albergo a cinque stelle come i piloti di Formula Uno. Casey Stoner, leader del Mondiale, è un playboy al contrario: lascia la mano della moglie Adriana solo per smanettare col gas. Marco Melandri abita in una fattoria in mezzo alla campagna inglese, vicino al circuito di Donington. Loris Capirossi è tutto casa e paddock, a maggior ragione dopo la nascita del piccolo Riccardo. E pure Rossi, in fondo, è un trentenne perfettamente omologato: a Tavullia, ufficialmente, vive con mamma Stefania.
Poi si dimenticano l’acqua aperta e la luce accesa. Succede, che diamine. Sono ragazzi.
Gaia Piccardi
Scusa Rick ma sei il commercialista di Capirossi???
Informati meglio.
Per essere fiscalmente residente in italia von e’ necessario documentare la sua presenza in Italia per un periodo CONTINUATIVO di tot. mesi, ma solo 183 gg all’anno non continuativi
oppure dimostrare che mantiene il centro dei suoi interessi economici/sociali in italia. Informati meglio
Almeno fatti pagare una pizza da Capirossi quando lo vedi.
Tanto per lui sono soldi che dovrebbe pagare in tasse, non escono dalle sue tasche ma da quelle di tutti noi poveri cristi che dobbiamo pagare + tasse a causa sua e di tutti gli evasori come lui!
x Alice Stella : aspetto la pizza fiducioso.. e poi scusa 183 diviso 30 quanto fa ?
x John Holmes : : aspetto la pizza fiducioso.. e poi scusa 183 diviso 30 quanto fa ?
x GaiaPiccardi : già commentato il buon lavoro di copia e incolla plurimo nel post precedente.
Insomma tre post fatti dalla stessa persona con in più la citazione dell’articolo del Corriere: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/11/moto_soldi_follie.shtml
dai ! puoi fare meglio.. E ne sai di più visto che stai a MonteCarlo. Residenza non fiscale la tua immagino ??
secondo me tutto il sistema tributario italiano andrebbe totalmente riformato compreso il settore ricconi, gente con residenza all’estero, paradisi fiscali eccetera…..
….. ma questo non mi compete ……
quello che posso dire da buon reporter del web 2.0 è che abitandoci vicino posso garantire che CAPIROSSI STA IN ROMAGNA SPESSISSIMO anche se non so la legge italiana che criterio temporale usi per stabilire l’effettiva residenza o meno
certo ke l’argomento tasse fa discutere…più dello sport, dell’altro sesso e di ogni altro problema esistenziale…forse è proprio vero ke
“senza soldi, non si cantano messe”
DA RIDERE, INTERVISTATO DALLA GAZZETTA, CAPIROSSI HA IL CORAGGIO DI DIRE CHE LUI LE TASSE LE PAGA A MONTE-CARLO.
SI, QUANDO VA AL SUPERMERCATO A COMPRARE I PANNOLINI PER IL BAMBINO, PAGA L’IVA SUI PANNOLINI!!!!!
ALMENO POTREBBE AVERE IL CORAGGIO DI DIRE LA VERITA’, STA A MONTE-CARLO PERCHE LI I SUOI REDDITI NON SONO TASSATI.