Siamo tutti buoni educatori
September 5, 2007
Articolo scritto da Rick in : Attualità , Donne, Generale, Rick's World, Spettacolo trackback
«I figli? Costano e uccidono il desiderio» Fa discutere No Kid il libro della psicanalista francese Maier che stila una classifica delle 40 ragioni per non procreare.
MILANO - I figli? Delle vere e proprie palle al piede. Anzi, dei «parassiti» che vivono alle spalle dei genitori e non esitano un secondo a trascinarli in tribunale. A sostenerlo non è una single dall’orologio biologico ormai in tilt, bensì la scrittrice e psicanalista francese, nonché madre di due bambini, Corinne Maier che nel suo ultimo, provocatorio libro «No Kid. Quarante raisons de ne pas avoir d’enfant» («No Kid. Quaranta motivi per non avere figli», edito da Michalon) rompe il tabù della maternità , rivelando al mondo intero che «senza figli è meglio». Via Corriere.it
Tutto il libro e la promozione che lo ha accompagnato, si nutre della polemica che ruota intorno alla provocazione legata alle 40 ragioni per non procreare… L’altra sera discutevo di questo libro, o meglio, di quel poco che ne so visto che non l’ho letto, con una coppia di amici. Questa coppia non ha figli e non ne vogliono per scelta. Tuttavia, e questo è un atteggiamento molto comune, hanno la pervicace tendenza a dispensare a tutti coloro che sono “genitori a tempo pieno” parecchi buoni consigli e visioni personali su tematiche quali : Educazione, cattive abitudini, cose da fare, cose da non fare.. Generalmente la frase di chiusura è : “..stai tranquillo che se avessi un figlio io.. Saprei come fare a farmi rispettare / educarlo / insegnare le buone maniere / ecc..”.
E’ buffo perchè è esattamente lo stesso atteggiamento che avevo io prima di diventare padre. Già perchè quando non hai ancora procreato vivi il concetto stesso di “figlio” …proprio da “figlio”. Nel senso che sei memore di ciò che ti irritava durante la tua infanzia, ricordi gli errori educazionali dei tuoi genitori e hai la tendenza a distaccarti da quel modello.
La reazione è quella di pensare in tutta onestà di poter fare meglio di loro e di aver messo a punto negli anni una serie di regole pratiche che diventeranno applicabili e funzioneranno perfettamente quando avrai un figlio. Sapete che vi dico in base alla mia personale esperienza ? Sono tutte cazzate !.
Un figlio ti spiazza, ti spacca (e in questo sono daccordo con laMaier), non è quasi mai prevedibile se usi logiche da adulto ed è in grado di crearti delle tensioni emotive pazzesche, sia legate alla sua protezione che alla sua educazione, ma ha una caratteristica unica e preziosissima: è in grado di tirar fuori il buono che c’è in te.. Ma questo finchè non diventerai padre non lo saprai mai.
















Commenti»
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i figli si capiscono quando si hanno…è un legame biologico forte e naturale…certamente crescere, guidare ,sostenere ,educare un figlio richiede energia, tempo, disponibilità e anche rinuncia…un figlio ti cambia la vita, fa maturare e cresci con lui…nessuno è nato genitore,luogo comune ma vero…genitore si diventa col figlio e mediante lui.E’anche vero, secondo me, che non sempre i figli uniscono la coppia…la mettono a dura prova spesso e volentieri perchè , si sa, non sempre si ha la costanza o predisposizione ad assumersi un ruolo comunque impegnativo…ma tutto sommato l’affetto unisce…il legame figlio genitore è troppo bello…è il motore dell’universo e chi non ne ha per scelta, opinione mia personale, ha solo mille paranoie e paure…si crea alibi contro natura., ma non siamo tutti uguali
la psicanalista francese ( scusami ma mi pare di avere letto che ha 3 figli piccoli)sicuramente è una donna un po’ stressata…come tutte del resto perchè non sempre è facile conciliare gli impegni di casa e famiglia con quelli di lavoro…e sicuramente i bambini piccoli esauriscono e tutti in un momento di stanchezza pensano ” se tornassi indietro…ma ki me l’ha fatto fare?…”ma poi basta una bella pausa e tutto passa e ci rendiamo conto di avere costruito qualcosa di bello .A me piacerebbe sentire questa signora tra qualche anno…scusate il mio intervento prolisso,ma ho scritto già a riguardo e quest’argomento mi è caro…
http://www.xxmiglia.net/2007/05/14/mcome-mamma/
Chissà come saranno contenti i figli della Maier quando leggeranno il libro scritto dalla cara mammina! Magari da grandi scriveranno a loro volta un libro in cui racconteranno del trauma subìto.