Per gli uomini di buona volontà…

Posted on 23. Apr, 2008 by Skip in Attualità, Cronaca, Donne, Politica

Nojoud è una bambina yemenita di 8 anni , che circa due mesi fa è stata costretta a suon di botte dal padre a sposare un uomo di 30 anni. Dopo aver implorato invano i suoi genitori e la zia perché l’aiutassero a divorziare, il 2 aprile la bambina si è presentata da sola in un tribunale di Sana’a per chiedere il divorzio dal marito. Nelle zone rurali dello Yemen, i genitori danno le figlie in spose all’età di 7, 8 o 9 anni (oltre il 50% secondo uno studio del 2006) a condizione che il marito non abbia contatto sessuale con la moglie finché non è matura. La legge fissa l’età minima per il matrimonio a 15 anni, per maschi e femmine, ma non punisce chi la viola, dice l’avvocato della Corte suprema Shatha Muhammed Nasser, che ha assunto la difesa della bimba e le ha trovato un posto in un orfanotrofio. “Ogni volta che volevo giocare in cortile, mi picchiava e mi faceva andare con lui in camera da letto… Era molto duro con me e quando lo imploravo di avere pietà, mi picchiava, mi schiaffeggiava e poi mi usava. Lui mi ha fatto brutte cose, io non avevo idea di cosa fosse il matrimonio.” La bambina non può testimoniare perché troppo piccola ma vale solo ciò che sosterrà il suo “guardiano” .Un giornalista, cui la bambina ha raccontato la vicenda, e un avvocato cercheranno un accordo con il marito e si adopreranno per offrirgli anche il doppio della dote da lui versata. Lo sposo per ora non intende divorziare e annuncia che nulla lo potrà fermare, sostiene di non aver fatto nulla di male perchè rivendica il suo diritto di marito sulla moglie.

http://www.corriere.it/esteri/08_aprile_14/yemen_sposa_otto_anni_si_ribella_6095375e-09e6-11dd-bdc8-00144f486ba6.shtml

Italia. Culla di un’altra realtà sociale e di un’altra cultura . Quasi ogni giorno i mass media denunciano casi di violenza , tentata, episodica, sistematica su bambine e donne .Una sorta di quotidiano bollettino di guerra tra i sessi testimonia un’emergenza sociale. Si rivendicano ordine e sicurezza per tutelare le donne, si invocano ronde di volontari o di militari nelle zone a rischio, si prospetta per le donne l’uso volontario di braccialetti da attivare in caso di pericolo.

Di giorno e di notte, in luoghi isolati o affollati gli sciacalli vagano: italiani o stranieri, emarginati o benestanti , scapoli o ammogliati, di diverso grado di cultura. Ma quale cultura? Se non quella basata sulle ragioni della forza, del disprezzo, della frustrazione inconscia , di una rabbia indomabile, di un piacere senza consenso. A loro non importa l’età e nemmeno la bellezza della preda, purchè sia fragile, si possa cogliere e mortificare. Cercano un corpo. Uno qualunque; va bene anche quello di un’anziana appena rapinata in casa. Un corpo senz’anima , né sentimento, senza volontà né rispettabilità, che appaghi l’istinto brutale di chi agisce contro la natura del cuore .

Alle destinatarie delle insane voglie e dei raptus bestiali consumati nei campi, in casa, in un talamo incestuoso o per strada, spesso non resta che sanare quella ferita nel silenzio per evitare processi umilianti. Ma a volte le ferite dell’anima non si rimarginano e provocano cancrena, infelicità latente, diffidenza, chiusura , isolamento per timore che qualcuno legga dentro, che riaffiorino i ricordi, che si debba svelare, rivivere le emozioni e il senso di impotenza di quei momenti, rielaborare. Poi a volte quel corpo diviene carne da macello: giace abbandonato tra i rifiuti o nell’erba, inerte, violato, sporco, freddo, talvolta con una vita spezzata anch’essa in grembo. Un corpo che reclamava la vita, la sua parte di cielo, la sua dignità di persona.E’ una parola stupenda, la parola persona ,perché non pone limiti a un uomo e una donna, non traccia frontiere tra chi ha la coda e chi non ce l’ha: in pratica si riduce alla facoltà di maturare o no una creatura nel ventre. Il cuore e il cervello non hanno sesso.”(Oriana Fallaci)

Tante voci emergono perché siano garantite severità e certezza della pena a chi violenta in preda a scatti suini per diritti tribali o voglie appagate nei paesi mete di turismo sessuale con minori o nelle nostre città e province.

Ma una cosa è certa in un paese come il nostro che vanta di essere civile e democratico: non deve esser castrato il diritto a vivere liberamente la femminilità ovunque e comunque, a prescindere dalla propria cultura di appartenenza, condizione sociale e personale…e occorre una reale e preventiva cultura del sentimento, un’educazione all’affettività perché gli uomini e le donne di oggi e di domani, crescano insieme nel rispetto reciproco delle proprie identità.

“ Due cose mi hanno sempre sorpreso: l’intelligenza degli animali e la bestialità degli uomini” (Tristan Bernard). Non solo. Io mi sorprendo per l’indifferenza e la mancanza di senso civico di quei testimoni che hanno finto di non vedere e non sentire…non gli autori dei crimini, ma l’anima delle vittime.

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14 Responses to “Per gli uomini di buona volontà…”

  1. Manuel

    23. Apr, 2008

    Sono casi diversi per quanto riguarda quei paesi tipo lo yemen, be la le donne sono viste più come oggetti, quasi una proprietà dell’uomo anzi toglierei il quasi, mentre da noi penso ci sia una specie di frustrazione sessuale dove l’uomo ha perso proprio quel ruolo di padrone, dove la donna è libera ed esercita il proprio ruolo, dove si è emancipata e dove ci sono uomini che non si sono adattati ancora a questo cambiamento; questi uomini non sono all’altezza di questo nuovo tipo di donna e cercano di riprendersi la loro mascolinità in questo modo.Comunque non scordiamoci che fino a poki anni fa lo stupro non era considerato come danno alla persona ma come atto osceno, e qualche decennio fa si leggevano articoli di giornale dove si giustificava il padre che impiccava la figlia minorenne rea di essere stata vittima di alcuni uomini in un paese di un entroterra siciliano, roba di nemmeno 50 anni fa…

  2. Dirty Sanchez

    23. Apr, 2008

    Sono d’accordo con Manuel,i casi sono, per fortuna, molto diversi.
    Lo Yemen è un paese di selvaggi di matrice islamica, dove le donne vengono trattate come bestiame, barbaramente. Fosse per me, gli manderei mamma marines e la sua macchina di morte ad insegnarli come si campa e come le donne devono essere considerate e rispettate.Ma è tempo perso, quel paese è solamente il buco del culo del Medio Oriente.
    Non sono invece d’accordo sugli allarmismi nel nostro paese. Credo che il vero problema non sia tanto di civiltà o educazione ma bensi’ di GIUSTIZIA ed ORDINE PUBBLICO. Mi spiego meglio : Da quanto scritto qui sopra, sembra che l’Italia sia un paese di stupratori e depravati, ebbene, non è assolutamente vero ! Anzi ! Il vero problema è che questi delinquenti sono a piede libero invece di essere in galera……Purtroppo la sinistra perbenista ha fatto si che questi “poveretti” siano liberissimi di girare e fare tutto cio’ che vogliono al posto di stare dove dovrebbero : cioè in galera !! Una volta risolto questo punto CRUCIALE, sono più che certo che i reati di natura sessuale diminuiranno, assortiti anche a pene più dure nonchè ad un stretto controllo giudiziario. Nulla accade per caso….La sicurezza si costruisce, esattamente come una casa : Pezzo dopo pezzo.

  3. Manuel

    23. Apr, 2008

    Non è mandando i marines che si risolverà la questione, quelli andrebbero li e stuprerebbero altre donne come hanno fatto in iraq, vietnam ed anche in Italia durante le 2° guerra mondiale se non lo sapete. Bisogna avere rispetto delle altre culture e non solo per la nostra prepotente cultura occidentale che si è macchiata dei più brutti e sanguinari genocidi… purtroppo non siamo giusti e civili come ci piace fare finta di esserlo… bisogna rispettare tutte le culture perchè dappertutto ci sono persone buone e persone cattive e ricordiamoci che i peggiori terroristi sono ahimè proprio quelli che strumentalizzano la lotta al terrorismo…

  4. Dirty Sanchez

    23. Apr, 2008

    Bravo Manuel, in definitiva lasciamo pure tutto cosi’ ! Dovevi candidarti nella Sinistra Arcobaleno. Tchao!

  5. Jessica Moh

    23. Apr, 2008

    Il braccialetto se lo può ficcare nel culo chi lo ha avuto come idea!
    Leggi severe e applicarle,questo ci vuole !
    by

  6. skip

    23. Apr, 2008

    ho fatto riferimento al caso dello Yemen perchè colpita dalla consapevolezza in erba di una bambina ,figlia della sua cultura , che inizialmente da sola , poi sostenuta da altri, ha saputo dire no a tradizioni che non condivide…in Italia abbiamo più mezzi per dire veramente no: severità e certezza della pena e applicazione delle leggi soprattutto e sensibilità umana e civica per intervenire in flagranza di reato e per prevenire siffatti reati sia a livello istituzionale che di semplici cittadini.

  7. rena

    23. Apr, 2008

    Daccordissimo con Jessica Moh , leggi piu’ severe ,pugno duro con gli “animali”, e aggiungo, castrazione per i pedofili.

  8. Rick

    23. Apr, 2008

    ..E’ bello vedere che i miei lettori sono dei “moderati”

  9. filo

    24. Apr, 2008

    Vorrei dire al raffinato Dirty Sanchez che lo Yemen è l’unico stato della Penisola Araba a regime di Repubblica, è stato uno dei più antichi centri di civilizzazione del mondo e tracce della sua civiltà risalgono almeno a 2000 anni prima di Cristo, quando i popoli italici cominciavano a uscire dalla caverne.La biblica regina di Saba era yemenita.Gli Antichi Romani definirono lo Yemen “Arabia felix” per la ricchezza dei traffici commerciali che svilupparono in quella zona.
    La capitale Sanaa,nella quale convivono i tre quartieri arabo, turco ed ebreo,possiede palazzi di una bellezza che eguaglia quelli di Venezia ed è stata dichiarata nel 1986 dall’Unesco, patrimonio dell’ umanità, grazie all’ interessamento di P.P.Pasolini.
    Lasciamo che ogni paese autodetermini in piena libertà il proprio governo e non applichiamo nei loro confronti quel “fondamentalismo delle idee” che in essi tanto critichiamo.Del resto, come ha detto molto bene Skip, non mancano purtroppo, nel civile, democratico, illuminato, cattolico, occidente italiano, moltissimi esempi di violazione dei diritti dei bambini e delle donne, anche da parte di coloro che dovrebbero esserne i garanti.La superiorità di una cultura rispetto a un’altra non si misura con la capacità di produrre soldi o potenza militare, ma nella capacità di sviluppare una competenza etica che dia valore, rispetto, opportunità di vita e di conoscenza all’individuo in sè e in quanto parte di una comunità .

  10. Manuel

    25. Apr, 2008

    In pieno accordo con filo e ricordo ancora che in Italia 50 anni fa la situazione delle donne specialmente al sud non era dissimile da quelle dei paesi mediorientali…inoltre credo che non si possono esportare i diritti , la democrazia con la guerra che è essa stessa portatrice di violenza(vedasi stupri ai danni di adoloscenti da parte dei soldati americani), la vedo come una volgare ipocrisia da parte dei nostri governanti…e poi caro dirty non la ho voluta buttare sul politico ma penso che le mie idee possano essere condivise da tutti e non solo dalla sinistra arcobaleno(anche da chi la domenica va tutti i giorni a messa per esempio…)

  11. Dirty Sanchez

    25. Apr, 2008

    Carissimi, il dibattito è il sale della democrazia e vi ringrazio dei vostri gentili quanto graditi interventi.
    @filo : complimenti per la lezione di storia, geografia ed architettura, ma
    parlavo della situazione attuale del paese, sotto il profilo sociale : ossia un covo di terroristi e di selvaggi, come lo dimostrano queste pratiche inqualificabili a danno di povere bambine indifese.Per il resto,confermo tutto cio’ che ho scritto.
    @manuel: è vero che alcune cose non si possono esportare ma non sono d’accordo con la tua linea di pensiero : cioè prendendone atto e poi non fare nulla…..

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