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Una blogger alla settimana : Il Vaso di Pandora
June 5, 2008

Articolo scritto da Rick in : Donne, Generale, Politica, Sito del giorno, Spettacolo, Una blogger alla settimana trackback

Nome del blog: Il Vaso di Pandora
indirizzo web http://www.tisbe.splinder.com/
Nick: Tisbe
Nome reale : oramai è di dominio pubblico, non ha senso nascondere la mia identità, Tina Galante
Data creazione del blog: 2 marzo 2005

Una blogger alla settimana : Il Vaso di Pandora

Il Vaso di Pandora è un blog sofferto, politico, impegnato ed impegnativo, non lo si può affrontare a cuor leggero. E’ una questione di rispetto nei confronti della passione e del fervore che Tina mette in ogni rigo che scrive. Tutti i grandi temi della sinistra intellettuale sono affrontati , nessuno escluso e la bontà dei contenuti del blog hanno fatto si che diventasse un libro.

Percorso editoriale strano, asimmetrico e tutto sommato inverso, quello di mettere sulla vecchia carta un prodotto di comunicazione che è già disponibile in modo assolutamente gratuito e fruibilissimo su internet e che su internet nasce e viene concepito. Ma leggendo le cose che Tina scrive ci si trova effettivamente parecchio materiale che merita di venire fissato tra le pagine rilegate, quindi probabilmente il processo di “librizzazione del blog” (passatemi il neologismo) non è in realtà così dissonante.

Non conosco personalmente Tina (o se preferite, Tisbe) e se dovessi immaginarla sulla base di ciò che scrive mi figurerei una sorta di Bertinotti in gonnella con tanto di eskimo di sessantottiana memoria. Invece ecco che ci fornisce un’altra dissonanza (piacevole), perchè Tina è una bella donna e le foto che ci ha inviato lo testimoniano e, guardando ad esempio questo video, è tutto sommato più facile pensare alla Carfagna che a Rosy Bindi..

Ecco le dieci risposte di Tisbe:

1. Qual è per te l’aspetto gratificante di avere un “diario online” e quanto conta l’esibizionismo ? .
Ho sempre temuto il solipsismo epistemologico. In una realtà provinciale dove vivo attualmente, nella quale i fermenti culturali si sono arrestati inesorabilmente negli anni ’80, mi sono sempre sentita sola. Ho avvertito il senso dell’incomunicabilità ed il bisogno di confrontarmi con menti brillanti. Avere un blog ha reso possibile il superamento della mia solitudine culturale. Questo è l’elemento gratificante.
Credo che l’esibizionismo a lungo andare logori il soggetto stesso. Se praticabile, in definitiva si rivela un boomerang.

2. Il più bel complimento che ti hanno fatto come donna e il più bel complimento come blogger.
Il complimento più bello l’ho ricevuto da una bambina. Ricordo che camminavo piuttosto pensierosa e triste a causa delle mille vicissitudini della mia vita, una bambina aspettava all’esterno di un negozio. Quando mi ha vista mi ha guardata come se avesse avuto una visione e mi ha detto: sei bellissima! Io le ho sorriso e mi sono sentita alleggerita dei mille pensieri. Quel complimento era assolutamente senza secondi fini, e perciò sincero.
Come blogger, forse il complimento più bello, ma sicuramente esagerato, è stato quello di considerarmi una ottima stratega di linkbaiting.

3. Cinque blog che secondo il tuo giudizio sono assolutamente da leggere e perché.
WebLogin, perché è il mio webmaster e perché cura un blog personale dove è possibile trovare recensioni aggiornatissime delle migliori risorse informatiche
Terrorpilots, mi ha sempre affascinato la sua grafica. È un blog bellissimo, forse il più bello che mi sia capitato di visitare. Inoltre contenutisticamente è molto vicino alle mie idee politiche.
Guerrillaradio, imperdibile per la passione che mette nella difesa del popolo palestinese. Una passione davvero rara.
VoltiRivolti, perché l’autrice, oltre ad essere una creatrice di splendidi template non disdegna di scrivere su questioni attuali e di interesse sociale, con la sensibilità propria delle donne
Omniamundamundis, il blog di Cristina, una donna con la quale avverto un’unità d’intenti, un comune sentire, un feeling che va oltre la comprensione razionale. Anche lei sensibile alle tematiche sociali.
• Di blogger che stimo ce ne sono tanti e questa lista non è esaustiva: lameduck, comicomix, lapennachegraffia, crocco, negroski e tanti tanti altri.

4. Sei in spiaggia con il tuo compagno : arriva una gnoccona stratosferica che si mette a prendere il sole in topless un metro davanti a voi, qual è il tuo atteggiamento ?.
Non ho mai temuto le gnoccone stratosferiche, e francamente non sono una bacchettona: il topless non mi dà fastidio. Io temo le gatte morte, quelle donnette che con i loro lamenti e le loro menzogne riescono ad ottenere tutto perché sono delle prostitute mentali.
Tornando alla gnoccona, probabilmente se ce ne fosse l’opportunità scambierei anche qualche battuta e coinvolgerei anche il mio compagno.

5. Come gestisci i corteggiatori / fans che tramite i commenti sul tuo blog cercano un contatto più “concreto” ?.
Ad essere onesta non ho avuto molti problemi in tal senso, forse perché il mio blog è parecchio politicizzato e contenutisticamente pesante. Questo, credo rappresenti un forte deterrente per potenziali don Giovanni. Tuttavia mi sono arrivati dei pvt con inviti più o meno velati, ma basta ignorarli ed il gioco è fatto ;-)

6. Hai appena fatto l’amore e ti alzi per prendere una sigaretta o un succo di frutta. Passando davanti al computer (che mostra sullo schermo la dashboard di Wordpress) , noti che c’è un commento in attesa di moderazione o un nuovo link in ingresso.. Che fai ?
Quando faccio l’amore non esiste pc, non esiste niente… i commenti possono aspettare.

7. L’abbigliamento maschile che proprio non sopporti.
Argh! La cravatta! E’ un accessorio ma rappresenta uno stile ben preciso. Credo che la cravatta sia antierotica (almeno per me). Detesto tutte le divise, compreso quella borghese. Dall’abbigliamento di una persona e dall’auto che possiede si capiscono tante cose. Chi va in giro con un catorcio pur avendo un discreto reddito, di sicuro mira di più alla sostanza che all’apparenza. Chi cura eccessivamente l’abbigliamento nasconde un vuoto interiore ed una pochezza culturale.

8. Il fatto di avere un blog ha cambiato la tua vita in qualche modo ? Se si, come ?.
Ha cambiato la mia vita nella misura in cui mi sento meno sola. Certo, il blog mi porta via troppo tempo e a volte devo scegliere se vivere nel reale o nel virtuale. Io cerco un equilibrio e di certo da quando ho il blog sento di essere una persona migliore: più aperta agli altri.

9. Tigre, gatta o marmotta : descriviti
Sono tutt’e tre. Tigre quando difendo i miei ideali e i miei principi. Gatta quando riesco ad essere affettuosa mantenendo inalterata la mia dignità di persona, e marmotta perché amo tanto dormire.


10. Cosa ti regala un momento di serenità ?

Qualsiasi contatto con la natura. Guardare le stelle, o un bel tramonto. Guardare i cuccioli e gli animali in generale. Sdraiarmi sul prato e sentire l’odore di erba fresca. Sdraiarmi sulla sabbia ed ascoltare le onde del mare che scandiscono il ritmo perpetuo della vita.
Quando mi sento fusa e confusa con la natura, io sono serena e sto bene. Tutto il resto è vita inconsapevole, è tempo perso, compreso il lavoro. Se non lavorassi, però, se non fossi utile alla società, soffrirei, perché la civiltà ha instillato nella mia anima un atavico senso di colpa che non riesco a sradicare. Sono pure sempre occidentale, figlia della cultura occidentale.
Il conflitto tra il bisogno di sentirmi un tutt’uno con la natura e la necessità del lavoro mi rende infelice. A volte me ne dimentico, ma non ci riesco sempre.

Ciao Tisbe, grazie !

Ti prego : togli la musichetta dal sito !!

Commenti»

1. Http500 - June 6, 2008

E’ un blog che non conoscevo, vado a vederlo!

2. ZicZac.it, clicca qui e vota questo articolo! - June 6, 2008

Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….

3. Tisbe - June 6, 2008

Grazie per la premessa. Mi è piaciuta molto. Hai colto alcuno aspetti della mia profonda ambiguità ;-)

4. Rick - June 6, 2008

@Tisbe: grazie a te ;)

Soprattutto per aver postato sul mio blog due parole che difficilmente sarebbero mai comparse (men che meno associate tra loro), come “solipsismo epistemologico”

5. WebLogin - June 6, 2008

Un’intervista molto bella, complimenti. E’ vero, Tina ci mette passione e fervore in ogni rigo che scrive. Il vaso di Pandora è sicuramente tra i miei blog preferiti, è stato uno dei primi blog che ho conosciuto e continuo a leggere sempre con molto piacere.

Non conoscevo questa iniziativa, darò un’occhiata anche alle precedenti interviste perché credo che l’intervista sia un ottimo modo per conoscere blog interessanti.

@Tis, sei stata molto brava e grazie di esserti ricordata di me, mi ha fatto molto piacere :-)

Ciao!

Giuseppe

6. Artemisia - June 6, 2008

Tisbe rappresenta per me l’esempio di come una blogger dovrebbe vivere la Rete: è una donna con i contro-attributi che punta SOPRATTUTTO sulla sua intelligenza e sensibilità, NON esibendo ed usando la sua indiscussa bellezza per avere più commenti e per raggiungere lo “status” (??) di “blogstar”. Se ci fossero più “Tisbe” in giro, le donne sarebbero “veramente” sullo stesso piano dell’uomo. Inoltre il rispetto che nutro nei suoi confronti può essere l’esempio di come persone politicamente e idealmente diverse tra loro (lei dichiaratamente di sinistra, io di centro e cattolica convinta), possano discutere e confrontarsi. La tolleranza reciproca prima di tutto.

Giuro che questa non è una marchetta dato che Tisbe ha citato il mio blog (A PROPOSITO GRAZIE!), lei parte di queste parole da me le ha già lette in “tempi non sospetti ” :-)

Mhmm questa è una inziativa nuova anche per la sottoscritta, sottoscrivo Giuseppe che saluto ^^ e cercherò di ritagliarmi un pochino di tempo per leggere le interviste precedenti.

Ciao, un bacio a tutti voi!

Artemisia

7. Mitì - June 6, 2008

La sua risposta alla domanda 4 è da incorniciare, sottoscrivendola nelle serie “Parole Sante”. Brava e bella, Tisbe! :-*

8. Paolo - June 6, 2008

E’ un BLOG “particolare” che seguo con attenzione pur non condividendo le idee politche. I post non sono mai scontati e questo è un bene!
Ciao
P.s. La musica è proprio necessaria?

9. skip - June 6, 2008

condivido in pieno la risposta 4 e 8 . Complimenti!

10. Carmen - June 6, 2008

Interessante!!! E grazie per la foto…
Baci! ;-)
Carmen

11. Tisbe - June 6, 2008

Grazie a tutti per questi commenti. In particolare ad Artemisia che ha scritto delel cose molto belle sulla mia persona. Mi fa piacere essere percepita in questo modo :)

12. spora - June 6, 2008

“Chi cura eccessivamente l’abbigliamento nasconde un vuoto interiore ed una pochezza culturale.”
Non esageriamo! Chi arboreggia marche e griffes, magari si.

Grazie Rick, si coprono un sacco di bloggers interessanti con questa iniziativa!

Piacere Tisbe!

13. Alieno - June 7, 2008

Anche la “trascuratezza” nell’abbigliamento, ormai da tempo, è codificato e rigoroso stile di appartenza. Direi almeno dal ‘68, ma quella codificazione di “trascuratezza” apparente è diventata “standard” in mille altri modi (dai tempi della break dance all’hip hop ecc). scarpe senza stringhe o sciolte, senza cintura, cavallo basso ai pantaloni tipo incontinente da una settimana senza cambio d’abito, magliette extralarge… il culmine di questa codificazione credo sia stato raggiunto da quell’ormai lontano (anni ‘90 se non ricordo male) stile “grunge”.

Credo che ad oggi sia d’obbligo far lettura diversa e non dagli abiti (a meno che non siano griffati), rilevando che l’anticonformismo paradossalmente è un’altra maschera del conformismo e che certi vessilli che si vorrebbero più votati ai contenuti spesso tradiscono incoerenze (i no-global per esempio tendono ad avere strategie e look globalizzato e nello stesso uso del termine in inglese c’è un’adesione immediata ad una visione globalizzata). La griffe o la cura dell’immagine dunque, non necessitando nemmeno di “firme” per codificarsi esteriormente, non rivela più la presunta proporzione tra contenuti ed apparenza ed ancora una volta si traduce in verità il detto che l’apparenza inganna.
In compenso una cura assennata di sè sul piano estetico, può essere indice di rispetto di sè e degli altri, quando non è ossessiva, radicalizzata, un po’ assolutista; l’attribuire assoluta valenza significativa ad un oggetto, come la cravatta, basando su quest’aspetto esteriore la valutazione del soggetto nella sua interiorità, significa rendere prevalente l’oggetto sul soggetto, che non è simpatico e richiama spiacevole eco di fisognomiche e odori di razzismo su cui bisognerebbe ben vigilare: il soggetto può davvero essere definito massimalisticamente dall’oggetto? Ed è curioso che lo faccia anche chi intenderebbe valorizzare il contenuto, se poi alla fine attua lo stesso meccanismo di chi usa una codificazione esteriore per “compensare” per esempio, deficienze caratteriali, identitarie o valoriali.

Buona giornata.
Alieno

14. Tisbe - June 7, 2008

Alieno, sei sempre il solito! Anche attribuire una valenza assoluta allo scritto di una persona pretendendo di valutarne l’interiorità è in odore di razzismo aul quale si dovrebbe vigilare ;-)
Ps: la sintesi no eh!

15. marco - June 7, 2008

Tutto molto bello, interessante, vario, stimolante, creativo, innovativo, attraente, intrigante…
Comunque mo dopo tutte ste parole che ne dite di andà a fa colazione?
io c’ho un Vaso di Pandoro qui a casa; me lo ciuppo nel latte..

Ciao a tutti!!

Marcus

16. Alieno - June 7, 2008

Ma Tisbe, mi guardo bene dal trarre conclusioni su di te per uno scritto! Ho usato la tua risposta sulla cravatta perchè mi ha colpito molto per parlare in senso ampio, non di te in particolare.
Anche se converrai che nell’espressione-dichiarazione spontanea si potrebbe tentare più realistiche letture dell’interiorità di una persona di quanto sia possibile farlo con l’estetica-esteriorità e pur consapevole che difficilmente quell’estetica sarà casuale e parlerà comunque di qualcosa di interiore.
Quello che intendevo dire è solo che quel tipo di lettura oggi è più complicata, spesso fuorviante, per via di maschere ingannevoli che hanno il “vezzo” di essere non-maschere. Ma è difficile trovare una maschera fedele all’interiorità e l’interiorità usa a sua volta delle maschere (tali per cui uno si può persuadere d’essere spontaneo o di applicare ragione oggettiva restando schiavo di idola di pensiero o di conformismi codificati, sofisticati, occulti).
Chiarendo che non intendevo esprimere giudizio personale su di te, che è più complesso e si basa su quello che ho di disponibile (quello che scrivi, quello che non scrivi e percezioni-sensazioni o sensibilità personale) e non certo su l’unico aspetto della cravatta, vado a cercare la parola sintesi sul vocabolario: Sa…Si…Sin….Sinonimo…Sintassi…Sintomatico… oh, non c’è nel mio vocabolario, accidenti! :-)))
Ciao, ogni bene. ;-)
Alieno

17. Tisbe - June 8, 2008

@Alieno, infatti, per me l’uomo con la cravatta è antierotico… è una questione di gusto non di giudizio. E il gusto in quanto personale e soggettivo è sempre assoluto mentre il giudizio in quanto universale è sempre relativo ;-)

18. Alieno - June 8, 2008

@Tisbe: certo è questione di gusto, ma forse sarebbe più corretto dire “preferenza” in questo caso, perchè sono quasi sicuro che nel tuo presunto o dichiarato “assolutismo”, come per me, anche io ho gusti o “preferenze” naturalmente (”..per me l’uomo con la cravatta è antierotico.. E il gusto in quanto personale e soggettivo è sempre assoluto ..”), a sgretolarlo o a complicarlo quell’assolutismo possono intervenire molte cose:
l’amore per dirne una.
Oppure altri gusti-preferenza che prevalgono.
Per dire, tiro a caso (magari non ti piace, ma diamolo per vero): Johnny Depp ti si presenta in cravatta e ti parla o si muove corrispondendo a quella che per te è una chiave di lettura (del linguaggio comunicativo) sensuale, erotica. Oppure un contesto o situazione particolare, eccitante.
In realtà si scopre che l’abito non ha solitamente la prevalenza tale da poter incidere “assolutismi” di gusto-preferenza, poi nel particolare, anche se per necessità semplificatrici (anche nel “raccontarsi” sinteticamente) se non in un immaginario codificato che subiamo (mode, media, comunicazione varia), con processi associativi ai concetti di forte carica erotica o di trasgressione ad altri codici (ma cambiano in relazione ai luoghi, al tempo, alle culture insomma) e che spesso subentrano altre dinamiche complesse (i feticismi) che bisognerebbe vedere da dove provengono.

Io dunque non avevo intenzione di criticare te, ma mettere in discussione “assolutismi” con un portato più relativista e trovavo interessante smascherare certi “anticonformismi” o “spontaneità” che in realtà sono maschere più sofisticate e conformismi che si difendono illudendoci.

Del resto, quell’assolutismo che tu vuoi riconoscere nel “soggettivo” è ben poco stabile assolutismo se è capace di modificarsi nel tempo ed in relazione ad esperienze personali (che possono perfino invertire preferenze o avversioni). Dunque il requisito “relatività”, per esempio temporale, sussiste anche nel “soggettivo”.
E così si crea anche una linearità logica, dove il giudizio universale è composito, sommando le singole soggettive dinamiche.
Vedi che dunque, non intendevo criticare te, nè ritengo necessariamente il tuo modo di intendere antagonista al mio (bisognerebbe approfondire nel caso).
Ho usato solo quello che era uno “spunto” per un’affermazione che presentava i tratti di un assolutismo che, caratterialmente, tendo a contrastare in un tema complesso che per estensione, coinvolge molte tematiche attuali.
Alieno

19. Dania - June 8, 2008

Tisbe è la classica blogger che scatena in me un feroce istinto d’inferiorità.
Complimenti per l’intervista :)

20. Tisbe - June 10, 2008

@Dania, non c’è nulla da invidiare. Se tu leggessi la mia biografia capiresti che sono stata forgiata nelle fiamme e nel dolore ;-) e non sempre conviene







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