Papà e Mamme interscambiabili
Posted on 23. Sep, 2008 by Rick in Attualità, Donne, Generale, Rick's World, Sito del giorno, Spettacolo, Televisione
La madre non è più soltanto una dispensatrice d’amore addetta soprattutto al corpo (cibo, cure, vestiti, ecc.); il padre non è più soltanto la figura che introduce ai rapporti con gli altri, che insegna ad affrontare il mondo. Non c’è più, insomma, un ministro degli Interni con ruoli distinti da quello degli Esteri ma una direzione collegiale con ruoli interscambiabili. Se entrambi i genitori lavorano è improponibile che la cura dei figli gravi tutta sulla donna. Né è un buon modo per risolvere la questione delegare tutto a tate, baby sitter, nidi e scuole: in questo caso si corre – davvero – il rischio di una femminilizzazione del genere umano.
l’interessante articolo di Giordano Bruno Guerri pone l’accento su una realtà che è sotto gli occhi di tutti. Si perchè, necessità professionali, esigenze di tempo ed economiche hanno fatto si che naturalmente, fisiologicamente, i ruoli dei genitori siano ormai sovrapposti. Un papà che cambia un pannolino è ormai cosa piuttosto consueta e non per questo la figura paterna “classica” viene messa in discussione. Tuttavia Giordano Bruno si chiede :
L’assistenza domestica, come l’insegnamento elementare e medio, sono ormai svolti quasi esclusivamente da donne: psicologi e pedagogisti sanno bene che è un danno enorme per lo sviluppo dei bambini, quasi del tutto privati di figure maschili nella fase importantissima dell’apprendimento. Non è colpa delle insegnanti, ovvio, anzi sono vittime di un errore del sistema: occupano un lavoro poco retribuito e perciò quasi abbandonato dai maschi.
Effettivamente non avevo mai guardato la cosa da questo punto di vista e se mi fermo a pensare alle figure educative che circondano un bambino (prendo come riferimento il caso di mio figlio) si tratta davvero esclusivamente di donne. Mi chiedo se davvero l’ipotesi di Giordano Bruno sia realistica e se questo tipo di realtà possa in qualche modo femminilizzare la popolazione maschile.
Di fatto la sfera maschile è già accusata da qualche anno di manifestare una certa passività e di non essere più “quella di una volta”, che sia un primo campanello d’allarme frutto di anni di maestre elemantari e tate ??
Voi cosa ne pensate ?
Update :
Il malumore serpeggiante nei confronti dei maschietti si manifesta anche sui nuovi media. Scopro oggi un gruppo su Facebookche si chiama: “Adotta un uomo senza palle (ed insegnali come usarle)“. Questa è la descrizione che l’autrice ha inserito:
Se ne vantano sempre, le mettono in bella mostra e poi le nascondo bene bene sotto i pantaloni. Ma quando serve mai che le le tirino fuori per noi giovani donzelle.
Alzi la mano chi non ha trovato un uomo senza palle….
E chi non vorrebbe i Ris come amici per tentare di ritrovargliele!!
Firma anche tu per ritrovare le palle dell’uomo che ti piace! ;-)
Tra le iscritte parecchi volti noti femminili della blogosfera che spero vorranno passare di qui a dire la loro opinione.




Andrea Capanna
23. Sep, 2008
A parte il fatto che quanto leggo “maschi” e “femmine” mi viene la pelle d’oca. Sono soltanto generi, i ruoli di “uomo” e “donna” sono cose ben distinte, come l’antropologia insegna.
Il “maschio” non è più quello di una volta perchè il ruolo di “uomo” attuale lo porta a svolgere mansioni una volta dedicate agli individui “donna”. Stessa cosa per le “femmine”, che con l’emancipazione si sono accaparrate diritti, doveri, atteggiamenti, giuste e vane pretese degli uomini.
Ciò non toglie che ci siano dei ruoli che, geneticamente, una femmina-donna è portata a fare quasi istintivamente, come l’allevamento dei piccoli, i maschi-uomo tendono invece a proteggere.
Si possono mischiare i ruoli, ma ci sono cose che non si possono cambiare. Si vede che sono un fan di Darwin?
Scusa il pippone Rick ^^’
Novecento
23. Sep, 2008
Il finale è particolarmente interessante.
Una sovraesposizione, in pratica?
spora
23. Sep, 2008
cioé in pratica ci stai confermando qual che si annusa da tempo in Italia: fra sopracciglia rifatte e mèches, il maschio italiota si starebbe infrocendo ?
Menomale son già accasata: ragazze sbrigatevi, eh.
A parte gli scherzi non vedo tutto questo allarme sulla femminilizzazione dei bambini, almeno non dal punto di vista che lo vedi tu.
I ruoli “classici” della mamma Ministro egli interni e il papà degli esteri mi sembra essenziale (con tutte le aggiunte e contaminazioni di generi, che arricchiscono). Il problema, casomai, è che in realtà sono poche le italiane a lasciare VERAMENTE spazio al papà.
La foto sei tu?
Mek2.k
23. Sep, 2008
Oggi per radio ho sentito di una mamma che a 49 anni ha ormai definitivamente abbandonato il sesso, il rapproto con il marito è diventato di amicizia, il motivo scatenante è che da 26 anni lei dorme con suo figlio, non c’è sesso o morbosità, ma lei sente questo affetto ed ha bisogno solo del suo bambino (26 anni!) prima di addormentarsi lo abbraccia e gli basta quello, dice che ormai a 49 anni il sesso non le serve più.
Aggiungeva che a volte suo figlio dorme fuori con la sua ragazza e che in quei momenti lei dorme da sola.
Dall’accento mi sembrava Siciliana.
Non sono convinto che quel bambino di 26 anni abbia un equilibrato rapporto, ne col padre ne tanto meno con la madre.
Rick
23. Sep, 2008
@Spora io non ho mai portato i capelli così corti..
@Mek2.k ok, ma questo è un caso estremo
spora
23. Sep, 2008
Mek, è come quel tipo siciliano che ha aspettato che morisse la mamma per potersi finalmente sposare con la fidanzata. Aveva 60 anni.
roberto
23. Sep, 2008
Per il MASCHIO deve essere maschio è la femmina femmina..,, E BASTA!!!
:-) :-)
Vincenzo
23. Sep, 2008
Non saprei indicare il ruolo dell’uomo e della donna nell’allevamento (di questo si tratta) di un bambino… ma sta di fatto che il grande problema è il poco tempo che ormai si passa con i propri figli.
skip
23. Sep, 2008
Rick, il tuo post è molto interessante ma, se rispondo seriamente, rischio di scrivere un’enciclica .
Forse anche il mio caso è estremo …
La mia è sicuramente una famiglia atipica, e lo era anche quella di origine dove da generazioni c’è una sorta di “matriarcato educativo per necessità” dettata da scelte di vita professionale degli uomini di casa ( mio padre,mio marito, mio suocero… mi fermo alla prima generazione ascendente e non considero la linea collaterale), condivise dalle rispettive mogli ( io, mia madre, mia suocera). Sebbene in noi donne palpiti il cuore trepidante di mammà italica, non mi pare si sia verificata una “ femminilizzazione dei figli”,compreso il mio, ancora adolescente, che ha scelto di studiare per seguire le orme paterne. Invece si è verificata una sorta di “mascolinizzazione caratteriale” di noi donne che svolgiamo il ruolo educativo di madre e padre sulla prole ( e io anche sulla prole altrui a scuola ). Eppure quando mio padre tornava a casa dopo lunghe assenze, riusciva a recuperare il suo ruolo di genitore e aveva una buona intesa con noi. Non sempre conta il tempo trascorso con i figli, ma la qualità del rapporto genitore- figli. Un rapporto che mette alla prova la maturità dei genitori/adulti che, a prescindere dai casi della vita, dovrebbero considerare prioritaria l’educazione dei figli.
Rick
23. Sep, 2008
@Skip : la mascolinizzazione delle donne non l’avevo considerata !
Però a pensarci bene anche questa è una tangibile conseguenza negativa..
Aiuto !! vuoi vedere che ha ragione Giordano Bruno Guerri ?
skip
24. Sep, 2008
e allora c’è un unico rimedio:uomini riappropriatevi del vostro ruolo educativo in toto, senza ma e senza se… par condicio anche in questo :)
Rick
24. Sep, 2008
E chi lo ha mai abbandonato !
Alessandro
24. Sep, 2008
Più chiavi inglesi per tutti! Togliete i sonagli colorati e profumati dalle manine gommose dei neonati.
Eheheh
-Aleus-
antonio vergara
24. Sep, 2008
giordano guerri è un destrorso impavido pure quando afferma cose sbagliate. molti di noi sono stati tirati su dalle nonne e non mi pare che la società abbia corso il rischio di femminilizzarsi.
Andrea Capanna
24. Sep, 2008
Sono stato allevato in prevalenza da mia madre. Il mio babbo ha sempre avuto un forte ruolo nel sostegno e nel non farmi mancare mai nulla, senza viziarmi. Mi sono femminilizzato? Beh, per quanto riguarda i miei gusti sessuali sì, ma mi sento fortemente maschio-uomo, anche se a volte gioco a fare la checca.
I maschi-donna ci sono sempre stati, fra gli uomini così come negli animali. Solo che ora si notano di più e c’è quella cosa chiamata Pride. Se ci si mette che sempre più donne scelgono di anteporre la carriera (e quindi ad avere meno figli o non averne affatto), ecco che il dato diventa illusoriamente allarmante.
Rick
24. Sep, 2008
@Antonio ok, ma secondo te la cosa è infondata ?
@Andrea ottimo outing, però le donne in carriera non sempre possono scegliere di non lavorare.
Se posso dire la mia, si : la società si è femminilizzata. Non so dare una valenza positiva o negativa alla cosa, però credo che sia sotto gli occhi di tutti.
Sara
24. Sep, 2008
Dunque, il gruppo,almeno per me, è un’iniziativa intelligentemente ironica. Del resto, non credo che l’uomo senza palle sia tale perchè soggetto ad una subdola femminilizzazione.
Oggi, la consapevolezza maggiore da parte delle donne del proprio valore rende il confronto con uomini di questo tipo -> senza palle = vigliacchi e mediocri (che esistitono da sempre mi pare) ancora più insofferente.
Rick
24. Sep, 2008
Exist and Coexist – girls unite.
There’s so much things, we have to fight!
Just come with me and we will see.
Don’t put your energy in hurting me.
Don’t talk about me behind my back -
it will come back at you in my next track.
Luca
24. Sep, 2008
“Voi cosa ne pensate?” – Non so; dovrei chiedere a mia moglie.
Rick
24. Sep, 2008
haha!!
Luca: chiedile se ti lascia anche tornare qui di tanto in tanto..
ilMargutte
24. Sep, 2008
La tua riflessione è molto giusta e interessante, e la condivido. Del resto il testosterone (in senso figurato) è bilanciato, se aumenta nelle donne diminuisce negli uomini. Comunque è vero che i professori uomini scarseggiano e che ce ne sarebbe gran bisogno.
Silvio
25. Sep, 2008
Vincenzo ha ragione….il grande problema (non per il business) è il poco tempo che ormai si passa con i propri figli.