Cosa mi piace del ballo latino
Posted on 10. Nov, 2008 by Rick in Attualità, Donne, Generale, I grandi classici dell'erotismo, Musica, Rick's World, Spettacolo
Sabato sera in compagnia in un locale dedito al “ballo latino“. Non parlo delle danze di Pindaro, Ovidio e Virgilio ma delle più prosaiche Bachata, Merengue, Salsa & co.
Il grande fascino di questo ballo ha su di me buona presa, non a sufficienza per impararlo però. Da ex musicista sento il ritmo anche se non voglio e il problema non è andare a tempo ma piuttosto battere un passo in modo innaturarle sul secondo o terzo quarto..
Le figure classiche di questo dorato mondo sono tutte rappresentate in qualche metro quadrato di pista : il tecnico, l’esperta, il dissonante, la pantera, il moderato, tutti uniti da sonorità e melodie che per noi europei non dovrebbero rappresentare un cazzo e che culturalmente non ci appartengono, eppure.. Eccoci là tutti insieme a sudare al ritmo di un Merengue insolente che riesce a regalare fascino solo a chi lo sa bene interpretare e a chi mentre balla “ci crede davvero”. Non esistono valori assoluti in questo mondo e non ci sono persone inadatte, esistono soltanto quelli della danza (e del sesso naturalmente) . Ecco allora che quella ragazza dal culo enorme, fasciata in un top tempestato di strass, mentre balla leggiadra sembra meno culona e i suoi strass.. meno strass. L’estetica della danza ha il sopravvento sull’estetica del corpo e su quella dell’abbigliamento che, in molti casi diventa funzionale a quel preciso momento.
Io guardavo affascinato e cinico un mondo che tutto sommato mi attrae ma non mi appartiene e sulle note che uscivano dalle casse la mia mente inevitabilmente sovrapponeva una vecchia canzone di Paolo Conte.
Share on FacebookDue note e il ritornello era già nella pelle di quei due
il corpo di lei madava vampate africane, lui sembrava un coccodrillo
i saxes spingevano a fondo come ciclisti gregari in fuga
e la canzone andava avanti sempre più affondata nell’aria
quei due continuavano, da lei saliva afrore di coloniali
che giungevano a lui come da una di quelle drogherie di una volta
che tenevano la porta aperta davanti alla primavera
quella musica continuava, era una canzone che diceva e non diceva,
l’orchestra si dondolava come un palmizio davanti a un mare venerato
quei due sapevano a memoria dove volevano arrivare
Paolo Conte


siskaceska
10. Nov, 2008
ma che bel post….intanto impara a muovere il ‘culo’ che male non ti fa ;)
Rick
10. Nov, 2008
lo muovo, lo muovo
rena
12. Nov, 2008
se vai su websalsazur.com puoi vedere la tua bella danzare con Andrea , il maestro .
Nicky
12. Nov, 2008
Noooo, che vergogna !