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Rastaman Vibration
November 17, 2008

Articolo scritto da Rick in : Cazzeggi, Fesserie, Generale, Musica, Rick's World, Spettacolo, Televisione trackback

Una “festa in casa” come se ne facevano tante negli anni sul finire del 70. Io fumavo facendo finta, senza cioè aspirare, e la cosa creava degli strani anelli di fumo evanescenti che, a un occhio smaliziato, davano la misura della mia ridicola messa in scena. Chinotto, Fanta e CocaCola erano le bevande d’obbligo, mentre  i classici bicchierini di carta erano sparsi un po’ dappertutto l’appartamento “ospitante”.

La musica era quella che era.. Un po’ di fratelli La Bionda, un po’ di Cerrone, Disco Duck e qualche sempreverde dei Beatles unito a quelche “lento” che era sempre perfetto per limonare. I maschi ballavano come dei loschi cinghiali muschiati e le femmine con grazia assatanata, sfoggiando spesso una ascella aromatizzata al peperone.

Il fratello grande di una nostra amica faceva il Deejay in una radio di Milano e aveva sempre dei dischi pazzeschi, qualcuno ogni tanto li arraffava dal suo armadio e li buttava sul giradischi. La parola giradischi non la pronuncio dal secolo scorso e mi da i brividi, ma si usava effettivamente quello strano aggeggio per sentire musica nel mesozoico..

“Questa è una figata !”, esclamò quello che se ne capiva di musica giusta, ma più verosimilmente disse “Questa è tosta !” (allora noi gggiovani dicevamo “tosta”, invece di dire “figa” perchè tutto sommato non eravamo ancora pronti per quella cosa lì). Insomma : messo sul piatto quel disco, dalle casse iniziò a uscire una musica davvero pazzesca (forse anche tosta), un ritmo così strano, rasserenante, tranquillo. C’era una chitarra col wha wha, delle percussioni (bonghi ?!) e un tizio che cantava con una voce di carta vetrata ma suadente.

Io corsi a prendere la copertina del disco e diedi un’occhiata alla foto. C’era l’immagine di un uomo di colore con dei capelli che sembravano delle tagliatelle scotte, ma anche molto sporche. Il titolo era “Jamming” di un certo Bob Marley. Ricordo che pensai “..zzo, Ma Bob non è un nome adatto a uno così, dovrebbe chiamarsi, che so.. Mubutu”.

Il mio amico (quello che se ne capiva di musica tosta) disse : “Uè.. testa ! questo è uno forte, fa musica Reggae”, e disse proprio “reggAE” così com’è scritto. Questa musica piaceva molto, sopratutto alle ragazze che, nel frattempo si erano messe a ballare sognanti sulle note di questo tizio con le tagliatelle sporche in testa.

Cos everyday we pay the price with a little sacrifice,
Jammin’ till the jam is through
We’re jammin’ -
To think that jammin’ was a thing of the past;
We’re jammin’,
And I hope this jam is gonna last.

Abituati alla cassa “in quattro”, ’sta cosa a noi pischelli ci aveva preso un po’ di sorpresa ma aveva un suo perchè, anche se chiaramente non avevamo la più pallida idea di cosa stesse dicendo nella canzone questo strano Bob.

Un mio amico si avvicinò a me che stavo improvvisando una coreografia improbabile su quelle note e mi disse : “Scusa ma: come cazzo si ballo ’sto reggAE  ?”. Fu così che nel mesozoico scoprii Bob Marley.

Commenti»

1. Paolo Bee - November 17, 2008

.. e credo che sia una delle più grandi scoperte che una persona amante di musica possa fare..

E’ bello notare come nell’era dell’homo sapiens sapiens, il reggAE di Bob Marley sia ancora uno dei punti di riferimento.. :)

2. Hoshimem - November 18, 2008

Hahhaha raccontino fantastico :D