El Biscella di Porta Romana

El Biscella di Porta Romana

Posted on 02. Dec, 2008 by Rick in Generale, Rick's World, Spettacolo

A Natale mio nonno faceva sempre quelle due o tre cose tutti gli anni.

Mi versava del vino rosso nel bicchiere e lo allungava con un po’ d’acqua. Io ero un ragazzino ed il vino mi faceva schifo, però per gratificarlo ne bevevo un po’ e mi sentivo più grande.

Provava a sgranocchiare della frutta secca o del torrone e poi immancabilmente imprecava cinque minuti a causa dei denti che non erano più i suoi e che non gli lasciavano godere dei piaceri della tavola.

Finita la cena puntualmente combatteva come un Klingon l’immancabile abbiocco che lo coglieva ancora seduto a tavola, con mia nonna che lo esortava ad andare sul più comodo divano a rilassarsi un po’.

Lui resisteva perchè tutto sommato era un tipo “social”, un social ante litteram, e allontanarsi dal centro del convivio (la tavola) era per lui cosa sgradevole. Mio nonno era uno figo, uno di quelli che, quando aveva ancora i capelli, le ragazzine gli morivano dietro quando passava e solo mia nonna sapeva quante glie ne aveva fatte passare in gioventù. Anche senza capelli però mio nonno era figo lo stesso, voglio dire, una bella pelata, autorevole e ben portata. Per uscire anche solo a comprare il giornale si metteva le sue scarpe nere lucide, perfettamente a specchio e quei suoi pantaloni con una riga così ben stirata da sembrare una lama. Faceva un po’ il “provolone” con la giornalaia, elargiva sorrisi radiosi a conoscenti ed amici ed emanava una luce personale quando camminava elegante per la città, con il Corriere sotto il braccio.

Mi portava con lui a passeggio o a fare commissioni e si vantava, come fanno i nonni, di quel nipotino magrolino e con le orecchie a sventola, regalandomi un po’ della sua aura.

Da giovane lo chiamavano il “Biscella di Porta Romana” (trad. il ricciolo di Porta Romana ‘piazza di Milano’), e mia nonna se ne innamorò perdutamente e non lo lasciò più. Quando mio nonno morì la ragazzina che era in lei ritornò visibile e , nel dolore per la perdita, nella trasfigurazione del suo viso, io ebbi per qualche secondo l’occasione di vedere mia nonna all’età di diciotto anni.

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16 Responses to “El Biscella di Porta Romana”

  1. duhangst

    02. Dec, 2008

    Raccontando di tuo nonno mi hai fatto venire in mente il mio.
    Quanti ricordi.

  2. Valentina

    02. Dec, 2008

    Molto bello il racconto di tuo nonno, e di quel piccolo nipote orgoglioso… Mi ha emozionato.
    V

  3. Mek2.k

    02. Dec, 2008

    Il nonno è sempre un ricordo importante, proprio in questi giorni anche io pensavo al mio.. hai fatto un bellissimo post.

  4. Rick

    02. Dec, 2008

    grazie ragazzi, davvero.

  5. Nicky

    02. Dec, 2008

    L’aura e la luce di tuo nonno vivono in te.. l’eredità più bella che ti potesse lasciare.

  6. MadGrin

    02. Dec, 2008

    Bello Rick, mi è piaciuto molto e mi ha fatto tornare dolcemente con la memoria a mio nonno.

  7. Dirty Sanchez

    02. Dec, 2008

    Ho trovato questo racconto molto toccante e genuino, cosa sempre più rara in questo mondo squallido ed artificiale che è Internet.
    Sicuramente, hai ereditato da Tuo nonno i suoi stessi pregi,ed anche se non ho avuto il gran piacere di conoscerlo, li ritrovo in te ogni volta che ti vedo.

  8. Rick

    02. Dec, 2008

    siete una banda di adulatori

  9. skip

    02. Dec, 2008

    Belli i ricordi sia del nonno che della nonna, che non si riescono ad immaginare da giovani se non per piccoli dettagli captati prima con l’ingenuità di bambini e poi con occhi diversi.Costante fissa è l’affetto.

    Bravo Rick!

  10. RICC

    02. Dec, 2008

    Beh che dire da te non ci si poteva aspettare altro.
    Complimenti ancora per il tuo post.by Rick

  11. Mitì

    02. Dec, 2008

    Dolce, Rick. :-*

  12. Rick

    02. Dec, 2008

    grazie per il sostegno. Allora da domani inizio a martellarvi con i post familiari !!.

    ;)

  13. MadGrin

    02. Dec, 2008

    Uhmmm … puoi aspettare almeno il nuovo anno ?

    :)

  14. roberto

    04. Dec, 2008

    Per rendere questo post e la serie di commenti successivi meno
    ” libro cuore”, vorrei con sincero affetto e ribadisco sincero affetto ricordare all’amico Rick degli aneddoti assolutamente simpatici che rendono ancor più mito i tuoi nonni che io ho conosciuto:
    1) tuo nonno non ti ha mai prestato l’auto perchè sapeva che cavolo ci andavi a fare ; dalle sgommate ai testa coda per non parlare delle signorine che portavi sul sedile posteriore, senza dimenticare che non gli avresti mai messo la benzina consumata.
    2) Dimentichi il mega super extra cazziatone quando sei…….va be siamo rimasti senza benzina nel vespa 50 special bianco ( non esitevano i cellulari per telefonare) e tuo nonno ci ha cercati per le tre valli varesine??? La cosa più gentile che ci ha detto per una settimana è stata ” siete due pirla”!!!!
    3) La nonna assiteva compassata a tutto ciò, continuava a fare le parole crociate della settimana enigmistica con gli occhiali calati sul naso dotati di catenella per non farli cadere a terra, e ti cazziava pure lei ma in modo più soave insomma da nonna.
    STOP. Per una bella carrambata ci vorrebbe un dissacrante commento della mamma del rick.

  15. Rick

    04. Dec, 2008

    @Roberto Tutto vero perdinci !

  16. [...] e spontaneo è l’articolo-amarcord di Rick-PocaCola. Ricordando la figura di un nonno «provolone» e «social ante litteram», Rick [...]

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