Natale incomunicabile
Posted on 22. Dec, 2009 by Rick in Attualità, Generale, Personale, Rick's World, Spettacolo
letto 2,558 volteGiorni convulsi di neve e ghiaccio polare con il freddo a disinfettare le nostre paure. Ci sono i bambini a scaldarci gli occhi ma non possiamo fare a meno di guardare oltre e vedere il mortificante spettacolo di questa nostra Italia cialtrona ed irrispettosa, dilaniata e spregiudicata.
A parte le solite noiosissime chiacchiere sul come potrebbe essere meglio e sui partigiani assistenzialismi che ognuno di noi compie per supportare le proprie idee, mi piacerebbe circoscrivere il “post di Natale” alle questioni che attengono a questa piccola porzione di mondo.
Le ottime intenzioni le alleviamo in fretta durante i giorni vicini a questa festicciola popolare ma spesso le calpestiamo già il giorno di Santo Stefano. E se trattiamo male la nostra “aiuola” possiamo fare ben poco per gli altri e difficilmente riusciremo a intrecciare rapporti costruttivi e positivi con chi ci sta intorno. Rivalutiamo la nostra aiuola ma non pensiamo che sia la sola che ha diritto di crescere rigogliosa, diamo spazio alle “aree verdi” di chi ci sta intorno, ricominciamo a sorridere perchè i fiori crescono anche così.
Soffro nel vedere persone ricche di potenzialità che si macerano nella propria incomunicabilità, nella propria non accettazione e nella continua volontà di affermazione prescindendo dalle regole del vivere civile. Tradisco insofferenza per chi prevarica ideologicamente usando il megafono della propaganda. Ogni idea può essere buona ma ha bisogno di orecchie che ascoltano senza etichette.
Cosa mi piacerebbe a Natale ? Che i più ritrovassero il gusto del sorriso aperto e del civil vivere perchè è in un positivo quotidiano che seminiamo e coltiviamo la pianta della nostra personale serenità.
Buona Natale, amici miei.
8 Responses to “Natale incomunicabile”
Trackbacks/Pingbacks
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December 22, 2009
[...] Natale incomunicabile Scritto il: 2009-12-22 00:24:33 da [...]









Anna I
22. Dec, 2009
Sono assolutamente d’accordo con te e mi unisco al tuo augurio “Che i più ritrovassero il gusto del sorriso aperto e del civil vivere perchè è in un positivo quotidiano che seminiamo e coltiviamo la pianta della nostra personale serenità”. Se tutti imparassimo a vivere e a convivere serenamente, aperti verso gli altri, senza cercare di competere sempre, esasperando la competizione, allora si che ne trarremmo davvero tutti un vantaggio.
Rosella
22. Dec, 2009
E’ molto giusto quello che dici e lo sai dire molto bene!
Per quanto mi riguarda quest’anno, in modo particolare, la mia “aiuola” sarà verde, rigogliosa e piena dei sorrisi dei miei figli e mio nipote.
Buon Natale a tutti
P.S. Speriamo che i buoni propositi durino e siano messi in atto anche oltre Santo Stefano.
SuperFigaMegaGiga
22. Dec, 2009
C’è che quando leggo queste parole, tutto mi sembra più difficile. Il realismo che uccide la fantasia, uccide la nostra parte migliore. Ma, del resto, non si può essere stolidi: dici il vero, Riccardo, sono io che ancora voglio illudermi.
Chissà per quanto, forse fino al 31 dicembre.
Rudy Bandiera
22. Dec, 2009
Aree verdi? Aiuola? Megafono?
O non ho capito niente io o è un post dedicato alla gestione degli spazi pubblici.
skip
22. Dec, 2009
Voglio farti gli auguri a colori
perché sia Natale sia dentro che fuori:
e volino lievi tutti i pensieri
con sagge parole di oggi e di ieri.
Un monte di auguri verde brillante,
che diano gioia in cambio di niente,
una piccola gemma rosso lucente
che parli al cuore di tanta gente,
un mare di auguri dipinto di blu,
che doni buona salute a chi vuoi tu,
perlato da qualche raggio di stelle
e lacrime di cose semplici ma belle.
Infine auguri color arcobaleno
perché non solo Natale sia sereno
ma in ogni casa, città e stagione
brillino affetti e un po’ di ragione.
Auguri Rick! :)
roberto corbetta
22. Dec, 2009
Leggerti è sempre bellissimo!
Un meraviglioso Natale a tutti voi.bye
Paolo
23. Dec, 2009
Ciao Riky, mi perdo nelle tue considerazioni, ma va bene così. Natale di crisi.
Troppo si é visto per rifugiarsi nei luoghi comuni, nel “buonismo” di comodo; giochiamo con la profondità di campo. Cos’ avranno avuto negli occhi i miei nonni (classe 1899) al ritorno dalla guerra, cosa aleggiava sopra le loro teste al “Combattenti e Reduci” od al Circolo della Bocciofila insieme al fumo dei toscanelli. Cosa direbbero ora della nostra pochezza multimediatica.
Buon Natale Riky, Eddy, Kitty ed Annalisa.