una serata a “Villa perdizione”

una serata a “Villa perdizione”

Posted on 25. Apr, 2010 by in Cazzeggi, Donne, Generale, Iniziative di un certo spessore, Musica, Personale, Rick's World, Rubriche, Spettacolo, Televisione, Volevate più gnocca ?

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note a cura di Nico Tosti

Sono stato coinvolto con vaga ilarità in un gioiello di serata anti-crisi piena di souvenirs. Siamo partiti con le migliori goliardiche intenzioni in direzione della graziosa villa, sita nella ridente Côte d’Azur, che avrebbe ospitato il party. Il nome della location è “Villa perdizione” e sarà pure evocativo, ma sta di fatto che ci siamo persi davvero

Nonostante 3 GPS non abbiamo trovato al primo colpo il luogo della festa, e questo mi ha ricordato scorribande da neopatentati in macchina da una parte all’altra della città:
“C’é una festa in corso Sebastopoli, una mia amica ci fa entrare”.
“Si ma scusa, corso Sebastopoli é lungo 60 km, a che numero, che piano, che nome citofonare…?”
“Sei il solito precisino..Ci vediamo..la”. Parte carovana di 8 “Y10″ , 5 “Uno”, 3 “Polo”, 1 “Passat Synchro” (un miliardario)
Normalmente arrivati arbitrariamente in Corso Sebastopoli, persa metà delle carovana predetta, un altro del gruppo imperiosamente asseriva: “C’é una festa molto migliore all’Eremo! (Collina di Torino ndr).Ci fanno entrare”
Arrivati all’Eremo in 3 macchine, si fumava una sigaretta e si andava a casa.

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poca spesa tanta resa

La gioiosa carovana é composta da Moreci, Nico Tosti, Dott. Roby ,Capt. Paco, il sottoscritto ed un paio di sconosciute amiche del Moreci automunite e francofone. Festa a tema “animali” e noi, organizzati come dei Viet Cong, prontamente attrezzati con cinque orride maschere (tot. euro 10) raffiguranti nell’ordine: orsetto, papera, tigre, dugongo e pecorella (la più ambita). Si perdono le tracce di Capt. Paco dopo le prime tre curve, il resto della carovana segue le ipotesi di percorso del navigatore di Nico Tosti che ci porta in una piazza sita nel mezzo di un campo immerso nel nulla. Al centro del campo un palo con il nome della via.. drammaticamente simile a quella che stavamo cercando. Si riparte seguendo un altro gps e finalmente giungiamo a destinazione, affannati. Sul posto Capt. Paco ad attenderci e a bestemmiare in catalano, con in mano una bottiglia di Rum.

Ancora 18 anni: la festa era in maschera e le nostre erano le più brutte. I bicchieri erano di carta, ma l’entrata richiesta più che onesta..simbolica.
L’imbarazzo dell’inizio serata con la musica bassa e le coppie di amiche e amici che fanno la ronda “per vedere chi c’é” anche autentici.

Schermata 2010 04 25 a 18.51.471 300x169 una serata a Villa perdizione Open bar e atmosfera decadente ma sympa. Prendiamo confidenza con l’ambiente e ci diamo un tono con le nostre mascherette da due soldi, buttandola sul “l’ho saputo all’ultimo momento e mi sono organizzato come ho potuto”. Capt. Paco arringa il barista e lo costringe a servirci i Rum & Cola più esenti da Cola della storia dei cocktail. Siamo a digiuno e le pareti dello stomaco emettono rumori che per pura combinazione vengono coperti dalla musichetta giovanilista in sottofondo. Nessuna traccia di commestibili in tutta la villa.

Si é subito capito chi erano le 4 più fighe della serata e immediatamente tutti i partecipanti di sesso maschile se ne sono innamorati follemente “Vedi : quella li é proprio il mio tipo”. (Potenza della relatività: in una discoteca con 1000 persone non le avresti neanche notate).
Sempre per la relatività, il microcosmo della tavernetta privata creava, oltre le 4 “fighe”: il più bello,il più sfigato, il più elegante, la più porca, “quella che ne vuole a metri”, “quella li che é carina, ma é troppo seria”.

Danze sinuose  della nostra delegazione mentre l’orango-deejay inizia a chiedere troppo all’anacronistico impianto audio, però si sta bene e tutti i presenti iniziano a bere seriamente ed a sudare ancor più seriamente. Al bancone una ragazza vestita da gatta intercede per me con il barista e mi consente di avere il mio “beverone” nel giro di 2 secondi netti. Provo gratitudine. Nel frattempo si perdono le tracce delle nostre mascherette di plastica,di Capt. Paco e delle amiche francofone di Moreci, che incrocio mentre parla francese accentato milanese con un’ape e una zebra. Si ride forte per mille e mille motivi e, mentre guardo Nico Tosti che mi fa le facce strane dall’altra parte della sala, penso che abbiamo fatto bene a venire in questo strano posto.

Sempre come a 18 anni, siamo usciti dalla festa a mani vuote, ma ognuno era in cuor suo sicuro di aver fatto colpo su una delle “4 fighe”.
E ieri notte mi sono stupito di non aver trovato in strada la Polo blu del 1987 che rubavo a mia madre per il sssabatossera.

La decisione di pernottare in loco si rivela vincente, una occasionale verifica con l’etilometro ridurrebbe in cenere sia le nostre patenti che l’apparecchio ad elevata tecnologia. Sono le 4.30 e volti senza nulla più di umano si aggirano stralunati alla ricerca di cibo, senza successo. Decidiamo di ritirarci nelle stanzette che avevamo saggiamente riservato e, mentre salgo le scale, noto una delle nostre maschere (quella da papera) in testa a un tipo che barcolla senza decenza.

La mattina seguente ci regala il primo sole dal sapore d’estate,  sveglio gli altri, mi rimetto gli stivali e, con la schiena che scricchiola, guadagno il patio di Villa perdizione. Carcasse di bottiglie, bicchieri di plastica e quell’odore forte di vino rovesciato un po’ dappertutto. Nessuna perdizione insomma, soltanto una di quelle belle, sorridenti, gradevolissime serate con gli amici, come si faceva una volta..

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mesti resti

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One Response to “una serata a “Villa perdizione””

  1. CutRock

    25. Apr, 2010

    La figa numero 2bis era follemente innamorata di me…..

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