Con formula matematica: Simon Blackburn, professore di matematica del London’s Royal Holloway College, ha elaborato un’equazione che permette di stabilire, con sicurezza scientifica, se il parcheggio è abbastanza ampio e in quale momento sterzare per entrarci. I sostenitori delle famose “due mosse” (il massimo della manovra concesso per incastrare una vettura) storcono il naso, eppure provate a cercare la parola “parcheggio” su Youtube: compaiono più di 1.500 risultati video. (via Corriere.it)
Perché il parcheggio è il momento creativo dell’automobilista, la sfida urbana che, quando vinta, migliora di un po’ la qualità della nostra giornata. Cosa c’è di più bello della sensazione di avere parcheggiato l’auto in un posto assolutamente spazioso, non a pagamento e che non infrange nessun divieto ? Poche cose (nel mondo automobilistico, s’intenda). Peccato che ciò si verifichi solo nei piccoli centri e sempre più di rado.. in tutti gli altri posti : è il dramma !.
Ore 21.00 centro città. Ricerca di parcheggio a oltranza. Un pacato signore con la Opel Corsa cerca parcheggio e (fulminato da una botta di culo cosmica) scorge due grosse auto che contemporaneamente se ne vanno, liberando una prodigiosa, grandissima porzione di marciapiede. Lui , sempre pacatamente, mette la freccia poi, senza nemmeno effettuare una retromarcia, sistema la sua auto esattamente a metà dell’enorme spazio disponibile, occupando in buona sostanza due posti. La sua auto è pure messa un po’ storta ma lui, non se ne cura. Apre la portiera e lentamente scende dall’auto.
Sopraggiunge un altro park hunter che ha notato la scena e, fermandosi, dice al pacato : “..mi scusi, non potrebbe metterla meglio, così ci stiamo tutti e due ?”. Il pacato risponde : “che cazzo vuoi ? parcheggio come voglio !”, e si allontana.
Il park hunter aspetta qualche minuto poi, con calma, mette in pratica una cura medioevale per le quattro gomme del pacato.
Siamo o non siamo in una jungla ?!
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