
Domenica 17 marzo 2013, in occasione della centoquattresima Milano-Sanremo, la classicissima del ciclismo mondiale, Michele Graglia si cimenterà in un’impresa sportiva ai limiti delle umane possibilità. Egli correrà una ultramaratona che andrà a coprire l’intera distanza percorsa dai professionisti del pedale. Però, e a differenza di quest’ultimi, a piedi.

Michele Graglia
Queste sono le due righe che potrete trovare in giro per i quotidiani nazionali e online, che forniscono un’idea immediata della portata dell’evento sportivo. Dietro la notizia, già di per sè piuttosto curiosa, o quanto meno atipica, in un’Italia che ancora non conosce l’Ultramaratona se non di riflesso alle gesta di alcuni campioni d’oltre oceano, c’è la storia dell’atleta che ha deciso di compierla.
Michele Graglia, lascia qualche anno fa la Liguria e si trasferisce in America, dove inizia una brillante carriera da fotomodello. E’ il volto e il corpo di Nike, Armani e altre noti marchi internazionali, diventa uno di quegli italiani all’estero che ce l’hanno fatta, é un giovane che riesce a mettere a frutto con intelligenza le doti che la natura gli ha donato, là nella lontana America che (come vuole l’immaginario collettivo) dona a tutti una possibilità.
Il talento per l’atletica e la corsa fa già parte del suo bagaglio personale, ma in questa fase della sua vita è poco più che una passione coltivata solo quando riesce a trovare il tempo, tra uno shooting fotografico, una serata in un locale e un’intervista. In poco tempo Michele arriva, e senza apparente sforzo, là, dove migliaia di giovani sognerebbero. E’ un modello di successo, è noto, guadagna benissimo, tutti lo adorano, e conduce una vita immersa nel glamour, nel lusso e nell’esclusività. Incarna, in buona sostanza, il proverbiale “sogno americano”.
Le strane vicende della vita, alcune riflessioni personali, o forse una sorta di saturazione nei confronti di questo mondo così affamato di immagine, così strutturato in fondali, quinte e luci di scena, portano a un certo punto Michele Graglia a virare decisamente il corso della regata della propria vita professionale. Decide che ne ha abbastanza, decide che intende mettersi alla prova su un campo diverso e nuovo. Si iscrive ad alcune ultramaratone americane e le porta a termine con risultati più che lusinghieri. Inizia allora ad allenarsi in modo sempre più specifico, macina chilometri senza sosta e condivide il sudore con le polverose strade della San Fernando Valley e della Mt. Hollywood Trail .
allenamento
La corsa in solitaria è un mondo strano, una dimensione specifica, cercata e dolorosa, silenziosa ed esaltante. Il corpo si fortifica nella fatica dei 30 chilometri quotidiani dell’allenamento ed il cervello vola su strade diverse da quelle di tutti i giorni e diverse da quelle che si stanno calpestando.
In uno di quei momenti Michele decide di mettersi alla prova tentando un’impresa nuova ed estrema : Percorrere una ultramaratona della lunghezza assolutamente straordinaria. E’ così che definisce l’obiettivo nei 287km di corsa senza sosta della Milano-Sanremo, nello stesso giorno in cui questa “classica” ciclistica viene corsa dagli atleti del pedale.
E’ la corsa podistica più lunga d’Europa e sarà un’impresa ricca di incognite legate alle condizioni meteo, alla fatica e agli imprevisti. Una buona parte verrà percorsa in notturna e sono previsti check point di ristoro lungo il percorso di soli dieci minuti. La scelta del tracciato non è casuale, Michele è nato e cresciuto ad Arma di Taggia e gli ultimi chilometri della Ultramaratona, quelli più duri, in cui tutta la fatica si farà sentire, si snoderanno nella sua terra natale, con il supporto degli amici di sempre e degli appassionati che lo accompagneranno correndo al suo fianco. La Ultramilano-Sanremo ha il supporto della Fondazione Telethon, alla quale verranno versati tutti i proventi e le offerte raccolte nel corso dell’impresa nei vari check point disseminati lungo il faticoso percorso.
La storia della nascita di questo evento sportivo è piuttosto singolare, come singolare è il suo protagonista, che ha fatto una scelta in assoluta contro tendenza, affrontando una sfida non facile. Una sorta di allegoria della “Via Dolorosa” che lo porterà a ritrovarsi con sé stesso ancora una volta, con una strada davanti, e alle spalle le colline di Hollywood.
Arrivare a fare quello che ti rende veramente felice è un percorso a volte tortuoso, ma quando ce la fai misuri la tua vita con parametri completamente nuovi.
Questa è la pagina Facebook della Ultramilano-Sanremo, e questo è il blog di Michele Graglia.
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