Dal blog di Beppe Grillo, titolo : “Schizzi di merda digitali”
“Da mesi orde di trolls, di fake, di multinick scrivono con regolarità dai due ai tremila commenti al giorno sul blog. Qualcuno evidentemente li paga per spammare dalla mattina alla sera. Questi schizzi di merda digitali si possono suddividere in alcune grandi categorie.” (segue)
Ma come ? Sei il guru per meriti acquisiti sul campo delle nuove tecnologie, della Rete, della comunicazione dal basso, e poi al primo flame sul tuo blog dai degli “schizzi di merda digitali” ai potenziali elettori solo perché non la pensano come te ? Non sarò certo il primo a dirtelo, caro Grillo, ma questo approccio non è affatto democratico, e pure una parte dei tuoi sostenitori se ne sono accorti. E poi mi piacerebbe capire qual’è l’equazione che ti porta a dichiarare stizzito “Qualcuno evidentemente li paga”. Scusa, ma tutte le storie sulla Democrazia diretta che fine hanno fatto ? Ti sono servite solo per abbindolare parecchi sognatori idealisti, probabilmente. Non può essere che una cospicua fetta dei commentatori “contro” siano realmente in disaccordo con te ? Se tu davvero fossi un democratico conoscitore della rete sapresti perfettamente che i commenti contrari e la polemica sono la linfa stessa della comunicazione in rete. Invece no, tu ti limiti a donarci le tue perle, la tua (vostra) visione del mondo, ma non scendi mai in campo per una risposta nei commenti. Lasci che siano i tuoi attivisti a scannarsi col popolino degli insoddisfatti, con i troll e con quelli che osano criticarti. E in questi giorni i commenti negativi sono davvero tanti, ma è la potente community Casaleggina ad occuparsi della bonifica dei più urticanti.
Quando tempo fa Calzolari diffuse una ricerca che ipotizzava che oltre la metà dei followers di Grillo fossero dei bot o comprati a buon prezzo in rete, si scatenò un putiferio notevole e l’autore della ricerca ricevette minacce piuttosto pesanti da ignoti.
È guerra tra Grillo e Calzolari per i follower falsi
Il comico: «Ti querelo», lui: «Ricevo minacce» Scambio di accuse per la ricerca dello Iulm. In rete una pagina che invita al «mail bombing» contro l’autore (fonte)
Ora invece la pratica dei commenti contrari a pagamento, poiché usata contro lo stesso Grillo, è considerata assolutamente diffusa e scontata “Qualcuno evidentemente li paga per spammare dalla mattina alla sera.” (cit.) Sta di fatto che il Calzolari ora vive a Londra, e spero non per motivi legati alla sua (non so quanto in effetti attendibile) ricerca e alle relative minacce, ma perché ama il clima umido della capitale Uk nella quale ha spostato il proprio business.
Detto ciò (e te lo dico da blogger della prima ora, che non fonderà mai un partito) davvero hai scoperto solo oggi che esistono i troll e la gente che ti sfancula nei commenti ? No, perché molti tuoi sostenitori lo fanno da tempo e a tutto campo un po’ dappertutto in rete e sui social. Se ciò dovesse accadere in questa sede e non riuscissi più a gestire il flusso di commentatori con scarso fair play, stai sicuro che farei esattamente come te : Cancellerei i più rompicoglioni !
La grossissima differenza è che col mio blog non ci ho fondato un partito, che non parlo di trasparenza o democrazia diretta. Mi limito a dire : sei a casa mia e se fai il cafone ti sego. Punto. Tutto il resto sono amabili scambi di vedute.
“Grillo ha usato internet in una maniera che ricalca i meccanismi dei vecchi media, la televisione in primis, e solo chi non ha idea di cosa sia realmente internet può non rendersi conto dell’enorme fraintendimento . Non è un caso che la maggior parte dei grillini siano il genere di persone che non sapendo usare il navigatore girano quaranta minuti attorno a casa tua prima di trovare la strada (true story). Altri ancora sono quel genere di persona che cerca “google” nella barra di ricerca di Google. Qualcuno dovrebbe insegnargli come fare” (fonte)
Essere dei sostenitori della Rete ed ergersi a ardente critico del tutto-politico va benissimo, ma non basta scrivere su un blog per diventare automaticamente un esperto di comunicazione e informatica (quello se mai è Casaleggio) e non basta mettere il braccio fuori da una spider per essere giovane. Si, caro Beppe, non dimentichiamo che l’odiato “nonno” Bersani, il dinosauro, ha 62 anni, mentre tu ne hai 65, questo significa che ,a dispetto del ricciolo sale pepe, sei a pieno diritto degno di essere chiamato “vecchio” dai tuoi detrattori. (e quelli che hanno più di 40 anni sanno riconoscere in un secondo la supercazzola)
Non so voi, ma quando sento gente che si riferisce a Beppe Grillo chiamandolo “ex comico” penso che non possa esserci nulla di più calzante. A me ha smesso di far ridere da un pezzo, ora mi fa proprio paura.
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Se nel comodo e rassicurate nido di un programma come Ballarò il bravo comico può permettersi di dare dei fessi a quelli che in passato hanno votato il centro destra, ricevendo standing ovations ed applausi scroscianti, nel salotto buono sanremese paga il duro contrappasso del fischio a scena aperta e della contestazione gridata da parte della platea. Il comico si è sentito tradito, si è offeso per questo attacco diretto, da sbeffeggiatore sarcastico è diventato sbeffeggiato, ed è successo in diretta nel programma più seguito d’Italia. Fazio è costretto a intervenire dichiarando che “c’è differenza tra satira e propaganda”, e sarei davvero molto curioso di avere dettagliata spiegazione di questo, perché la comicità a “due marce” di Crozza non è nemmeno lontanamente imparentata con la par condicio. ”Fuori la politica da 






