Una moto e’ una moto…
October 10, 2005
Articolo scritto da Rick in : Attualità, Cazzeggi, Fesserie, Generale, Rick's World, Sport, Tech trackback
Il camionista sfoga il suo istinto “omicida seriale” mettendosi nella corsia di sorpasso senza utilizzare quel (peraltro semplice e intuitivo) congegno che prende il nome di “indicatore di direzione”. In lui nasce l’esigenza impellente di superare un camper che viaggia a 75 Km/ora nel momento in cui incontra una salita… perchè e’ più facile visto che è costretto a rallentare..
Ecco allora che il camionista diventa agile come un coguaro che si avventa sulla preda ed intelligente come una faina affamata. Egli dimentica per un istante il calendario “Anna Falchi 2001″ che untuoso ed appicicaticcio completa il suo “habitat cabina”, dimentica per un attimo la stanchezza del viaggio iniziato di notte a Girona parecchie ore prima, non pensa neanche più al mutuo residuo dell’Alfa… Egli non riesce a fare altro che premere l’acceleratore dello Scania 460 e buttarsi sulla corsia di sorpasso.
In quel momento lui è un rapace e il camper è una gazzella ferita..nient’altro conta nella sua mente di feroce predatore. Sfruttando l’effetto sorpresa riesce a raggiungere la velocità di 85Km/ora, per poi continuare ad accelerare su, su fino alla soglia dei 90Km/ora….
Il camper sfila alla sua destra con la lentezza esasperante di un’agonia ma il camionista è felice ! perchè ha dimostrato a tutti e a sè stesso di essere il più furbo e il più veloce..
Dopo il riuscito sorpasso, viaggiando a 85 Km/ora, affonda una mano nei pantaloni per assestarsi i sudati testicoli e godersi la meritata soddisfazione, penserà più tardi a mettere la freccia e a rientrare nella sua corsia.
Tu che guidi la tua moto sul rettilineo autostradale alla velocità di crocera (ma non certo da codice) di 180Km/ora hai iniziato a sentire il cuore nelle orecchie già da 5 secondi perchè ti sei trovato davanti una montagna di ferro grande come tutta la strada. Lui viaggia a 85, tu a 180; In pratica è come digersi 95 Km/ora contro un muro. La distanza fra te e lui si assottiglia mano mano che inchiodi i pneumatici sull’asfalto, 200m, 100, 50, 30, 10.. Pensi alle cose che avresti potuto fare e non hai fatto, alle donne che avresti potuto avere e non hai avuto, ai tuoi cari e naturalmente al fatto che saresti potuto andare più piano ma anche e soprattutto a cosa abbia spinto quella ciclopica testa di cazzo a fare quella manovra.
Mentre arrivi a leggere il nome del concessionario sul suo portatarga senti che forse questa volta ti è andata bene e allora ecco che l’adrenalina ti pompa fin dentro gli occhi e si tramuta in rabbia feroce nei confronti di quel misero idiota.
Vorresti avere tra le mani un Rpg (uguale a quello di Unreal Tournament) ed andare a fare la festa a quell’idiota, poi ti vengono in mente le statistiche sugli incidenti causati dai Tir, vorresti farlo accostare e picchiarlo (già ma come? glie lo chiedi per favore?), poi pensi che tutto sommato è una bella giornata di sole e ti accorgi che l’adrenalina sta smettendo di circolare…
L’unica cosa che ti viene da fare sorpassando il camionista è girarti verso di lui, alzare la mano sinistra e mostrargli il dito medio. Certo la comunicazione gestuale di un motociclista è piuttosto limitata visto che ha l’impaccio di tenere almeno una mano sui manubri… ma è probabilmente efficace nella sua semplicità. Quella dei camionisti lo è ancora di più perchè ogni volta che capita qualcosa di analogo vedo nella cabina un coglione che ha sempre la stessa faccia, lo stesso sguardo bovino e sempre allo stesso modo agitando la mano (..dopo averla estratta dalla mutanda) sillaba come un automa “..ma cosa cazzo vuoi ??”














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