Arrestato Provenzano
April 11, 2006
Articolo scritto da Rick in : Attualità, Televisione trackback
Il boss mafioso Bernardo Provenzano è stato arrestato dalla polizia di Stato in un casolare nella campagna di Corleone. Era disarmato, vestito con maglione, jeans e scarponcini, ma ha opposto resistenza. Lo confermano il procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone ed i pm della Dda, Michele Prestipino e Marzia Sabella. Provenzano era latitante dal 1963. Subito dopo il blitz ha ammesso la propria identità.
Mi chiedo come abbiano fatto a riconoscerlo poichè l‘identikit diffuso da un paio d’anni non sembra essere un gran chè in termini di somiglianza..
C’è una cosa che non capisco però :
Un latitante da 43 anni, nato a Corleone, con una banda indicata col nome di "Corleonesi" che tutti chiamano "Il Corleonese", …aggiungiamoci anche la saga del "Padrino" che ha contribuito a rivelare alcuni indizi…
Che cacchio ci faceva proprio a Corleone ??














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” Che cacchio ci faceva proprio a Corleone ?? ” Probabilmente era il posto dove di gran lunga era piu’ al sicuro. A mio avviso, questo fatto dimostra quanto siano diffusi il senso dell’illegalit? e l’omert? in alcune regioni italiane….Non c’? quindi da stupirsi se all’estero il nostro paese ? ancora considerato l’Italietta tutta spaghetti e mandolino. Poveri noi !
Forza Italia ? l’alleanza politica di Provenzano
Documenti scomodi, difficilmente reperibili sulle pagine dei giornali, ancor meno in televisione. Documenti processuali che indicano come i rapporti tra Cosa Nostra e gli %u201Cillustri%u201D fondatori di Forza Italia, Silvio Berlusconi e Marcello Dell%u2019Utri, si siano intrecciati.Poco prima delle elezioni, il documentario del regista siciliano Marco Amenta, %u201CIl fantasma di Provenzano%u201D, arriva con fatica in alcune sale cinematografiche italiane. Il regista inserisce nel film anche il filmato delle dichiarazioni processuali (inerenti al processo sui mandanti a volto coperto delle stragi di Capaci e via D%u2019Amelio) dei due collaboratori di giustizia Salvatore Cancemini e Nino Giuffr? e subito insorge la polemica.
Infatti Salvatore Cancemi venne sentito davanti al p.m. Tescaroli il 29 gennaio 1998 e in merito ai preparativi della strage di Capaci racconta: %u201CRiina (z? Totuccio) mi disse: io mi sto giocando i denti, possiamo dormire tranquilli, ho dell%u2019Utri e Berlusconi nelle mani, che questo ? un bene per tutta Cosa Nostra%u201D. Cancemini riferiva pure %u201Cche appartenenti al gruppo Fininvest versavano periodicamente una somma di 200 milioni di Lire a titolo di contributo. [%u2026] Questi soldi con tutta certezza, Riina li usava per Cosa Nostra, per alimentare Cosa Nostra%u201D.
Il 3 maggio 2002 viene archiviata, perch? gli elementi raccolti sono insufficienti a sostenere l%u2019accusa, l%u2019inchiesta su Silvio Berlusconi e Marcello Dell%u2019Utri come %u201Cmandanti occulti%u201D delle stragi di Capaci e via D%u2019Amelio. Il gip di Caltanissetta per? chiede che si continui a indagare per verificare ?rapporti di societ? facenti capo al gruppo Fininvest con personaggi in varia posizione collegati all%u2019organizzazione di Cosa nostra?.
Successivamente, nel gennaio 2003 la Procura di Palermo chiede di ascoltare il collaboratore di giustizia Antonino Giuffr? (arrestato il 16 aprile 2002) nel processo a Marcello Dell%u2019Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Giuffr? parla (riferendo circostanze rivelategli da altri) di contatti diretti di Cosa nostra con i vertici della Fininvest che stavano preparando l%u2019ingresso di Silvio Berlusconi in politica e sostiene che Forza Italia si sarebbe impegnata a realizzare gli obiettivi che interessavano i mafiosi: allentamento del carcere duro, revisione dei processi, legge restrittiva sui pentiti. Ad avere rapporti con Berlusconi sarebbero stati i fratelli Graviano e il costruttore Gianni Ienna, loro prestanome. Come tramite tra Cosa nostra e Forza Italia Giuffr? fa anche il nome di Massimo Maria Berruti, ex finanziere e attualmente senatore di Forza Italia, di cui avevano parlato altri collaboratori di giustizia e indagato per mafia gi? dal 1994. %u201CProvenzano ci d? queste informazioni %u2013 dice Giuffr? %u2013 e noi ci mettiamo in cammino per portare avanti il discorso di Forza Italia%u201D e ancora ?Cosa Nostra consult? uomini politici, massoni, imprenditori. Bernardo Provenzano avvi? un vero e proprio sondaggio attraverso i suoi uomini pi? fidati. Voleva cogliere lo stato d%u2019animo di quegli ambienti e le possibili conseguenze della morte dei due giudici?.
Sicuramente molti dubbi possono trovare risposta in una sentenza: l%u201911 dicembre 2004 il senatore Marcello Dell%u2019Utri ? stato condannato dalla seconda sezione del tribunale di Palermo alla pena di 9 anni di reclusione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Nella cattura di %u201CBinnu u%u2019 tratturi%u201D ( Provenzano), la frattura stato-legalit? ? stata momentaneamente sanata. Ma il desiderio di giustizia richiede ancora una lunga lotta da affrontare.
Mariposa