A proposito di italiani all’estero
April 12, 2006
Articolo scritto da Rick in : Attualità , Generale, Rick's World, Spettacolo, Televisione trackback
Quando si parla di Monte Carlo l’associazione immediata è quella con il benessere, la ricchezza, le banche e i vip.
Monte Carlo si è conquistata questa fama negli anni, e fa tutto il possibile per mantenerla poiché il glamour monegasco ed il fascino che esercita sull’immaginario della gente è anche dato dal fatto che sia il posto con la maggiore concentrazione di Rolls Royce e Ferrari del mondo.
I Vip qui sono una sorta di specie protetta e coccolata che trova in questo stato-città il suo habitat naturale. Così può capitare di fare jogging lungo la spiaggia del Larvotto ed incrociare Loris Capirossi e Jarno Trulli in tenuta sportiva che si allenano, o magari di essere in coda alla Posta (..si, si fa anche a Monaco) e discutere con un attempato, elegante signore che ha cercato di saltare la fila e poi accorgersi che si sta parlando con Roger Moore.
Dal panettiere può succedere di dividere con Maria Grazia Cucinotta le ultime due “baguettes” rimaste e ad un semaforo incrociare Mario Cipollini o Troy Bayliss che si fanno la pedalata del mattino Monaco-Ventimiglia-Monaco.
Insomma, gran parte di ciò che comunemente si dice su Monte Carlo è vero..
Ma c’è una realtà monegasca di cui nessuno parla mai ed è quella dei pendolari.
Un nutrito manipolo italiano fatto di dipendenti e professionisti che dalla vicina Liguria tutti i giorni attraversa tre stati per recarsi al lavoro (si perché tra Italia e Monaco c’è in mezzo la Francia). C’è chi li definisce “pendolari di lusso” perché hanno la fortuna di lavorare in un posto che può piacere o meno, ma che è difficile definire sgradevole ..
Sta di fatto che cinquanta Km o più nel traffico con la ricerca di parcheggio in una nazione di 3 Km quadrati che ha la stessa concentrazione di Tokyo a volte è un’impresa ardua.
Questo gruppo di lavoratori appartiene alle categorie più diverse ed è diventato innegabilmente una realtà importante dell’economia quotidiana di Monaco. Essi rappresentano, a mio avviso, un buon esercizio di stile sul tema del lavoratore italiano all’estero perché si confrontano quotidianamente con una realtà diversissima da quella nostrana e perché si integrano a livello linguistico, culturale e professionale con un Principato che è per sua natura e costituzione quanto di più internazionale si possa immaginare.
Tuttavia quando qualcuno mi dice “…fortunato te che lavori a Monte Carlo..”, citando un mio buon amico, di solito rispondo : “..fortunato come può esserlo un ginecologo, che lavora in un posto in cui tutti gli altri si divertono.”














Commenti»
Ciao Rick, bel post.
Tantissime persone, non conoscendo Monaco, vedono soltanto il lato dorato del Principato ma la realt? ? ben diversa…Secondo me, ci sono due Monaco : quella dei ricchi, delle celebrit? e poi quella che lavora, talvolta anche proletaria (ebbene si, assolutamente non tutti quelli che lavorano a Monaco hanno stipendi alti).
Credo che ci siano pro e contro a fare il frontaliero. E’ vero che hai piu’ possibilt?, sia professionali che economiche, ma a seconda di dove abiti, ? parecchio pesante fare avanti e indietro tutti i giorni. Non parliamo poi di chi ha una famiglia, figli….In questo caso, se non hai un esercito di nonni e/o zii per darti una mano, ? veramente dura, se non impossibile perch? quando parti alle 7h-7h30 del mattino e torni alla sera circa alla stessa ora, ? un po’ dura dedicarsi come si deve alla famiglia. Ormai ? cosi’, ? solo una squallida questione di soldi. Tutto qui.
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