Brogli elettrorali? Nel Medioevo non si potevano evitare
April 14, 2006
Articolo scritto da Catmouse in : Attualità , Tech trackback
E’ da domenica che attendiamo i risultati delle elezioni.
Difficilmente si arriverà ad una differenza sostaziale rispetto ai dati già in nostro possesso, ma nonostante ciò si è deciso di continuare nel gravoso compito di controllare tutte le schede contestate, bianche e nulle. E se fosse fattibile, probabilmente verrebbero conteggiate nuovamente anche tutte le schede considerate valide.
La cosa francamente mi fa sorridere. Non tanto perchè si controlli che tutto sia stato fatto secondo le norme e che non ci siano errori che potrebbero essere determinanti. Ma perchè tutti questi problemi potrebbero essere risolti dal voto elettronico. Con una procedura ben studiata, potremmo arrivare ad avere benefici per tutti.
Non sarebbe più necessario spostarsi nella città di residenza per esercitare il diritto di voto, eviteremmo le schede annullate (basta impedire che vengano commessi errori durante il voto), avremmo risultati certi e pressochè immediati. Il tutto con meno impiegati ai seggi, dove comunque sarebbe necessario recarsi, un minor disagio per le strutture scolastiche, un minor spreco di carta. Si tratta di fare un investimento iniziale, che verrebbe ammortizzato comunque entro tempi ragionevoli.
Nell’era dell’elettronica, quando andiamo a votare vengono riempite montagne di verbali, che nessuno andrà a leggere, e ammassate quantità enormi di schede. I dati vengono poi comunicati via telefono (!) e trascritti dagli organi centrali. Quando poi bisogna fare una verifica, vengono impiegate altre persone e dobbiamo attendere delle settimane. Non è il caso di ammodernare la struttura utilizzando una base tecnologica stabile e collaudata come quella ormai in possesso di tutti?














Commenti»
Il voto elettronico non è sicuro, perchè ci potrebbero essere manomissioni, ancora maggiori che nel voto manuale.
Infatti se vedi nessuno stato usa il voto elettronico.
Secondo me, è tutta colpa di BERLUSCONI.