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La grande sfida della Coppa America
May 23, 2006

Articolo scritto da Rick in : Attualità, Coppa America, Rick's World, Spettacolo, Televisione trackback

Prada team challenge ac 2007La sfida della Coppa America racchiude in se parecchie contraddizioni che contribuiscono a donarle quel fascino che è rimasto immutato negli anni.

Stiamo parlando di dodici teams che si sfidano in una “gara di velocità” per barche a vela.. Probabilmente è una cosa che si fa da che la vela esiste..

E’ qualcosa che ha a che vedere con la fatica, il sudore, la conoscenza del mare e dei venti, la fortuna o la sfiga più accanita. Tutte cose insomma molto “terrene” che l’uomo conosce da che viene al mondo.

Al tempo stesso in Coppa America esiste una componente tecnologica di altissimo livello che ha molto a che vedere con i computers, la ricerca, l’idrodinamica, i materiali e le fibre derivate dall’industria aerospaziale.

Questi due mondi, apparentemente lontani, nelle barche di Coppa America si fondono in modo perfetto dando forma a quello spettacolo per i nostri sensi che è una barca di “Classe America’s Cup“. Parliamo di una barca lunga 25 metri dal peso di circa 24 tonnellate con una superfice velica “fuori tutto” di circa 730 metri quadrati. A questo aggiungiamo un equipaggio di colossi dai muscoli d’acciaio ognuno dei quali si allena per tutta la vita a svolgere una mansione ben precisa.

Ecco allora che la danza del “circling” durante la prepartenza assume il sapore magico di un rito di guerra, lo scricchiolare sordo dell’albero con le vele in pressione diventa il lamento di un mostro e l’uomo che sale a 30 metri in testa d’albero per “fiutare” il vento diventa un gladiatore senza paura che ha la meglio sul mare.

Qui siamo lontani dai vizi di sport “minori” come il calcio, qui non ci sono le telefonate di Moggi a decidere il vento, qui non si può fare i furbi perchè il valore, quello vero, non si può simulare come un fallo subito..

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Commenti»

1. Dirty Sanchez - May 23, 2006

Non sono d’accordo che il fascino della Coppa America sia rimasto immutato negli anni. Anzi ! Prima la sfida era tra marinai veri, che facevano delle vere traversate…Non come ora che una banda di super ricconi fighetti salgono in barca per qualche ora dopo aver comodamente dormito in hotels di lusso…..Mi sembra un po’ facile…Sapendo anche che in barca non sono loro a farsi il mazzo ma qualche marinaio esperto e strapagato…Un esempio ? Il team cosiddetto “Svizzero, vincitore lo scorso anno o forse due anni fa, peccato pero’ che quasi tutti i componenti erano neo-zelandesi o comunque stranieri……Ah, Ah, Ah,!!! Che situazione ridicola !!!! Un paese che non ha il mare nonch nessuna tradizione marinara ha vinto la Coppa America !! Esattamente come lo per il calcio, solo una squallida questione di soldi ! Se n hai abbastanza per raccogliere il miglior scafo ed il miglior equipaggio vinci, se no, ti attacchi al cazzo ! Sono lontani i tempi della traversata (da uomini veri) da Newport a Perth….Fate voi !