Alessandro Bergonzoni: Predisporsi al micidiale
November 23, 2006
Articolo scritto da Rick in : Attualità , Spettacolo, Televisione trackback
Il suo ultimo lavoro: "Predisporsi al micidiale".In scena all’Ambra Jovinelli dal 21 novembre 3 dicembre.
Molti ti considerano ancora un autore che fa del "non sense" la sua bandiera. Che ne pensi?
E’ molto triste sentire ancora definizioni come "il giocatore di parole", "il funambolo del vocabolo"… senza l’immaginazione, la fantasia e l’ossessione i vocaboli non mi interessano. Non è automatico che se uno fa degli abbinamenti jazzistici con i sensi delle parole sia un enigmista o un calamburista.
Cosa pensi del teatro "di narrazione" che oggi è tanto di moda?
Se con teatro di narrazione intendi i Paolini e i Celestini mi tolgo tanto di cappello, anche se facciamo lavori diversi. Mi rattrista sentire che io e Fiorello facciamo lo stesso lavoro: facciamo dei lavori molto diversi. Mi rattrista meno, ma è pur vero, che io e Luttazzi e Paolo Rossi facciamo lo stesso lavoro, anche se li adoro oltre ogni misura.
Cosa ti distingue da loro?
La necessità di non essere solo teatro di parola. Ho bisogno di andare oltre, di non fermarmi alla storia di Roma, di Firenze, del Vajont, della guerra… Credo che esista un’altra storia. Non ho inventato niente, dai fratelli Marx, a Perec a Joyce: si può scrivere di altrove senza essere asociali.
Il tempo vola e noi no. Strano sarebbe se noi volassimo
e il tempo no, il cielo sarebbe pieno di uomini con l’orologio fermo.
Di questo potrei parlare all’infinito,
ma odio Leopardi e tutti i poeti da pelliccia.














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