La rete scricchiola
December 19, 2006
Articolo scritto da Rick in : Attualità, Cronaca, Sito del giorno, Spettacolo, Tech, Televisione trackback

La rete Internet italiana ha iniziato a rallentare progressivamente ai primi di dicembre. Ogni giorno è più lenta. A partire dal 10 dicembre è divenuto generalmente più lento sia l’accesso ai siti sia la trasmissione della posta elettronica. Iniziano i reclami degli utenti presso i maggiori provider nazionali, alcuni dei quali non riescono a fornire spiegazioni. Una spiegazione l’ha data Telecom Italia, la quale sostiene che basta cambiare i “Dns” impostati sul computer per tornare a navigare veloce. Ipotesi, questa, che sinceramente fa sorridere chi tecnicamente conosce il funzionamento della rete delle reti.
I “Dns”, acronimo di Domain Name Servers, altro non sono che dei grandi elenchi, che ai nomi dei siti associano i reali indirizzi internet (numerici) delle macchine che li ospitano: gli indirizzi IP. Se fosse vera la spiegazione di Telecom, allora basterebbe navigare usando gli indirizzi IP e non i nomi dei siti, per risolvere il problema.
Facciamo un esempio pratico, che è anche una prova che qualunque lettore può fare da casa propria. Quando vi collegate con il browser a questo sito, digitando l’indirizzo www.pocacola.com, il vostro computer si collega al “Dns” del nostro provider, per ottenere l’indirizzo IP reale. Il “Dns” informa il nostro browser che l’indirizzo IP di www.pocacola.com è 208.97.178.124. Come si vede, è un’operazione simile alla consultazione di un elenco telefonico. L’indirizzo 208.97.178.124 è il "numero telefonico", per fare un paragone, del sito che volete consultare.
Secondo Telecom Italia, è il “Dns”, l’elenco telefonico, ad essere intasato da richieste e da virus. Se così fosse, voi potreste allora digitare nel vostro browser, invece di www.pocacola.com, direttamente l’indirizzo IP 208.97.178.124, per navigare velocemente. Questo invece non succede. Usando i tanti strumenti presenti in rete per misurare la velocità di connessione, si osserva facilmente che il tempo di accesso è praticamente lo stesso sia usando il nome del sito, sia usando l’indirizzo IP. Basta questo, a mostrare che la spiegazione data da Telecom Italia è fasulla.














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