Vado controcorrente
August 10, 2007
Articolo scritto da Rick in : Attualità , Cronaca, Generale, Politica, Rick's World, Spettacolo, Sport, Televisione trackback
Le tasse vanno pagate.
E’ cosa giusta e lo dobbiamo (sigh) fare tutti… E’ il nostro modo per dire grazie al nostro paese perchè ci fornisce le infrastrutture, le strade, l’assistenza sanitaria, la classe politica, gli uffici postali, l’informazione, la tutela quando siamo all’estero, ecc..
Se non ho un lavoro e non so fare un cazzo nella vita posso contare su tutti quelli che le tasse le pagano e continuare a non saper fare un cazzo perchè quelli che pagano ci sono sempre.. allo stesso modo loro garantiranno la mia assistenza sanitaria gratuita anche se non ho fatto nulla per meritarmela e non ho mai sborsato una lira per averla. Ma, caspita ! non siamo mica l’america ! Qui è un mio diritto.. anche se vivo di espedienti, spaccio e sono un peso/costo per lo stato. In questo caso io ,nullafacente impreparato alla vita onesta e incapace di produrre reddito e quindi di pagare le tasse, ho un debito con lo stato, con i contribuenti e con la società assistenzialista che si prende cura di me da sempre..
A Valentino Rossi l’Agenzia delle Entrate ha chiesto 112 milioni di Euro di tasse anche se non è residente in Italia. Va bene, vedremo cosa succederà ..
Però non pensate che ci dovrebbe essere un limite alle tasse che uno deve pagare ? Mi spiego : Se un fenomeno, una persona con talenti unici e rari, riesce ad accumulare i soldi di Paperon de Paperoni in dieci anni è merito dello stato ? E’ grazie alle moderne infrastrutture che l’Italia ci mette a disposizione che arriva a guadagnare così tanto ? Parliamo di un cittadino normale ? Parliamo di uno che va dal medico della mutua o che sfrutta il sussidio di disoccupazione ? 112 milioni di euro sono il gettito fiscale di una piccola città .. dove sta scritto che Valentino Rossi deve pagare per tutti ? E’ possibile che non esista un tetto massimo ?
Le tasse, dicevo, sono un modo per dare il proprio contributo alla società (e questo è giusto) , e sono un modo per dire grazie all’Italia.. Ma cosa ha fatto l’italia per uno come Valentino Rossi ? (o Pavarotti)..
Non è il caso di chiedersi invece cosa ha fatto Valentino Rossi per l’Italia ?, valutare quanto l’immagine di Rossi abbia dato lustro, notorietà e prestigio al nostro Paese ? Rendersi conto di quanto persone con talenti unici come lui contribuiscano quotidianamente ad allontanare da noi l’immagine di mandolino, pizza e miseria che ci siamo costruiti dal dopoguerra ad oggi ?. Sarebbe interessante mettere sul piatto queste realtà ad attribuire loro un valore.. Sono convinto che supererebbero i 112 milioni di Euro.
















Commenti»
[...] post by Rick and software by Elliott [...]
Sono completamente d’accordo con te.
Ci deve essere un tetto massimo alle tasse.
Una persona come Valentino Rossi, come farebbe a vivere con solo
10 milioni di euro all’anno, dopo aver pagato le tasse???
Piu uno guadagna e meno deve pagare.
La soluzione puo essere che a partire da una certa cifra, e’ automatica la possibilita’ di evasione fiscale totale,
E poi vi lamentate tutti che in italia le tasse aumentano sempre.
Complimenti per la vostra coerenza!!!
PERCHE NO FACCIAMO UNA COLLETTA PER AIUTARE VALE A PAGARE I 112 MILIONI? LUI HA FATTO COSI TANTO PER IL NOSTRO PAESE, PERDIPIU GRATIS!!!
SE SIAMO 1000, DOBBIAMO PAGARE 112000 EUROS.
SE SIAMO 10000, DOBBIAMO PAGARE SOLO 11200 EUROS.
CHI INIZIA A PAGARE???
..Non ci sono più le mezze stagioni !
sono perfettamente daccordo a metà col mister !
nel senso che ritengo che per evitare che tutti i paperoni italiani cerchino di emigrare a Montecarlo o alle isole Cayman sarebbe bene fissare un limite - altissimo ovviamente - oltre il quale i redditi non siano piu’ tassati .
secondo me valentino rossi kiederà la cittadinanza britannica, dopo avere saldato i suoi debiti al fisco italiano.-..cmnq sia a prescindere dal valentino paperone , rick, indirettamente hai toccato un problema sul quale si discute da anni :il frontaliere o ki lavora all’estero deve pagare le tasse all’italia pur lavorando in un altro stato?( non basterebbe pagare ici e i servizi di cui eventualmente si usufruisce in italia? )….preciso ke purtroppo spesso e volentieri si lavora all’estero perkè IL NOSTRO BEL PAESE NON è IN GRADO DI GARANTIRE LAVORO PER TUTTI,e spesso lo garantisce con stipendi da fame a ki onestamente lavora ……di solito al diritto ( al lavoro) corrisponde il dovere ( di pagare le tasse) ….sarebbe giusto fare valere la nostra cittadinanza italiana non solo a riguardo del dovere fiscale..
è un po’ un controsenso: in italia si mantengono migliaia di delinquenti in galera e troppe centinaia di onorevoli, talvolta ben poco ” onorevoli”, in parlamento ( che usufruiscono di mega vitalizi e privilegi), non si licenziano gli assenteisti e nullafacenti del settore pubblico( in primis)…non si fa un vero accertamento catastale …si confisca troppo poco a carico dei mega boss e si condona “troppo assai” ad abusivisti e professionisti - evasori incalliti…
paese degli spreki e delle pari opportunità ( di vita) per tutti…ma per ki veramente?
altro ke fuga di cervelli…
Skip:
Hai ragione ma il tema dei frontalieri è, come credo tu sappia bene, molto articolato. Valentino Rossi “ha la residenza” a Londra ed è giusto che paghi le tasse lì, su quello che acquista in italia o sui soldi che percepisce quando è in italia è già applicata la tassazione dovuta alla fonte.
Per i frontalieri è diverso (..io sono uno di loro): Se io risiedo in Italia ma lavoro in uno stato estero “di fatto” sono italiano. Non a casa viene applicata una detrazione generica aggiuntiva sul lordo imponibile proprio per alleggerire il carico fiscale di chi è costretto tutti i giorni ad attraversare il confine per recarsi al lavoro.
Detto questo aggiungo che trovo giusto (a malincuore intendiamoci..) che io ad esempio paghi le tasse in Italia.. perchè è lì che risiedo. Nel periodo (3 anni) in cui sono stato residente in Francia (davvero però..) le ho pagate all’erario francese e, aggiungo, con il sorriso sulle labbra.. perchè lì le tasse sono davvero eque !!
c’e’ una grossa differenza tra ” avere la residenza” e ridiedere realmente in un paese.
Valentino Rossi ha la rededenza a Londra, dobe ha preso in affitto un piccolo apt. di 45 metri quadri, ma non vi risiede.
In Italia ha una villa, 8 macchine e vi risiede per + di 183 giorni all’anno.
Quindi Valentino Rossi deve pagare le tasse in Italia.
Punto
hmmm sembri ben informato.. sei dell’ Agenzia delle Entrate ?
valentino rossi ha la residenza a londra però avrebbe preteso che il comune di Tavullia, suo paese natale, fosse coperto dalla banda larga, presteso a suo nome quando telecom era suo sponsor (via gazzetta)… per dirne una eh.
voglio dire, vuoi evadere, ci sono le pieghe per farlo, va bene, fallo, ma almeno non prendere per il culo nessuno (o come dite a milano, stai schiscio), perchè io di tasse ne pago 2 stipendi e più all’anno, lui ha dichiarato quanto?
@rick, riguardo marco santini, è tutto sulla gazzetta dello sport
è ridicolo che su 70 milioni guadagnati ne paghi 69 poi è logico che uno va via da l’italia abbiamo perso milioni di premi nobel e milioni di sportivi il fisco fa ride un pensionato che prende 1000 euro lordi al netto saranno poco più di 50 euro poi tutti questi soldi dove vanno a finire….. vale solo con gli sponsor ha portato in italia molto di più di cio’ che ha evaso fa bene se il prossimo anno quando vincerà il mondiale sarà di un altra nazione.
scusate la divagazione…
@rick concordo con te ke in francia le tasse sono eque e soprattutto ,aggiungo,ci sono mega agevolazioni per le famiglie ( spese sanitarie e per la scuola)
@santini…caso pratico: un marittimo single, di cittadinanza e ” presunta residenza in italia”( vi risiede di fatto 2-3 mesi all’anno)che lavora per una società non italiana e naviga su navi non italiane…perkè mai dovrebbe pagare le tasse in italia visto ke non ha nemmeno una famiglia ke potrebbe usufruire di servizi su territorio italiano?
tanto i veri evasori paperoni sanno trovare l’inganno a qualsiasi legge fiscale…non a caso hanno buoni commercialisti , consulenti ed amministratori…
da dipendente statale , so solo ke la mia busta paga non sarebbe male se non ci fosse quasi un terzo di trattenute “forzate” alla fonte…
Va beh se Vale non ne viene fuori lo mandiamo a fare il mozzo sulla barchetta di D’alema!!!!!
[...] correlato : Vado controcorrente fisco monaco montecarlo capirex capirossi evasioneUltimi 5 post in SportVado controcorrenteLa [...]
Vita dorata dei campioni (a statuto speciale) Noleggiano aerei privati per tratte europee, salgono sugli elicotteri come sul bus, girano in pigiama nella first class di voli intercontinentali STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU’ LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
MILANO — La luce, accesa in ogni stanza anche di giorno, soprattutto quando nessuno è in casa. Il frigo, vuoto ma sparato al massimo. L’acqua, aperta nella doccia e nei lavandini per metà settimana, prima che un palo — la mamma, un amico, il portinaio —, lo stesso che ritira ogni tre giorni la posta, si preoccupi di chiuderla. Le tapparelle, sempre sollevate. E qualche rigogliosa pianta verde, magari finta, sul balcone. La vita speciale dei ragazzini normali ha abitudini antieconomiche e rituali da sbadati di professione, richieste di complicità travestite da amicizia («L’intervista la puoi ambientare a Montecarlo anche se la facciamo al telefono…? Mi faresti un favore: sai com’è, è per il fisco…»), zainetti pieni di videogiochi e privilegi perché se a 18 anni sei già un campione di motociclismo, hai il conto in banca di un amministratore delegato e ti hanno fatto credere di essere così veloce da poter vivere al di sopra delle regole, pagare le tasse diventa una scocciatura non prevista.
E a trent’anni, invece di prenderti la responsabilità di esserti circondato delle persone sbagliate, fai dell’ironia: «Oggi mi danno dell’evasore. Domani sarò astronauta su Marte…». Rossi, Capirossi, e gli altri ex bambini a statuto speciale. Noleggiano aerei privati per tratte europee, salgono sugli elicotteri come sull’autobus, si aggirano in pigiama nella first class dei voli intercontinentali e magari lasciano indietro, una o due classi più giù, l’amico fidato o il fisioterapista. E quando hanno voglia di vedere un po’ di tennis dal vivo si accomodano nel royal box di Wimbledon, e poi se ne vanno attraverso cunicoli scavati solo per loro. Per Valentino Rossi hanno blindato l’All England Club e lo spogliatoio in radica nel quale ha stretto la mano a Roger Federer. Per Marco Melandri, uno che a 15 anni dava buca ai professori per «andare negli Stati Uniti per una settimana di pubbliche relazioni», ogni estate riservano l’immenso privé di Mirabilandia, il parco dei divertimenti dove il pilota Honda festeggia abitualmente il compleanno.
Al Pacha di Ibiza conoscono i barman per nome, fanno i modelli per gli stilisti e i deejay in discoteca per le ragazze da conquistare, non che cuccare sia mai stato un problema per loro, ma ogni tanto è bello anche andare dietro al proprio hobby. Si concedono fidanzate vistose, auto veloci, yacht potenti, case da cinquantenni affermati in paradisi fiscali che poi devono giustificare con bollette gonfiate dal doping dello spreco a tutti i costi. Oppure se la scelgono dall’altra parte del mondo, come Max Biaggi a Malibù, affacciata su un oceano che milioni di coetanei hanno visto soltanto nei telefilm americani. Si sporcano le mani col grasso del motore, rischiano in pista la domenica e poi si sentono in dovere di vivere come rockstar low cost. Non è più la dolce vita di George Best con la zazzera da quinto Beatle o di Vitas Gerulaitis che andava a ballare in accappatoio bianco.
È un lusso meno ostentato ma ugualmente goduto, ancorato alle radici popolari dalle quali la maggior parte dei ragazzini del Motomondiale proviene. Valentino è ricco sfondato (la leggenda vuole che abbia il braccino corto), però durante i weekend di gara dorme nel motorhome, non nell’albergo a cinque stelle come i piloti di Formula Uno. Casey Stoner, leader del Mondiale, è un playboy al contrario: lascia la mano della moglie Adriana solo per smanettare col gas. Marco Melandri abita in una fattoria in mezzo alla campagna inglese, vicino al circuito di Donington. Loris Capirossi è tutto casa e paddock, a maggior ragione dopo la nascita del piccolo Riccardo. E pure Rossi, in fondo, è un trentenne perfettamente omologato: a Tavullia, ufficialmente, vive con mamma Stefania.
Poi si dimenticano l’acqua aperta e la luce accesa. Succede, che diamine. Sono ragazzi.
Gaia Piccardi
11 agosto 2007
Moto, soldi e follie Vita dorata dei campioni (a statuto speciale) Noleggiano aerei privati per tratte europee, salgono sugli elicotteri come sul bus, girano in pigiama nella first class di voli intercontinentali STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU’ LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
MILANO — La luce, accesa in ogni stanza anche di giorno, soprattutto quando nessuno è in casa. Il frigo, vuoto ma sparato al massimo. L’acqua, aperta nella doccia e nei lavandini per metà settimana, prima che un palo — la mamma, un amico, il portinaio —, lo stesso che ritira ogni tre giorni la posta, si preoccupi di chiuderla. Le tapparelle, sempre sollevate. E qualche rigogliosa pianta verde, magari finta, sul balcone. La vita speciale dei ragazzini normali ha abitudini antieconomiche e rituali da sbadati di professione, richieste di complicità travestite da amicizia («L’intervista la puoi ambientare a Montecarlo anche se la facciamo al telefono…? Mi faresti un favore: sai com’è, è per il fisco…»), zainetti pieni di videogiochi e privilegi perché se a 18 anni sei già un campione di motociclismo, hai il conto in banca di un amministratore delegato e ti hanno fatto credere di essere così veloce da poter vivere al di sopra delle regole, pagare le tasse diventa una scocciatura non prevista.
E a trent’anni, invece di prenderti la responsabilità di esserti circondato delle persone sbagliate, fai dell’ironia: «Oggi mi danno dell’evasore. Domani sarò astronauta su Marte…». Rossi, Capirossi, e gli altri ex bambini a statuto speciale. Noleggiano aerei privati per tratte europee, salgono sugli elicotteri come sull’autobus, si aggirano in pigiama nella first class dei voli intercontinentali e magari lasciano indietro, una o due classi più giù, l’amico fidato o il fisioterapista. E quando hanno voglia di vedere un po’ di tennis dal vivo si accomodano nel royal box di Wimbledon, e poi se ne vanno attraverso cunicoli scavati solo per loro. Per Valentino Rossi hanno blindato l’All England Club e lo spogliatoio in radica nel quale ha stretto la mano a Roger Federer. Per Marco Melandri, uno che a 15 anni dava buca ai professori per «andare negli Stati Uniti per una settimana di pubbliche relazioni», ogni estate riservano l’immenso privé di Mirabilandia, il parco dei divertimenti dove il pilota Honda festeggia abitualmente il compleanno.
Al Pacha di Ibiza conoscono i barman per nome, fanno i modelli per gli stilisti e i deejay in discoteca per le ragazze da conquistare, non che cuccare sia mai stato un problema per loro, ma ogni tanto è bello anche andare dietro al proprio hobby. Si concedono fidanzate vistose, auto veloci, yacht potenti, case da cinquantenni affermati in paradisi fiscali che poi devono giustificare con bollette gonfiate dal doping dello spreco a tutti i costi. Oppure se la scelgono dall’altra parte del mondo, come Max Biaggi a Malibù, affacciata su un oceano che milioni di coetanei hanno visto soltanto nei telefilm americani. Si sporcano le mani col grasso del motore, rischiano in pista la domenica e poi si sentono in dovere di vivere come rockstar low cost. Non è più la dolce vita di George Best con la zazzera da quinto Beatle o di Vitas Gerulaitis che andava a ballare in accappatoio bianco.
È un lusso meno ostentato ma ugualmente goduto, ancorato alle radici popolari dalle quali la maggior parte dei ragazzini del Motomondiale proviene. Valentino è ricco sfondato (la leggenda vuole che abbia il braccino corto), però durante i weekend di gara dorme nel motorhome, non nell’albergo a cinque stelle come i piloti di Formula Uno. Casey Stoner, leader del Mondiale, è un playboy al contrario: lascia la mano della moglie Adriana solo per smanettare col gas. Marco Melandri abita in una fattoria in mezzo alla campagna inglese, vicino al circuito di Donington. Loris Capirossi è tutto casa e paddock, a maggior ragione dopo la nascita del piccolo Riccardo. E pure Rossi, in fondo, è un trentenne perfettamente omologato: a Tavullia, ufficialmente, vive con mamma Stefania.
Poi si dimenticano l’acqua aperta e la luce accesa. Succede, che diamine. Sono ragazzi.
Gaia Piccardi
11 agosto 2007
Il festival del Cut’n'paste !.. Opinioni personali ed originali ?
[...] there ! Uno dei piu’ gettonati tormentoni estivi sono sicuramente state le famigerate TASSE ed addirittura il cardinale Tarcisio Bertone ha detto la sua scatenando una marea di polemiche. Ok, [...]
[...] pensate in questo calcolo mancano quelli che deve versare Valentino Rossi [...]
[...] pensate in questo calcolo mancano quelli che deve versare Valentino Rossi [...]