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Ode al ciclista dalla bicicletta scintillante
September 6, 2007

Articolo scritto da Rick in : Attualità, Cazzeggi, Fesserie, Generale, Rick's World, Sport, Televisione trackback

ciclisti.jpgCiclista semiprofessionista che cicli sulla strada maestra in compagnia dei tuoi amici ciclisti semiprofessionisti, tutti con quelle gambette nervose e muscolosette da semiprofessionisti, depilati come dei pornodivi semiprofessionisti e semi abbronzati dalla maglietta ai guanti griffati..

Ci date su quei pedali con energico entusiasmo come ci si aspetterebbe da un semiprofessionista, ed io che arrivo in auto da dietro, e ho sempre fretta, davanti a me vedo sempre una mandria di chiappette semiprofessioniste che in sincrono ballonzolano pericolosamente davanti al mio cofano. Ed io , dicevo, mi pongo delle domande riguardo al mondo del ciclismo semiprofessionista : “..ho come la sensazione che tutti quegli omini sudati e gaudenti non indossino le mutande! ma non può essere ?!..”.

Poi, dopo qualche secondo, penso : “.. voi ciclisti semiprofessionisti, dalle biciclette scintillanti e le striminzite tutine progettate nella galleria del vento, con le vostre scarpine aguzze realizzate in materiali di derivazione aeronautica tra cui il Kevlar ed il Goretex.. Siete fatti per sfrecciare sull’asfalto lasciando dopo il vostro passaggio un sottile sibilo e il leggero rumore di ingranaggi in titanio e carbonio.. E allora perchè vi trovo sempre davanti a me allegramente affiancati a chiacchierare del più e del meno, occupando tutta la carreggiata. Perchè non sfrecciate sull’asfalto lasciando dopo il vostro passaggio il sottile sibilo… e non vi levate un pò dai coglioni ?”

Commenti»

1. NosenseBlog » Blog Archive » Ode al ciclista dalla bicicletta scintillante - September 7, 2007

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2. pantuffle - September 7, 2007

Mamma mia quanta ragione hai

3. Rick - September 7, 2007

x pantuffle : so che siamo in tanti a pensarla così ! : uniamoci..

4. skip - September 7, 2007

..e potrebbero anke allenarsi in strade secondarie…

5. Andrea Opletal - September 7, 2007

io ci provo … pedalo pedalo … ma la mole non mi fa fare grandi scalate… e allora scendo e spingo!!!!
ih ih ih

6. Rick - September 7, 2007

x Andrea: ma allora tu mi puoi spiegare.. Le mutande non le portate, vero ?

7. Paolo - March 24, 2008

Le mutande non vengono portate, ma c’è dell’intimo apposta (un boxer) che ha la zona inguinale/perineale imbottita visto che le selle delle bici da corsa sono molto dure (pensa che ci sono quelle di solo carbonio). Le stesse tute che tu vai descrivendo sono a loro volta imbottite in modo d’agevolare ulteriormente lo “stare in sella”.

Saluti
Paolo

8. PiCo - March 25, 2008

Caro Rick, autore di cazzeggi e fesserie (come tu candidamente ammetti), con gran ritardo, ma con pari ilarità ho letto il tuo entusiastico, ammiccante epinicio in onore dei ciclisti semiprofessionisti.
Anche se non condivido tutto quel tuo interesse per gli omini gaudenti con le loro gambette nervose e muscolosette, le chiappette semiprofessioniste, le tutine, le scarpine, né mi eccita il conturbante dubbio esistenziale se essi indossino le mutande o meno (a ognuno i suoi gusti e io non ritengo di esser così bacchettone da criticare chi si interessa ai culetti dei maschietti pornodivetti), be’ non posso che essere d’accordo sull’implicita critica alle mode (depilarsi, vestire griffato…) che vogliono omologare in una sorta di divisa l’aspetto di chi va in bici: un po’ come se per essere fighetti si dovesse per forza surfare a Biarritz, abbronzarsi a Ibiza, avere i Rayban, video/telefonare ad altavoce, comprarsi un SUV, vestire trendy etc. possibilmente tutte queste cose insieme.
Io personalmente coltivo con amore la mia peluria neanderthaliana, mentre il mio abbigliamento è quanto di più lontano dalle tutine e dai tutù che tanto ti hanno impressionato; in compenso sono assicurato e porto il casco, senza bisogno di nessuna legge che me lo imponga.
Dunque fin qui d’accordo. Dove però mi permetto di dissentire è sull’assunto, anch’esso implicito, ma evidente, che la strada appartenga a chi va in auto e che l’automobilista abbia sempre diritto a superare tutti gli altri (tranne gli automobilisti più velocidi lui) e che chi ha fretta (di andare al avoro, in vacanza, dalla parrucchiera?) abbia l’ inviolabile dovere di spazientirsi con chi va più piano, magari su due ruote, magari appaiato.
Ora, serenamente, pacatamente, mi sentirei di obiettare che il codice impone di dare immediatamente spazio ad automezzi di pubblica utilità quali ambulanze, pompieri o polizia, mica a trattori, carri funebri, o furgoni, sia pure di 200 CV; inoltre 3-4 ciclisti, ancorché appaiati, non occupano più spazio di un Porsche Cayenne; anzi, da calcoli ben più autorevoli dei miei, risulta che si possono parcheggiare 18 bici al posto di un’auto.
Si sa che dalle conoscenze nascono –spesso- riflessioni, dalle riflessioni –talora- sensi di colpa; bene, io non vorrei incoraggiare il tuo Super-Io ad angariarti, però hai mai riflettuto sul fatto
• che ogni persona che per lavoro o nel tempo libero sostituisce gli spostamenti motorizzati con quelli “muscolari” risparmia chili di CO2, PM10 e altri inquinanti a te [il tu è ovviamente rivolto a un generico automobilista] più che a se stesso, visto che lui i tuoi gas li respira ugualmente?
• che lui non consuma (e non fa importare) combustibili fossili, ma tutt’al più una razione maggiorata di pastasciutta?
• che lui per spostare i suoi 70 kg impiega un mezzo di una decina di kg, mentre tu ne metti in circolazione uno di una o due tonnellate?
• che lui con le tasse (nel mio caso da lavoro svolto esclusivamente in bici) paga le infrastrutture e il (frequente) rifacimento del manto stradale anche agli automobilisti che lo usurano qualche migliaio di volte di più?
• che il rumore di un’auto in corsa, pur con gli scarichi in perfetta regola, non potrebbe esser definito propriamente sottile sibilo e leggero rumore?
• Che forse il pedalare, pur affiancati, chiacchierando allegramente una domenica mattina, può essere segno di socialità e sanità mentale assai più che fremere inscatolati dentro loculi semoventi di latta e plastica?
• che le bici in doppia fila costituiscono una negligenza, ma che il voler sorpassare a tutti i costi, magari sfiorando i ciclisti per “fargli capire che rompono” è un tantino più grave?
• che il dover rallentare a causa di un ciclista (come pure in vista di pedoni che attraversano sulle strisce o meno) può comportare un ritardo di quanto? 10 secondi? 20? Addirittura mezzo minuto? “Danno” irreversibile?
• che non c’è proporzione sul piano quantitativo e qualitativo tra i ciclisti messi “fuori combattimento” da un’auto e gli automobilisti eliminati da una bici?
Perché, poi, se la civiltà di un paese si dovesse misurare dall’atteggiamento dei più forti/grossi nei confronti dei più deboli/piccoli…
Certo anche tra i ciclisti si manifestano atteggiamenti poco diligenti, magari provocatori o perfino incoscienti, come tra gli automobilisti non mancano gli arroganti, i mal-educati i prevaricatori, gli irresponsabili (c’è bisogno di scomodare le cronache per trovare qualche esempio?), tanto più che molti ciclisti in altri momenti della loro giornata sono anche automobilisti.
Il numero dei cretini, indipendentemente dalle differenze di sesso, età o cilindrata, è sempre in crescita e purtroppo non conosce barriere, quindi non ne farei una questione di categorie contrapposte: semiprofessionisti del pedale contro semiprofessionisti della marmitta.
Perciò lascerei anche perdere il commovente, accorato vittimismo del povero automobilista che su strade urbane ed extraurbane (su autostrade, superstrade e piste, finora, ciclisti non se ne trovano) si vede oppresso da fastidiosi nugoli di zanzare a pedali che lo limitano nella sua sacrosanta (autoreferenziale) missione di corridore. Cerchiamo semmai di vivere con meno fretta, meno stress, meno intolleranza. I Cancellara e gli Hamilton lasciamoli alle piste.

Mi scuso anticipatamente se sono stato troppo prolisso oppure ho frainteso lo spirito del tuo post: a una certa età la fatica nel pedalare riduce l’ossigenazione del cervello e quindi la lucidità.
Con simpatia
PiCo

P.S. Per curiosità, come ti comporteresti se ti trovassi la strada sbarrata completamente da centinaia e centinaia di biciclette in occasione di una delle oceaniche Critical Mass che, al grido di “Noi non siamo un intralcio per il traffico, noi SIAMO IL TRAFFICO!!!”, caratterizzano (senza problemi) le metropoli di USA, Germania, Spagna, Australia, Francia e da poco anche Italia?

9. Rick - March 25, 2008

Carissimo Pico: Non ho nulla contro la bicicletta, sono io stesso ciclista quando possibile, tuttavia devo conciliare spostamenti quotidiani di parecchi chilometri con una realtà fatta di auto, gasolio, tasse, tempo che manca e fretta.

Adoro le utopie perchè sono ottimi terreni di conversazione infatti, a livello utopistico, sono daccordo con te. Nella realtà le macchine inquinano, costano e sono pericolose. Le biciclette sono dei delilziosi trastulli se non devi lavorare. Se invece le usi nel traffico quotidianamente: in bocca al lupo ! perchè hai il coraggio di un Kamikaze.







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