Non chiamatemi blogger
October 25, 2007
Articolo scritto da Rick in : Attualità , Cronaca, Generale, Rick's World, Spettacolo, Tech, Televisione trackback
Cito da esempi incontrati di recente su blog più o meno noti : “Ecco nella foto quattro blogger che fanno liveblogging durante una cena di blogger“.
A parte il fatto che se devi fare live blogging durante una cena, mi devi anche spiegare che cazzo ci sei andato a fare.. Si perchè se è maleducazione leggere a tavola, figuriamoci starsene con il Mac aperto sul tavolo a scrivere all’impazzata che ti è arrivata la fiorentina un pò troppo al sangue.
Ma allora quando il circo Orfei fa una cena tra colleghi, la donna cannone si fa sparare in cielo dopo aver bevuto il limoncello ? Il giocoliere si mette a far roteare in aria le bottiglie di Morellino di Scansano ? La contorsionista si contorce ? (..vabbè dai non voglio andare troppo oltre con gli esempi.. mi avete capito). Insomma.. il fatto è che comincio a sentire puzza di “casta” e che la comunità dei blog ha la percezione del fatto che “comincia a stare in piedi da sola”.
Tutta la vicenda Grillo e il suo V-day, ha in qualche modo dato visibilità al fenomeno blog e a tutte le personcine che ci sono dietro. La community di semplici appassionati scrittori del quotidiano, del tecnico, di Symbian, o di gnocca, ora sono accomunati, sdoganati, e catalogati in un solo calderone, sotto una sola etichetta che li definisce agli occhi del pubblico : sono blogger.
Però le etichette possono essere al massimo un modo per capire di cosa stiamo parlando ma sono ben lontane dall’ esaurire in una parola un mondo che per sua natura è quanto di più variegato possa esserci. So che dico una banalità ma preferisco pensare a chi scrive su pagine come queste come a persone con la voglia di trasmettere, come a delle piccole emittenti in grado di inviare piccoli, piccolissimi messaggi e regalare una notizia, un parere personale, un sorriso.. Ho paura che il prendersi troppo sul serio rischi di snaturare quanto di buono c’è all’interno, non tanto del fenomeno in sè, ma nei motivi che spingono una persona a scrivere. Quindi, dai.. non chiamatemi blogger, io sono Riccardo.
















Commenti»
un battesimo internettiano….ciao riccardo
io preferisco mantenere il nick skip
penso che i pensieri e i messaggi scritti nei blog si sdoganino da soli in base al contenuto che può fare capire se siano prodotti dalla persona o dal personaggio , a prescindere dalla casta
@Skip: Sono daccordo con te. Tu scrivi spesso (qui e là ..) ma hai un blog ?
Ma anche al bagno stai col portatile ? non mi dire.
Penso sia un po’ come chi non vive senza cellulare, sembra che sia + importante preoccuparsi che prenda, che la batteria sia piena, che tutti possano chiamarti senza problemi, invece di godersi una cena tra amici. Da fastidio gia’ questo atteggiamento, figuriamo poi , con il portatile!
Se ce lo chiedi così non ti chiameremo blogger…..ok! ma casta o no questo è il termine che ti identifica (almeno qui)……poi certo, ci sono blogger e blogger……se loro sono felici di fare del loro blog la loro ragione di vita….facciano pure, alla fine non riusciranno di sicuro ad assaporare le cose belle che la vita ti dona e che magari sono solo “attimi”……
Ma Stefano Orfei….alla cena ci va col suo meraviglioso cavallo bianco?????
@Claudine: ma non sono io…
[...] PocaCola Blog » Non chiamatemi blogger Ok Riccardo, mitico il tuo post, scusami se non commento ora, sono le 3:50 [...]
Ehehe molto bello questo post.. mi identifico soprattutto in quella foto anche se io il portatile lo appoggio su un comodo sgabellino :) LOOOL
@Rick no, non ho un blog