W Pinocchio.
November 3, 2007
Articolo scritto da Skip in : Fesserie, Generale trackback
“Chi è stato?” - gridato in tono perentorio da mia madre, per sottendere uno sproloquio del genere “ fuori subito il colpevole o fai i conti con me e con tuo padre e , peggio ancora ,con la tua coscienza che ti farà palpitare per giorni interi perché sai che mentendo metterai una spina nel cuore di Gesù- quest’ultima frase derivava dagli input delle suore )….
E nonostante tutto questo dialogo interiore che durava pochi secondi,rispondevo decisa :”Io no” -e così mi spicciavo rimuovendo all’istante ogni responsabilità…E mi credevano.
Invece quando venivo incolpata ingiustamente di qualcosa e subivo per davvero un torto per cui mi difendevo risoluta argomentando a lungo a spada tratta, chissà come mai, non venivo creduta .La bugia comunque è intesa sempre in un’accezione negativa. Il sentire comune ritiene che chi mente sbaglia, è colpevole perché inganna e nasconde o si nasconde. Ma chi non ha mai mentito? Tutti i bambini dicono bugie e tutti noi diciamo bugie, più o meno grandi ,anzi talvolta una bugia ripetuta finisce col diventare una verità.
La bugia però non è da confondere con le menzogne che sono gratuite, ingrate ,offensive e dannose.
Raccontare le bugie é fondamentale per crescere. Il bambino scopre il mondo attraverso innocenti bugie: interpreta ruoli provvisori di personaggi immaginari, sempre diversi e così , giocando e divertendosi, si confronta pian piano col mondo circostante e con gli altri non ancora percepiti come un qualcosa di avulso da sé , per poter costruire gradualmente la sua identità. Le sue imprese e parole si identificano con quelle del suo eroe che poi diviene un tramite tra lui e il mondo .Infine il bambino giunge all’astrazione ( fase del racconto): le gesta ed emozioni del bambino sono quelle del suo eroe narrato e sognato con la consapevolezza che è frutto della sua immaginazione.
In età adulta invece si mente per superare l’insicurezza, l’ansia di essere sempre all’altezza di qualcosa (la cosiddetta ansia da prestazione), per esorcizzare le paure , per fantasticare, per dare speranza e fiducia , per fuggire da qualcosa , il più delle volte da noi stessi.
Esistono vari tipi di bugie:
- la bugia altruista ed innocente (che serve a non causare dolore: “ Tradirti io? Giammai!”)
- quella per timidezza e timore (legata alle tensioni emotive interpersonali “Non ho paura”);
- quella ironica e per scherzo,poco consistente e immediatamente smascherata “ Sei la luce dei miei occhi”( detta magari al buio), consigliata nei momenti cruciali per sdrammatizzare un po’
- quella per liberarsi da un sentimento penoso (come la vergogna e l’umiliazione “Non sono stato io”);
- quella nevrotica (tipica dell’adolescenza e relativa ad una situazione conflittuale “ Ti odio” ) .
A volte le bugie sono continue e sorreggono un mondo finto fatto di illusioni, di sogni, di desideri che non hanno a che fare con la realtà che si sta vivendo perchè evidentemente quella realtà non piace e fa soffrire. Altre volte si mente per discolparsi: ciò rivela poca autostima e fiducia in se stessi .Solo quando si acquisirà maturità e sicurezza si potrà affermare con fermezza sì sono stato io , assumendosi ogni responsabilità, giustificando e sostenendo anche la parte “cattiva di sé“,quella che merita disapprovazione e poco importa se si deludono le aspettative altrui.
A volte ci sono bugie consolatorie : per esempio quando si racconta un fatto mai accaduto per consolarsi di una delusione ( è il caso di chi descrive con ricchezza di particolari la sua splendida ed inesauribile prestazione …per esempio in una partita di calcio) .Mai sgridare un bambino che mente, mai etichettarlo col nome di bugiardo ,semmai ragionare sulle cause del mentire.
Mai mentire a un bambino perché se capisce che più di una cosa non quadra,allora l’adulto perde di credibilità e il bambino non avrà più fiducia in lui soprattutto quando prima o poi scoprirà che le cicogne non portano i bebè sotto i cavoli e nemmeno i semini nella pancia della mamma ( domanda tipica ed imbarazzante: “Ma allora il papà in tutto questo che c’azzecca?”) .Ecco come una mamma ha saputo mentire con garbo e saggezza a suo figlio,sfatando una bugia dogmatica e facendo intuire la semplice verità.
Tema.
Gita domenicale“L’altra domenica abbiamo andati a Tindari io, mio papà, la mia mamma, mia sorella schetta, mia sorella maritata e mio cognato e ci siamo mangiati al ristorante.Poi abbiamo andati alla Madonna a pregare che ci dava un bambino a mia sorella maritata.
Ma sarà: o abbiamo pregato male o che la Madonna non ci ha capito, il bambino la avuto mia sorella schetta.
Mia mamma dice che la Madonna non si è cunfunnuta, si è cunfunnuto mio cognato.”

















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