Non siamo supereroi
December 7, 2007
Articolo scritto da Rick in : Attualità, Cronaca, Generale, Politica, Rick's World, Spettacolo trackback

Censis: “Paese non guarda al futuro” “Poltiglia di massa, mucilaggine, insieme inconcludente di pulsioni ed emozioni individuali che non dà spazio al collettivo, è ripiegata su se stessa e non guarda al futuro”. Questo l’impietoso ritratto che il Censis ha fatto della la società italiana alla fine del 2007 nel suo 41/o rapporto. Per uscire dall’attuale stato, secondo il Censis di De Rita, si deve puntare sulle tante minoranze attive nell’economia, nella società e nelle scienze.
L’individualismo è il male italiano più evidente, lo sappiamo da sempre ma ora la “fotografia”del Censis ci butta sulla faccia la nostra mediocrità e l’italico attaccamento al nostro piccolo orticello. Il più condannabile dei difetti è quello di ragionare in termini individuali perchè ci rende irritanti, ci desocializza, ci involgarisce.
Se mentre sono in coda faccio il furbo e riesco a fregare uno o due posti ho un piccolo vantaggio immediato ma , a cascata, genero una miriade di piccoli ritardi e di piccoli disagi che peggiorano nel complesso la “condizione sociale” del microcosmo “coda”. Amplificando questo elementare esempio a milioni di persone e a milioni di situazioni piccole e grandi quella che ne esce è una società anarchica ed individualista fatta di singoli che hanno come unico valore la soddisfazione dei propri bisogni personali.
Non dico che i personali voleri non debbano essere soddisfatti, tuttaltro !, Esiste però la strada per muoversi nella società con un decente senso civico, con un atteggiamento positivo e con rispetto di base per chi ci sta intorno. Se ci riuscissimo davvero forse il nostro tempo e la qualità delle nostre vite sarebbe migliore..




Commenti»
Mai fotografia del Censis ha rispecchiato maggiormante la realtà: l’Italia è solo un concetto geografico, esistono solo 56 milioni di italiani…
l’esempio della coda è calzante… quante volte ho odiato quelli che fan di tutto per passare avanti ad una fila…sia essa al supermercato, in posta, o in autostrada… è troppo difficile comportarsi da persone CIVILI?
Ma come, ci hanno sempre detto, di essere sinceri, coerenti con sè stessi, di non seguire le mode, di star lontano dalla massa, e adesso che finalmente ci siamo riusciti non va ancora bene?
“ehhh…lo fanno tutti e perchè non dovrei farlo io?!?”
oppure
“tanto se lo faccio io figurati se cambio il mondo”
direi che queste frasi sono state iniettate nella notte dei tempi nel DNA dell’italiano.
bellissima comunque l’immagine che ha usato Carneade…
l’emozione eil bisogno individuale prevale su quello condiviso , più allargato della collettività…forse vi influisce la trasformazione graduale della società in pimis della famiglia divenuta nucleare ( papà, mamama e figli) prima era molto più estesa..vi interagivano maggiormente nonni , zii diretti ed indiretti…prima nei paesi ci si conosceva tutti , era una sorta di grande famiglia…i bambini giocavano nelle strade, la comunità li prendeva in carico…ci si aiutava sebbene ci fossero i vizi e le virtù dei piccoli paesi ( imperava il detto “il paese è piccolo e pieno di devozione”) insomma c’era una rete di relazioni sociali più sentite ed operanti….
se la società si è evoluta o involuta ,a seconda dei punti di vista , dovrebbe prevalere il senso civico che , secondo me , è però compromesso proprio perchè già le famiglie, che sono la più piccola cellula della società, non si confrontano all’esterno e quindi non riescono a maturarlo e a trasmetterlo…
@MrGorefest:L’esempio che fai rappresenta esattamente il tipo di mentalità da combattere.
@skip: Concordo come sempre con la tua esposizione..