L’arte di arrangiarsi applicata a Google Earth
January 29, 2008
Articolo scritto da Rick in : Attualità , Cronaca, Generale, Politica, Spettacolo, Tech trackback
Il direttore dell’agenzia delle entrate di Pisa un bel giorno si scarica Google Earth ed inizia a curiosare il mondo.. Un po’ come abbiamo fatto tutti con il popolare servizio satellitare di Google. Poi, dopo avere acquisito la necessaria dimestichezza con il programma, si mette a scrutare dall’alto il business di alcune decine di proprietari di rimessaggi di barche e piccoli yacht alla foce dell’Arno.
Alcuni imprenditori avevano denunciato al fisco entrate irrisorie o addirittura il fallimento della propria società , così il direttore dell’agenzia delle entrate, Dott. Costantino, si è messo a guardare dall’alto, grazie a Google Earth, cantieri e rimessaggi dei contribuenti secondo lui sospetti.
Le prime verifiche hanno evidenziato palesi irregolarità . Un gestore, che per esempio aveva denunciato una perdita, in realtà aveva un imponibile di 64 mila euro. Ma il “Grande fratello fiscale” non si è fermato qui. Fotografando le imbarcazioni sono stati avviati accertamenti anche sulla congruità dei redditi denunciati dai loro proprietari.
Uno degli imprenditori coinvolti nel controllo “satellitare” ha fatto ricorso sostenendo l’illegittimità di una verifica effettuata con questo metodo, ma ha perso. Questo sta a significare che lo strumento “Google Earth” può essere utilizzato per questi scopi e la sentenza è destinata a provocare una rivoluzione negli accertamenti fiscali e ad estendere il grande occhio elettronico del fisco agli uffici delle entrate di altre città .
Le mappe di Google Earth sono in molti casi vecchie o vecchissime (4 o 5 anni in alcuni casi) e se consideriamo la velocità con cui si modifica il profilo immobiliare, strutturale e viario della nostra nazione credo che una verifica fatta in questo modo sia abbastanza inattendibile, per il semplice fatto che le immagini sono datate. Forse la notizia riportata dal Corriere è di grande effetto ma i fatti si sono svolti in modo meno fantasioso e più pratico.
Faccio la “prova del nove” in real time e scopro che, guardando su Google Maps, il palazzo di fianco al mio ufficio (esistente da più di tre anni) sulle loro mappe è ancora allo stadio di fondamenta, mentre nel cortile di casa mia risulta parcheggiata la macchina che avevo più di tre anni fa… Non faranno mica una verifica con Google e mi verranno a chiedere di pagare il bollo su quella macchina spero ??.
* Qui un divertente video correlato
* Google rivela le errate posizioni delle moschee (di Lexi Amberson)














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