Maestro Antonio Panetta da Reggio
January 30, 2008
Articolo scritto da Rick in : Generale, Rick's World trackback
Erano gli anni delle elementari.
Portavo un paio di occhialoni, avevo le orecchie a sventola ed indossavo un grembiule nero col colletto bianco.. Tutti indossavamo quel grembiule che spessissimo diventava bianco a forza di lanciarci i cancellini sporchi di gesso. Prima del suo ingresso in classe eravamo solo una manica di ragazzini caciaroni e disorganizzati, piccoli ribelli allegri ed inconsapevoli.
Quando entrava “lui” anche il più bastardo dei miei compagni di classe si placava e diventava docile, sentivamo la forza del suo carisma ed il suo sguardo ci faceva paura.
Il Maestro Antonio Panetta da Reggio Calabria era un uomo di bassissima statura, fiero e duro come un personaggio de “i Malavoglia”, sapeva come farsi rispettare da quel pugno di delinquentelli in erba, e lo faceva con il carattere, con l’intelligenza, con la comunicazione. Indossava sempre un completo impeccabile e delle scarpe lucidissime, i capelli neri tirati con la brillantina luccicavano quasi sotto i tristi neon dell’aula. Parlava un italiano aulico e le sue lezioni esercitavano su di noi un innegabile fascino, perchè sapeva farci sognare.. Riusciva a dare un’anima a quello che spiegava e a coinvolgere ognuno di noi nel processo di apprendimento. Allora non esistevano i master e la formazione professionale dei maestri era fatta sul campo, i suoi metodi quindi erano a volte poco ortodossi ma efficaci. In casi eccezionali mollava qualche schiaffone e minacciava l’uso della bacchetta sulle dita.. e sono cose queste che al giorno d’oggi comporterebbero una denuncia e la rimozione dall’incarico. Tuttavia, la maggior parte delle volte, bastava solo che alzasse gli occhi dal registro per fare accelerare i battiti del cuore di tutti noi scolari.
Ho rivisto il maestro Panetta parecchi anni dopo e, nonostante il tempo passato, riusciva ancora a generare in me un grande senso di rispetto e di devozione. Ringrazio quell’omino tutto d’un pezzo perchè, in qualche modo, ha forgiato tutti noi della “secondaC” ed insegnato molto più di quanto forse lui stesso si sarebbe aspettato. Sono sicuro che se nominassi ai miei ex compagni di classe il suo nome, ancora oggi (tra mogli, figli, lavoro, separazioni e vita), ognuno di loro avrebbe un sussulto.














Commenti»
ahahah ricordo bene anch’io i grembiuli neri con il fiocco…e un aneddoto di 2 bambini che si erano annodati coi reciproci fiocchi e non riuscendo a sbrogliarli,camminavano insieme e stavano seduti vicini , così alla fine si presentarono entrambi alla lavagna per l’interrogazione di uno dei due…anche l’insegnante vecchio stampo si mise a ridere…