Il flop di Sanremo
February 29, 2008
Articolo scritto da Rick in : Attualità, Generale, Musica, Rick's World, Sito del giorno, Spettacolo, Televisione trackback

Pietro Folena , il Presidente della Commissione Cultura della Camera, in un commento su PocaCola segnala una propria dichiarazione rilasciata all’Ansa sul tema Flop a Sanremo.
SANREMO: FOLENA, AUDIENCE IN CALO PER FORMULA TROPPO VECCHIA
(ANSA) – SANREMO (IMPERIA), 28 FEB - ‘Non credo che i cattivi risultati, in termini di audience, di questo festival siano imputabili alla responsabilita’ di chi presenta, tutti ottimi professionisti, ma piuttosto alla vetusta’ della formula’: lo ha detto il presidente della commissione Cultura della Camera Pietro Folena. (omiss)
Altro fattore che puo’ incidere sul calo – ha spiegato folena – e’ la responsabilita’ dell’industria discografica delle major, che non sono state capaci di comprendere quanto la musica indipendente e giovane potesse svecchiare il panorama. Bisogna lavorare sulle giovani generazioni‘. articolo completo sul blog di Pietro Folena
Crisi, flop, calo. Sanremo sembra ogni anno arrivato al capolinea, eppure ogni anno risorge. La crisi c’è probabilmente, ma non da oggi, il format e lo schema stesso del festival è anacronistico, ma non da oggi.
Non sono un esperto, tuttavia credo che due delle esigenze fondamentali del festival di Sanremo siano la causa stessa della sua cronica crisi . Si, perchè esistono il mercato discografico e le major, con i loro artisti da promuovere e da rendere visibili ed esiste l’evento televisivo con i suoi tempi, riti ed esigenze.
Un brutto spettacolo può lo stesso fare ascolto nel momento esatto in cui sfonda la barriera del trash o (come nel caso di Sanremo) è sedimentato nella memoria collettiva da alcuni decenni, tanto da rendere accettabile un claim come “Perchè Sanremo è Sanremo“, ed è possibile che continui ad essere seguito perchè tutto sommato è bello criticarlo ed è diventato come una vecchia zia noiosa della quale non si può fare a meno ma che nelle occasioni importanti ti devi sorbire.
Una brutta canzone invece semplicemente non piace, banalmente, non vende. Viene a questo punto da chiedersi chi sia di questi tempi il compratore di dischi in Italia.. L’industria discografica annaspa in una crisi decennale causata, in un primo tempo, dal costo degli album e da qualche anno aggravata dall’avvento di internet e del Peer to peer.
Succede così che il profilo del compratore medio di cd sia una persona con sufficente disponibilità economica, poco informatizzata, e con scarsa dimestichezza per i vari client destinati (haimè) al download sfrenato e gratuito dei brani in formato Mp3. Persone con queste caratteristiche credo che si collochino in una ipotizzabile fascia di età che quella che va dai 35 anni ai 50.
Chi invece segue il festival in televisione ha un età anche maggiore e una buona percentuale di loro della musica e dei dischi se ne infischia proprio. Ma qui parliamo dell’evento televisivo, non delle vendite. La componente televisiva potrà funzionare ancora per anni nel medesimo modo perchè avrà sempre (per i motivi che citavo prima) un buon riscontro in termini di share.
La musica indipendente non ha bisogno di Sanremo per almeno due motivi : Se viene proposta a Sanremo non è più indipendente ma soprattutto il pubblico che guarda il festival non è commercialmente appetibile . Chi ha meno di trent’anni generalmente snobba una manifestazione che puzza di vecchio già dalle locandine. Chi segue la musica indipendente sfrutta altri canali e si dissocia per principio dal prodotto musicale confezionato secondo i patinati canoni della discografia nostrana.
Lasciamo il Festival esaurirsi negli anni, lasciamo che il business a lui legato faccia il suo corso, in fondo è solo una trasmissione tv, è solo entertainment. La musica, quella vera, quella buona, sta da altre parti..














Commenti»
Flop decisamente annunciato! Formula vecchia, vecchie facce, le nuove sono, per la maggior parte, senza grande interesse. Ormai il Sanremo è diventato una costosa quanto inutile rassegna musicale e sarebbe ora che la RAI né prendesse atto…..Non voglio neanche pensare i costi d’esercizio nonchè i robusti cachet a Baudo, Chiambretti & soci…..Ecco come vengono malamente scialacquati i soldi pubblici. WITH COMPLIMENTS OF DIRTY SANCHEZ!
Che boiata, ’sto Festivàl..!!!
E la baracconata della Bertè: un plagio pianificato a tavolino per avere lo scoop anche in questa edizione, oltre al dilemma “che premio darle “…Questa donna avrebbe più urgenza di una assistenza medico-psichiatrica che di un riconoscimento alla carriera!
Per il resto, ogni anno la sensazione è la stessa: déjà tout vu”.
tanoooo, dove seiiii?!?!?!
Sono ormai anni che non lo guardo più. Perché parlarne? ;-)
non mi soffermo sull’aspetto organizzativo del festival…ma il responso, è stato molto deludente soprattutto per il secondo posto alla tatangelo ( i misteri del festival) e a riguardo di max gazzè, cammariere e bennato