Charlie Hebdo, e siamo subito tutti complottisti.

Charlie Hebdo Paris

Siamo spaventati quando certe dolorose vicende colpiscono la nostra realtà così da vicino. La rete e la velocità delle comunicazioni avvicina le tragedie, ce le propone con il sangue ancora fumante, dalle pagine delle testate online e dai loro account Twitter. Questo è il prezzo che paghiamo all’informazione in real time : l’orrore e la presa di coscienza.

Poi ci sono i social network. Sempre là, sempre più presenti e nevralgici soprattutto per chi l’informazione la fa attraverso gli organi classici come giornali e televisione. Le informazioni frammentarie che “rimbalzano sui social” (come si usa dire) sono parte integrante delle dirette tv di queste ore concitate di terrorismo, di sangue e di dolore. Aggiornamenti, smentite e breaking news arrivano ormai prevalentemente da quei canali.

war kidIn mezzo a questo colossale flusso di informazioni di morte e di terrorismo ci sono gli utenti internet, i fruitori dei social. Coloro che attraverso la rete si informano, ma che pure attraverso essa esprimono i propri pareri, ironizzano, ipotizzano, sentenziano. Lo faccio anch’io perché la tentazione è forte, lo facciamo in tantissimi e forse è anche un modo per esorcizzare la paura, ma l’immagine che ci vedo é quella di un bambino terrorizzato in mezzo a un campo di battaglia, che fugge tra  la macerie di un bombardamento. Non serve spiegare il bombardamento quale sia.

In questo panorama fatto di informazioni “ricevute” ed “emesse” da piccoli e grandi hub generalmente si sviluppa (con una prevedibilità solenne) il chiacchiericcio più becero e prendono forma le teorie complottistiche più bizzarre. Nel caso dell’attentato alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi, nel giro di 24 ore, quando ancora presumibilmente nemmeno l’intelligence francese aveva ben chiaro come fossero andate le cose, c’era già chi montava e pubblicava su youtube video che bollavano tutto l’attacco come una messa in scena, paventando l’ipotesi dell’ennesimo False Flag. Decine di articoli sono spuntati come funghi dopo la pioggia, e tutti a sostegno della teoria della falsa informazione e della messinscena ai danni del povero popolino sciocco che si beve qualsiasi cosa. Tutti questi articoli hanno un denominatore comune: fanno riferimento a complotti di diversa natura, ma non ne dichiarano mai gli scopi né i mandanti. Insomma, la scuola di Beppe Grillo ha fatto proseliti. Mettere in discussione qualsiasi cosa, ponendo il lettore (o elettore) nella condizione di sentirsi un fesso perchè non si pone molte domande ed accetta quello che vede per vero. Per carità, in molto casi il lettore fesso lo è davvero, ma sposare certe teorie complottiste buttate là senza nessuna prova e in un italiano incerto non peggiorerebbe la situazione ?

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la finta copertina di Charlie

Ecco allora che nascono le finte copertine di Charlie Hebdo “Italie Merde” le matite spezzate di Bansky che non sono di Bansky le polemiche sterili, le prese di posizione, le critiche ai politici che sfilano a Parigi incluse quelle sul colore dei pantaloni che indossava Matteo Renzi. In questo clima, purtroppo, le notizie ci arrivano senza filtro e (troppo spesso) non ci preoccupiamo di valutare la fonte, di verificarne la veridicità. A volte è sufficiente che siano plausibili, e questo genera una catena di disinformazione dal basso che mina in modo capillare la nostra percezione. Ognuno strumentalizza il tema centrale per innaffiare il proprio orticello. Chi è contrario all’immigrazione userà l’eccidio di Charlie per palesare atteggiamenti intransigenti, chi è a favore dirà che non si trattava di immigrati, ma di francesi naturalizzati e residenti a Parigi. La realtà la sappiamo benissimo tutti, e cioè che nessun problema ha una soluzione univoca e radicale, perchè è generato da un sottoinsieme di problemi locali e globali più piccoli e reiterati.

Non sto dicendo che vicende drammatiche che hanno cambiato la nostra storia, o che la cambieranno, siano assolutamente chiare e trasparenti. E’ evidente che sul pentagono non si abbattè nessun aereo (per citare un classico del complottismo) ed è pure vero che il video dell’assassinio del poliziotto Ahmed Merabet visto come ce l’hanno proposto a botta calda (anche nella versione senza censura come ha fatto Repubblica nelle prime ore) genera qualche preplessità. Ma, almeno nel secondo caso, troviamo ampie e documentate spiegazioni che confutano qualsiasi teoria complottistica, basta avere la voglia di cercare e di documentarsi un po’.

Quello che trovo odioso di un certo atteggiamento social-complottista è proprio la dinamica che è ridicola e sempre uguale, ma soprattutto che non ammette repliche ragionate.

  • Il complottista formula una teoria : “i gatti si comportano in modo strano”
  • Spiegazione : lo fanno perchè le scie chimiche hanno modificato il loro dna e la loro psiche
  • A supporto pubblica un video in cui si vede un gatto che si lecca le palle e in sovrimpressione scrive : “guardate come è ridotto questo gatto!! si lecca i testicoli da solo !! SVEGLIAAA!!!1!1!!
  • Tu obietti che i gatti le palle se le leccano da sempre.
  • Egli replica: “Perchè non vuoi vedere una cosa tanto ovvia? Tu te le leccheresti le palle da solo ?”
  • tu : “no, ma solo perchè non ci arrivo.. magari sarebbe pure divertente. Sta di fatto che i gatti lo fanno da sempre.
  • complottista: “Ecco, abbiamo uno che ha votato Berlusconi ! si vede benissimo!”
  • tu: “non ho votato Berlusconi. E poi, scusa, i gatti in quel modo fanno igiene personale”
  • complottista: “Senti, se adesso mi vieni a dire che leccarsi le palle è un comportamento normale e giustificabile, allora è evidente che non siamo sullo stesso piano. Perchè ti bevi tutto quello che ti fanno vedere in televisione ?”
  • tu : “e tu perchè ti bevi ogni singola, ridicola panzana che trovi su internet pubblicata dal più delirante dei siti ?”
  • complottista: “Io uso il cervello e non credo a una sola delle cose che mi fanno vedere i media. Io uso internet e i social network, vado sul blog di Beppe, sono uno che non si ferma alle apparenze di una situazzione”
  • tu : “scusa, ma si scrive situazione, con una sola zeta..”

Da qui il discorso, in genere, prende una piega sempre più delirante partendo dalla dichiarazione che la scuola è sbagliata perchè ci allena proprio a non pensare (ok, ma un minimo di grammatica mica faceva così male) fino ad arrivare ai massimi sistemi e alle teorie dell’evidentissimo complotto dell’11 Settembre.

Egli ha sempre la verità in tasca, la sua. Nulla è come lo vediamo, se obietti sei uno che non vuole capire o sei un servo del sistema e dei potenti. Sostiene qualsiasi teoria purchè diversa da quella della fonte più ufficiale. Insomma il complottista vive completamente, incondizionatamente in Matrix.

the matrix« Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. »
(Morpheus a Neo)
 

..dai, amico mio, adesso stacca lo streaming e vai a dormire un po’. Resto qui con te a farti compagnia, non avere paura.

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